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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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domenica 12 aprile 2026

 

PALAZZO CENTOLA, NON SOLO STORIA MA ANCHE LEGGENDA

II palazzo rientra nel novero dei manufatti che fanno del paese un centro culturalmente ed artisticamente molto sviluppato, prende la denominazione dai proprietari che l’acquistarono, negli anni ’50, dalla famiglia D’Amato Cantorio, a loro volta rilevato nel 1940 dai San Mauro. L’edificio sorge nella parte più alta dell’abitato, in un’area fortemente caratterizzata sotto il profilo Storico/Architettonico, la così detta “Cittadella”, attualmente denomina “La Piana”, riportata nei documenti cinquecenteschi come “La Piana di suso”. Le notizie storiche e d’archivio sono frammentarie e poco chiare in conseguenza, per altro, della continua alienazione dell’organismo da parte dei proprietari che si sono succeduti nel tempo, probabilmente le origini del manufatto risalgono all’epoca del trasferimento nel nuovo abitato “Ferrandina” degli abitanti del “Castrum” di Uggiano. Una labile traccia, che abbisogna di approfonditi studi, viene fornita da un documento del 1762, in cui viene descritto un Palazzo nella Cittadella che Giacomo de Leonardis (Patriota) vende a tale Nicola Rocco, il documento riporta il palazzo come confinante…questa la citazione: << da levante colla strada pubblica delli meroli, o siano muri della città…>> e nella descrizione dettagliata <<…consistente in quattro membri superiori cioè sale, due camere ed un camerino, e loggia scoperta sopra il cortile, dentro del quale vi è la cisterna con portoncino con altrettanti membri inferiori…>> si cita <<…un lamione sotterro, parte esistente e parte diruto che esce fuori dalli muri della Cittadella…>> al quale si aggiunge <<si cala>> dallo stesso cortile interno.

Casa natale dello studioso archeologo Ferrandinese, successivamente Materano di adozione, Domenico Ridola, autore della scoperta storica origine dell’era paleolitica e neolitica della Città dei Sassi… Matera.

Anche in questo Palazzo Gentilizio, purtroppo non c’è solo storia antica, ma anche leggende legate allo stabile ma anche alle famiglie che lo hanno abitato, creando così un fascino misterioso oltre che storico, motivo per cui rivenduto svariate volte, per le sue molteplici evoluzioni leggendarie…

La Maledizione della Loggia Velata

Si narra che quando ancora “La Piana di suso” detta in origine “LA CITTADELLA” era cinta da mura vive e pulsanti, e le torri vegliavano sugli uomini come sentinelle divine, il palazzo che oggi chiamate Centola fosse già dimora di presenze non del tutto terrene.

All’epoca apparteneva a un uomo di nome Giacomo de Leonardis, noto sì come patriota, ma anche come studioso di arti proibite, egli trascorreva le notti nella loggia scoperta, osservando le stelle e tracciando simboli con polveri scure, mentre nel cortile la cisterna rifletteva non il cielo… ma qualcosa di più profondo.

Una notte d’inverno del 1562, mentre un vento innaturale scendeva dalle mura della Cittadella, Giacomo compì un rituale di cui nessun documento parla apertamente, si dice volesse “interrogare la pietra”, per conoscere ciò che giaceva sotto il lamione sotterraneo, già allora in parte crollato… e qualcosa rispose…

Da quel giorno, nel palazzo si udivano passi sotto terra, anche quando nessuno scendeva, e chi tentava di “calarsi” nel sotterraneo riferiva di corridoi che mutavano forma, e di un respiro lento, come quello di una creatura antica quanto la città stessa.

Spaventato, Giacomo vendette il palazzo a Nicola Rocco, senza mai spiegare il motivo, ma la presenza non rimase legata all’uomo… bensì al luogo.

I Rocco furono i primi a subire la trasformazione, raccontavano che nelle quattro sale superiori si udivano voci sussurranti, provenienti dal cortile, anche quando era deserto… una notte, la loggia si riempì di una nebbia densa, e uno dei figli sparì… mai più ritrovato…

I San Mauro, che acquisirono il palazzo nel 1940, tentarono di chiudere ogni accesso al sotterraneo, murarono il “lamione” e sigillarono la cisterna, ma fu allora che l’intera Cittadella iniziò a mutare, le strade sembravano più strette, le arcate più alte, alcuni giuravano che le mura si spostassero durante la notte.

Dall’acquisto della famiglia Centola, la leggenda culmina in un evento che ancora oggi si sussurra…

Una notte senza luna, in cui tutto il rione della Cittadella si capovolse… non fisicamente, ma nella percezione… chi si trovava in strada giurò di vedere le case inclinate verso il palazzo, come attratte da esso, le porte si aprivano da sole, le ombre si muovevano contro la luce, e dal palazzo, dalla loggia, una figura velata guardava verso la città… non era uomo… non era donna… e non era sola.

Si dice che sotto il palazzo non vi sia solo un lamione, ma un antico punto di passaggio, precedente persino al trasferimento da Uggiano, un varco che Giacomo de Leonardis tentò di aprire… e che da allora non è mai stato davvero chiuso, le famiglie che si susseguirono non abbandonarono il palazzo solo per paura… ma perché ognuna di esse, prima o poi, ricevette lo stesso sogno… scendere… aprire… ascoltare, e ancora oggi…gli anziani raccontano che, nelle notti più silenziose, se ci si ferma nella parte alta della Cittadella e si guarda verso il palazzo… si può vedere una luce nella loggia, e qualcuno… o qualcosa… che osserva… aspettando il prossimo a cui sussurrare… questo Palazzo è solo mio…

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