NELLA MIA VITA AVREI VOLUTO ARRIVARE IN ALTO…
MA NON COSÌ TANTO
Ho sempre
detto… «Voglio arrivare in alto», non specificavo mai il livello, errore mio,
dovevo mettere un tetto massimo, invece niente.
Un giorno mi
ritrovo a passeggiare con aria innocente sotto le colonne della Basilica di San
Pietro, stavo pensando a tutt’altro, un panino, se proprio devo essere sincero,
quando due cardinali mi guardano come se fossi l’ultima casella mancante del
sudoku divino.
Uno dice…
«Ha lo sguardo giusto», io pensavo parlasse dei miei occhiali, nel momento in
cui ho capito, era già troppo tardi.
A un certo
punto qualcuno mi chiede… «Ha già pensato al nome?», «Nome di cosa?» chiedo io,
«Pontificale.»
In quel
momento ho capito che il mio concetto di “fare carriera” aveva preso una
deviazione mistica.
Ad un tratto
si comincia a vedere del fumo bianco (e io non c’entro niente, giuro)
Quando il
fumo bianco si alza sopra la Città del Vaticano, io sto ancora cercando di
capire dove si spegneva la luce del corridoio, mi affacciano su un balcone,
sotto c’è una marea di gente, era Piazza San Pietro, qualcuno comincia a
chiamarmi “Santità”, mi giro per vedere chi c’è dietro, ma non c’è nessuno, è
in quel momento che penso… «Enzo, hai un tantino esagerato, sei ufficialmente
andato troppo in alto.»
Il mio primo
discorso?
Respiro a
pieni polmoni, guardo la folla e dico… «Cari fratelli e sorelle… vi prometto
tre cose, pace, ascolto, e riunioni più brevi possibile.»
L’applauso è
stato così forte che per un attimo ho pensato fosse già il Giudizio Universale.
I miracoli
veri, non ho camminato sulle acque, non ho moltiplicato pani e pesci, però sono
riuscito a mettere d’accordo due persone su dove andare a cena senza litigare,
se questo non è soprannaturale, non so cosa lo sia.
La rivelazione…
Una sera,
guardando il tramonto dietro la cupola, mi sono detto, «volevo arrivare in
alto… ma non così tanto.» E ho capito una cosa semplice, arrivare in alto non è
stare sopra gli altri, è avere una vista più ampia, è sentire più
responsabilità, è scoprire che sotto la veste bianca rimani sempre tu, con i
tuoi dubbi, le tue ironie, e la voglia di non prenderti troppo sul serio.
E comunque,
la prossima volta che esprimo un desiderio, specificherò l’altitudine massima
consentita.
Nessun commento:
Posta un commento