CHIESA DELLA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE
SCENARIO DI SOMMOSSE AGRICOLE
Costruita
nel 1500 per ospitare i Frati Minori Osservanti, affrescata e arredata con
dipinti attribuiti all’artista locale Pietro Antonio Ferro, nel 1600 subisce il
rifacimento del tetto da capriate lignee a volta in muratura, pur conservando
la sua originale struttura architettonica, subisce anche un rafforzamento
esterno di sostegno.
La Chiesa
ubicata poco lontano dall’abitato, tra piantagioni di ulivi e vegetazione selvatica,
conserva sempre la sua antica sacralità, onorata e venerata dai Ferrandinesi
ancora oggi per la sua dote di consolazione spirituale che dispensa verso tutta
la Comunità.
Ma come ogni
antichissimo santuario nasconde i suoi scenari mistici e arcani durante le ore
notturne, a detta di alcuni testimoni, altamente impressionanti e paurosi.
C’era un
tempo in cui la Chiesa della Madonna della Consolazione non era solo un luogo
di preghiera, ma un confine sottile tra il mondo dei vivi e quello delle anime
inquiete.
La leggenda
racconta che, nel pieno delle sommosse agricole che sconvolsero la zona, i
contadini insorti trovarono rifugio proprio tra quelle mura sacre, fuggivano
dalla fame, dalle ingiustizie e dalle punizioni dei signori locali, una notte,
inseguiti e disperati, si chiusero nella chiesa implorando protezione alla
Madonna, si narra che le porte si serrarono da sole, all’esterno, le guardie
giurarono di aver sentito urla, preghiere e canti sovrapposti, come se decine
di voci pregassero insieme… eppure, all’alba, quando le porte furono riaperte,
l’interno era vuoto, nessun segno di fuga, nessun corpo, solo un silenzio
irreale e l’odore forte di incenso… Da quel giorno, qualcosa cambiò.
I pastori e
i contadini iniziarono a evitare la zona dopo il tramonto, raccontavano di luci
tremolanti tra gli ulivi, come candele portate da mani invisibili, altri
giuravano di sentire passi sulla ghiaia e bisbigli provenire dalla chiesa,
anche quando era chiusa e deserta, ma il racconto più inquietante è quello
della “Messa delle Ombre”.
Secondo i
più anziani, nelle notti senza luna, chi si avvicina abbastanza può vedere,
attraverso le fessure del portone, una debole luce all’interno, se si ha il
coraggio di sbirciare, si dice che compaiano figure inginocchiate, contadini
vestiti di stracci, immobili, con il capo chino, e sull’altare, una figura
velata, che non mostra mai il volto… Nessuno ha mai osato entrare, e chi ha
ascoltato troppo a lungo quei canti racconta di aver provato un’improvvisa
tristezza, come se il peso di tutte le sofferenze passate gravasse sul cuore.
Alcuni sono fuggiti in lacrime, altri hanno giurato di aver sentito una voce
sussurrare… “Non siamo mai andati via”, eppure, durante il giorno, la chiesa
torna ad essere ciò che è sempre stata, un luogo di pace, di conforto e di fede,
i fedeli continuano a pregare la Madonna della Consolazione, ignari, o forse
consapevoli che quella consolazione potrebbe estendersi anche a chi, secoli fa,
non trovò mai pace, perché, secondo la leggenda, la Madonna non ha mai abbandonato
quei contadini… Li ha semplicemente trattenuti con sé.
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