L’ALBA DI UN NUOVO
GIORNO
L’alba
arrivò senza chiedere permesso, come aveva fatto per tutta la vita.
La luce
filtrava dalle persiane socchiuse e cadeva sul pavimento con quella delicatezza
crudele che solo il mattino conosce, tutto era immobile, tutto era uguale,
eppure qualcosa, dentro, era irrimediabilmente cambiato.
Ci sono
momenti in cui si capisce troppo tardi.
Non con uno
shock improvviso, non con una tragedia plateale, ma con una lentezza che
lacera, una consapevolezza che sale piano, come la luce dell’alba… silenziosa,
inevitabile.
La vita era
passata, non in modo spettacolare, non con grandi avventure o grandi cadute,
bensì scivolata via tra giorni tutti simili, tra promesse fatte a sé stessi e
poi dimenticate, tra sogni lasciati in un cassetto con l’idea vaga che un
giorno ci sarebbe stato tempo… Sempre più avanti… Sempre più tardi.
Si era
giovani una volta, ma non lo si apprezzava davvero, si credeva che la
giovinezza fosse eterna, che le persone amate sarebbero rimaste sempre lì, che
le occasioni avrebbero aspettato con pazienza.
Ma niente
aspetta…
L’alba
continuava a entrare dalla finestra, lenta e inesorabile, la polvere nell’aria
brillava come minuscole stelle sospese, ogni cosa sembrava dire… questo è il
tempo che ti è stato dato, e quanto poco era stato custodito.
Quante
parole non dette, quanti abbracci rimandati, quanti giorni vissuti
distrattamente, come se fossero soltanto un corridoio verso qualcosa che
sarebbe arrivato dopo, ma quel “dopo” non era mai arrivato.
La verità,
quella che arriva solo quando è troppo tardi, è che la vita non si perde tutta
insieme, non c’è un singolo istante che la spezza, si sgretola piano, giorno
dopo giorno, sotto il peso dell’indifferenza, della paura, della pigrizia del
cuore, e quando finalmente lo capisci, il mondo continua lo stesso a girare, il
sole comunque sorge, la città comunque si sveglia, le persone comunque escono
di casa, ma tu resti lì, davanti alla luce del mattino, con una strana
nostalgia per qualcosa che non hai mai vissuto davvero completamente.
Questa è
forse la forma più silenziosa del dolore, scoprire che la vita non è stata
rubata da qualcuno, è stata lasciata andare, e mentre l’alba di un nuovo giorno
riempie la stanza, resta solo un pensiero che pesa più di tutto il resto… non
era la vita ad essere breve… è stata la nostra attenzione ad essere troppo
fragile per trattenerla.
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