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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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sabato 4 aprile 2026

 

L’ALBA DI UN NUOVO GIORNO

L’alba arrivò senza chiedere permesso, come aveva fatto per tutta la vita.

La luce filtrava dalle persiane socchiuse e cadeva sul pavimento con quella delicatezza crudele che solo il mattino conosce, tutto era immobile, tutto era uguale, eppure qualcosa, dentro, era irrimediabilmente cambiato.

Ci sono momenti in cui si capisce troppo tardi.

Non con uno shock improvviso, non con una tragedia plateale, ma con una lentezza che lacera, una consapevolezza che sale piano, come la luce dell’alba… silenziosa, inevitabile.

La vita era passata, non in modo spettacolare, non con grandi avventure o grandi cadute, bensì scivolata via tra giorni tutti simili, tra promesse fatte a sé stessi e poi dimenticate, tra sogni lasciati in un cassetto con l’idea vaga che un giorno ci sarebbe stato tempo… Sempre più avanti… Sempre più tardi.

Si era giovani una volta, ma non lo si apprezzava davvero, si credeva che la giovinezza fosse eterna, che le persone amate sarebbero rimaste sempre lì, che le occasioni avrebbero aspettato con pazienza.

Ma niente aspetta…

L’alba continuava a entrare dalla finestra, lenta e inesorabile, la polvere nell’aria brillava come minuscole stelle sospese, ogni cosa sembrava dire… questo è il tempo che ti è stato dato, e quanto poco era stato custodito.

Quante parole non dette, quanti abbracci rimandati, quanti giorni vissuti distrattamente, come se fossero soltanto un corridoio verso qualcosa che sarebbe arrivato dopo, ma quel “dopo” non era mai arrivato.

La verità, quella che arriva solo quando è troppo tardi, è che la vita non si perde tutta insieme, non c’è un singolo istante che la spezza, si sgretola piano, giorno dopo giorno, sotto il peso dell’indifferenza, della paura, della pigrizia del cuore, e quando finalmente lo capisci, il mondo continua lo stesso a girare, il sole comunque sorge, la città comunque si sveglia, le persone comunque escono di casa, ma tu resti lì, davanti alla luce del mattino, con una strana nostalgia per qualcosa che non hai mai vissuto davvero completamente.

Questa è forse la forma più silenziosa del dolore, scoprire che la vita non è stata rubata da qualcuno, è stata lasciata andare, e mentre l’alba di un nuovo giorno riempie la stanza, resta solo un pensiero che pesa più di tutto il resto… non era la vita ad essere breve… è stata la nostra attenzione ad essere troppo fragile per trattenerla.

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