LA CHIESA DEL
PURGATORIO E LA LEGGENDA DI MARCO E ANTONELLA
La storia
della Chiesa del Purgatorio comincia dal XV secolo, al contrario di come si
pensa, non prende il suo nome dal rione che la circonda, bensì è il rione
stesso che prende il nome dalla Chiesa.
In origine,
viene fondata da monaci Domenicani provenienti dal loro primo Convento della
Badia di Ognissanti nel “Castrum” di Uggiano, l’antica “Obelanum” o “Oblano”,
facendone il loro secondo Convento con annessa Chiesa dedicata a Santa Maria da
Loreto, e conservando il rosone e lo stemma della famiglia Reale “Del Balzo”, successivamente
abbandonato perché diroccato dal
tremendo terremoto dell’epoca, e ricostruito nel primo agglomerato cittadino
chiamato “LA CITTADELLA”, per gentile concessione del Papa Leone X l’11
dicembre del 1517.
Ma la storia
della Chiesa non finisce così, ricostruita dai Monaci di San Pio dei Morti,
prende il nome di Chiesa del Purgatorio o della Madonna del Carmine, ma quello
che i posteri non hanno mai riportato sui libri di storia antica è la seguente
leggenda…
Nel cuore
dell’antico rione dalle case a schiera, tra mura che conservavano l’eco di
preghiere e silenzi antichi, la Chiesa del Purgatorio non era soltanto un luogo
sacro, ma anche testimone di passioni umane che sfidavano il tempo.
Si racconta
che, negli anni successivi alla sua ricostruzione, quando i Monaci di San Pio
dei Morti ne custodivano le anime e i segreti, giunse in città Marco, cavaliere
al servizio del Re, era un uomo valoroso, temprato dalle battaglie, ma con uno
sguardo capace di fermarsi davanti alla bellezza più semplice, e fu proprio
durante una funzione nella chiesa che la vide per la prima volta.
Antonella,
dama di compagnia di una nobile famiglia, era lì, avvolta in un velo chiaro,
con lo sguardo rivolto all’altare, non si accorse subito di lui, ma Marco sì…
da quell’istante, ogni sua certezza sembrò vacillare.
I loro
incontri iniziarono per caso, o così pareva, una passeggiata nel chiostro del
convento, uno sguardo rubato tra le colonne, parole sussurrate all’ombra delle
antiche pietre, ma presto il caso lasciò spazio al desiderio, il loro amore,
intenso e proibito, cresceva come un fuoco difficile da contenere.
Le regole
della corte e il ruolo di Antonella rendevano impossibile quella relazione, eppure,
ogni sera, quando le luci della chiesa si affievolivano e il silenzio calava
sull’antico rione, Marco trovava il modo di raggiungerla, si incontravano nei
pressi del convento, dove il profumo dell’incenso sembrava mescolarsi al
battito dei loro cuori.
Un giorno,
però, il loro segreto fu sul punto di essere scoperto, una voce di corridoio,
uno sguardo sospettoso… bastò poco perché il pericolo si avvicinasse, Marco fu
chiamato a lasciare la città per una nuova missione del Re, era il momento
della scelta… obbedire e perdere Antonella, o restare e rischiare tutto… Scelse
lei.
Con l’aiuto
silenzioso di un anziano monaco, che forse aveva visto nei loro occhi qualcosa
di puro oltre ogni regola, Marco riuscì a sottrarsi al suo destino militare,
Antonella, dal canto suo, rinunciò alla vita di corte, e insieme trovarono
rifugio nel palazzo adiacente al convento, un luogo discreto, lontano dagli
sguardi del mondo, lì, finalmente liberi, poterono vivere il loro amore senza
paura.
Le campane
della Chiesa del Purgatorio accompagnavano le loro giornate, non più come
monito, ma come benedizione, e così, tra quelle mura antiche che avevano
conosciuto rovina e rinascita, anche il loro amore trovò la sua forma più
completa, e poterono vivere felici e
contenti, nel palazzo accanto al convento, mentre la chiesa continuava a
vegliare su di loro… custode silenziosa di una passione diventata leggenda…
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