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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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giovedì 9 aprile 2026

 

UNA PASSEGGIATA CULTURALE TRA GLI ARTISTI 

CHE HANNO RESO FERRANDINA UNICA

Passeggiando per il Corso Vittorio Emanuele sino alla piazza centrale Piazza Plebiscito di Ferrandina, incontrando i vari artisti 5, 6, e settecenteschi, della pittura e scultura che hanno arredato palazzi gentilizi, chiese e monasteri cittadini, Altobello Persio, Pietro Antonio Ferro, Francesco Solimena, Antonio Sarnelli, Andrea Miglionico, arriviamo dove svetta maestosa la chiesa Madre dedicata a Santa Maria della Croce, che vanta una storia millenaria insieme a mille leggende che la circondano e che seguiranno nel prossimo futuro tra le tante leggende già narrate, abbiate solo un po’ di pazienza e la vostra curiosità sarà esaudita.

Intanto godetevi questa…

Passeggiavo lento lungo Corso Vittorio Emanuele, con quel passo senza fretta che si ha quando non si cerca nulla… e proprio per questo si finisce per trovare tutto.

Ferrandina, quella mattina, sembrava sospesa tra il presente e un tempo più antico, le botteghe erano aperte, ma avevano un’aria diversa, come se dietro le vetrine non si vendessero oggetti, ma storie.

La prima a catturare il mio sguardo fu una piccola bottega di cornici… entrai quasi per caso… dentro, tra legni intagliati e tele appoggiate alle pareti, un uomo anziano lavorava in silenzio, sollevò lo sguardo e mi sorrise appena… «Le immagini non vanno solo guardate… vanno costruite», disse, mi avvicinai e notai un dipinto sacro, dai colori intensi e profondi, aveva una forza quasi viva… «Altobello Persio», si presentò…  come se fosse la cosa più naturale del mondo, parlammo di scultura e pittura, della pietra che prende forma e della fede che diventa immagine, quando uscii, il sole mi sembrò più luminoso, come se avessi imparato a guardare meglio l’arte.

Poco più avanti, una bottega di tessuti attirò la mia attenzione, drappi pesanti, velluti e sete, tutto disposto con una precisione quasi teatrale, dietro il banco, un uomo elegante stava sistemando un tessuto dorato.

«La luce è tutto», disse senza nemmeno salutarmi, «Anche nella pittura», mi mostrò un piccolo quadro nascosto tra i tessuti, figure solenni, ombre profonde, un’atmosfera intensa… «Pietro Antonio Ferro», aggiunse con un lieve inchino… uscii pensando a quanto la luce e l’ombra possano raccontare più delle parole.

Continuando la passeggiata, entrai in una bottega più ampia, quasi una galleria, qui i colori esplodevano, scene ampie, personaggi dinamici, un’energia che riempiva lo spazio, un uomo, con gesti ampi e voce calda, stava raccontando una storia a due visitatori… «La pittura deve emozionare, deve travolgere», disse girandosi verso di me… era Francesco Solimena, il grande artista partenopeo, mi parlò del movimento, della teatralità, di come ogni scena dovesse sembrare sul punto di accadere davvero… quando uscii, avevo la sensazione di essere entrato in un racconto.

Più avanti, una piccola bottega profumata di legno e vernice, dentro, un uomo stava lavorando a un volto, delicato, quasi fragile, «La devozione sta nei dettagli», disse senza alzare troppo la voce, mi mostrò opere più intime, più raccolte, c’era qualcosa di profondamente umano in quelle immagini… «Antonio Sarnelli», si presentò… lo salutai in silenzio, quasi per non disturbare quell’atmosfera raccolta.

L’ultima bottega era la più semplice, pochi oggetti, poche tele, ma una quiete profonda, l’uomo che vi lavorava mi guardò come se mi stesse aspettando… «Non serve molto per dire tutto», disse… le sue opere erano essenziali, ma piene di significato, ogni figura sembrava portare dentro una storia intera, anche lui si presentò… «Andrea Miglionico»… sono lusingato gli risposi… uscendo, mi accorsi che la strada era cambiata… o forse ero cambiato io, continuai a camminare finché il Corso si aprì davanti a me, lasciando spazio alla maestosa Piazza Plebiscito, e lì, imponente e silenziosa, svettava la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria della Croce… mi fermai… tutti quegli incontri, quelle botteghe, quegli artisti… era come se mi avessero accompagnato fin lì, uno dopo l’altro, preparandomi a quel momento, la chiesa non era solo un edificio, era il punto d’arrivo di una passeggiata nel tempo, tra i migliori artisti che avevano ornato con le loro opere chiese, monasteri e palazzi gentilizi della città, e forse, anche l’inizio di un nuovo modo di guardare il mondo… e Ferrandina, la città con più arte, storia e monumenti antichi di tutta la Lucania.

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