LA MESSA DELLE TRE
INTENZIONI
Una domenica
mattina la chiesa era piena, non tanto di santi, ma di intenzioni, tre
soprattutto.
La prima
intenzione era quella della signora Ines, lei arrivava sempre presto, non tanto
per pregare quanto per aggiornarsi, seduta al terzo banco, lato sinistro, aveva
una visuale perfetta, entrata principale, cappelle laterali e metà
dell’assemblea.
Durante il
Gloria aveva già contato chi mancava, chi era ingrassato e chi si era
presentato con una nuova compagnia, Dio lo pregava pure… ma tra una notizia e
l’altra.
La seconda
intenzione era quella del signor Ernesto, lui entrava deciso, passo lento e
volto serio, si faceva il segno della croce largo come una porta di cattedrale,
si inginocchiava con solennità e rimaneva immobile, chiunque lo vedesse
pensava… “Quest’uomo dev’essere un santo.”
Peccato che
il lunedì mattina, al lavoro, fosse famoso per una virtù tutta sua, perdonare…
ma solo quando gli conveniva.
La terza
intenzione era quella di Carlo, Carlo stava sempre in prima fila, non perché
fosse il più devoto, ma perché da lì si vedeva meglio lui, cantava forte,
rispondeva più forte, annuiva al sermone con grande convinzione, se la fede
fosse stata un concorso, Carlo avrebbe sicuramente chiesto i voti del pubblico.
E poi, quasi
nascosta, c’era Maria, arrivava in silenzio, si sedeva in fondo e abbassava lo
sguardo, non parlava con nessuno, pregava piano, come chi non ha tante parole
ma ha tante cose nel cuore.
Durante la
messa tutti sembravano molto impegnati.
Chi a
guardare gli altri, chi a farsi guardare, chi a sembrare migliore.
Alla fine il
parroco disse… “Il Signore vede i cuori”, in quel momento molti annuirono con
convinzione, ma se davvero avessero capito cosa significava… forse qualcuno
avrebbe pregato un po’ di più, e guardato gli altri un po’ di meno, perché la
chiesa è uno dei pochi posti dove si entra per incontrare Dio… e si rischia di
uscire avendo incontrato soltanto il proprio ego.
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