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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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mercoledì 8 aprile 2026

 

QUANDO FINISCE UNA VITA, NON C’È MAI UN VERO SILENZIO

C’è piuttosto un rumore sottile, quasi impercettibile, come un bicchiere che si incrina senza rompersi del tutto…

C’era una stanza con una finestra socchiusa, le tende si muovevano piano, come se qualcuno stesse ancora respirando lì dentro,  sul comodino, un bicchiere d’acqua a metà, due pillole dimenticate e un telefono che non avrebbe più squillato per quella voce, potrebbe essere chiunque , aveva passato una vita intera a rimandare, una telefonata, n viaggio, un “ti voglio bene” detto senza fretta, pensava sempre… magari domani, ma il domani è una promessa fragile, e a volte si spezza senza fare rumore.

Fu una mattina come tante, il mondo fuori continuava a funzionare regolarmente, autobus in ritardo, gente che correva, qualcuno che rideva troppo forte al telefono, nessuno si accorse che, in quella stanza, qualcosa si era fermato, non c’è mai un annuncio per queste cose, la vita non manda notifiche, il tempo, invece… sì.

Le persone arrivarono dopo, prima un familiare, con quella strana esitazione nel bussare, poi un medico, poi altri volti, e poi il vuoto… non il vuoto della stanza, quello si riempie di oggetti, di ricordi, di vestiti piegati che nessuno avrà il coraggio di buttare , ma il vuoto negli altri, perché quando finisce una vita, in realtà, si spezzano tante piccole vite attorno, la mamma che continuerà a cucinare per uno in più per settimane, l’amico che rileggerà vecchi messaggi cercando un segnale che non aveva visto, qualcuno che penserà… avrei dovuto chiamarlo ieri, e quella frase diventa una condanna silenziosa.

Il dramma non è solo nella fine, è in tutto ciò che resta incompiuto, un libro iniziato e mai finito, un amore che non ha fatto in tempo a diventare coraggio, una lite che nessuno ha più potuto riparare.

Le vite non finiscono pulite, restano aperte, come porte socchiuse che nessuno richiuderà mai davvero, ma  poi, lentamente, accade la cosa più crudele, il mondo dimentica, non per cattiveria, ma perché deve andare avanti, le persone smettono di pronunciare quel nome ogni giorno, poi ogni settimana, poi solo in certe date, finché resta sospeso, come una fotografia che sbiadisce senza sparire del tutto.

Ma c’è una verità che ci riguarda tutti, ogni vita che finisce lascia un’eco, sta nei gesti imparati, nelle parole dette per caso, nei difetti copiati senza accorgersene, sta nel modo in cui qualcuno, un giorno, riderà come rideva lui, o nel modo in cui qualcuno amerà, male o bene, proprio come faceva lui, quando finisce una vita, non finisce davvero tutto, finisce la possibilità di aggiungere altro… e questo è il vero dolore, perché all’improvviso, tutto ciò che sei stato… è definitivo, e allora forse la tragedia più grande non è morire… è accorgersi, troppo tardi, che avevamo tempo… e abbiamo vissuto come se fosse infinito.

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