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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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giovedì 9 aprile 2026

 

CHIESA DELLA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE 

SCENARIO DI SOMMOSSE AGRICOLE

Costruita nel 1500 per ospitare i Frati Minori Osservanti, affrescata e arredata con dipinti attribuiti all’artista locale Pietro Antonio Ferro, nel 1600 subisce il rifacimento del tetto da capriate lignee a volta in muratura, pur conservando la sua originale struttura architettonica, subisce anche un rafforzamento esterno di sostegno.

La Chiesa ubicata poco lontano dall’abitato, tra piantagioni di ulivi e vegetazione selvatica, conserva sempre la sua antica sacralità, onorata e venerata dai Ferrandinesi ancora oggi per la sua dote di consolazione spirituale che dispensa verso tutta la Comunità.

Ma come ogni antichissimo santuario nasconde i suoi scenari mistici e arcani durante le ore notturne, a detta di alcuni testimoni, altamente impressionanti e paurosi.

C’era un tempo in cui la Chiesa della Madonna della Consolazione non era solo un luogo di preghiera, ma un confine sottile tra il mondo dei vivi e quello delle anime inquiete.

La leggenda racconta che, nel pieno delle sommosse agricole che sconvolsero la zona, i contadini insorti trovarono rifugio proprio tra quelle mura sacre, fuggivano dalla fame, dalle ingiustizie e dalle punizioni dei signori locali, una notte, inseguiti e disperati, si chiusero nella chiesa implorando protezione alla Madonna, si narra che le porte si serrarono da sole, all’esterno, le guardie giurarono di aver sentito urla, preghiere e canti sovrapposti, come se decine di voci pregassero insieme… eppure, all’alba, quando le porte furono riaperte, l’interno era vuoto, nessun segno di fuga, nessun corpo, solo un silenzio irreale e l’odore forte di incenso… Da quel giorno, qualcosa cambiò.

I pastori e i contadini iniziarono a evitare la zona dopo il tramonto, raccontavano di luci tremolanti tra gli ulivi, come candele portate da mani invisibili, altri giuravano di sentire passi sulla ghiaia e bisbigli provenire dalla chiesa, anche quando era chiusa e deserta, ma il racconto più inquietante è quello della “Messa delle Ombre”.

Secondo i più anziani, nelle notti senza luna, chi si avvicina abbastanza può vedere, attraverso le fessure del portone, una debole luce all’interno, se si ha il coraggio di sbirciare, si dice che compaiano figure inginocchiate, contadini vestiti di stracci, immobili, con il capo chino, e sull’altare, una figura velata, che non mostra mai il volto… Nessuno ha mai osato entrare, e chi ha ascoltato troppo a lungo quei canti racconta di aver provato un’improvvisa tristezza, come se il peso di tutte le sofferenze passate gravasse sul cuore. Alcuni sono fuggiti in lacrime, altri hanno giurato di aver sentito una voce sussurrare… “Non siamo mai andati via”, eppure, durante il giorno, la chiesa torna ad essere ciò che è sempre stata, un luogo di pace, di conforto e di fede, i fedeli continuano a pregare la Madonna della Consolazione, ignari, o forse consapevoli che quella consolazione potrebbe estendersi anche a chi, secoli fa, non trovò mai pace, perché, secondo la leggenda, la Madonna non ha mai abbandonato quei contadini… Li ha semplicemente trattenuti con sé.

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