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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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mercoledì 8 aprile 2026

 

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MALI DI FERRANDINA...

UNA AVVINCENTE LEGGENDA AL LIMITE DELLA REALTÀ

Il Santuario della Madonna dei Mali di Ferrandina, di fattura cinquecentesca datato 1616, vanta una serie di affreschi riguardanti la vita della Madonna con svariati Santi, alcuni attribuiti al Lucano Pietro Antonio Ferro, nella chiesetta è presente la scritta… “mala nostra pellit, bona cuncta poscit”, egli scaccia via i nostri mali, esige ogni cosa buona.

Ogni Ferrandinese è legato a questo Santuario un tempo considerato miracoloso per la sua sorgente di acqua santa che in molti casi produsse guarigioni inspiegabili, paragonato al Santuario di Lourdes, un antico adagio cantato dalle donne anziane diceva… “quisquis hoc Templum beneficia petiturus ingreditur cuncte se impetrasse laetetur” (Chiunque entra in questo Tempio per chiedere benefici si rallegri come se li avesse già ottenuti), e come nel santuario di Lourdes è attraverso l' Acqua che l' aiuto materno della vergine si fa tangibile… “O malorum medicina, pulchra rosa sine spina, o fons aquae salutaris, nos a cunctis serva malis”, "O medicina contro i mali, bella rosa senza spine, o sorgente di acqua curativa, salvaci da ogni male", cantavano le donne Ferrandinesi.

La leggenda…

Tra le colline silenziose che circondano Ferrandina, dove il vento sembra sussurrare nomi dimenticati, sorge il Santuario della Madonna dei Mali, era il 1616 quando venne consacrato, ma già da tempo la gente del posto parlava di quella sorgente d’acqua che sgorgava poco lateralmente la chiesetta, limpida e fredda anche nelle estati più aride.

Si racconta che un pastore, colpito da una febbre che lo stava consumando, si accasciò proprio accanto alla fonte, in un sogno, o forse in una visione, una figura velata gli apparve, indicandogli l’acqua, quando si risvegliò, bevve, e il giorno dopo, la febbre era svanita.

Da allora, iniziarono i pellegrinaggi, arrivavano da ogni angolo del Regno, zoppi che camminavano, ciechi che vedevano, donne sterili che stringevano figli tra le braccia, Le voci del popolo parlano di guarigioni inspiegabili, di voti lasciati tra le pietre del santuario, di ceri che si accendevano da soli nelle notti di preghiera, ma non tutti i racconti erano di luce divina, alcuni giuravano che, dopo il tramonto, l’aria intorno al santuario cambiava, i cani si rifiutavano di avvicinarsi, e i pellegrini più audaci parlavano di ombre che si muovevano tra gli ulivi, senza corpo né rumore, c’era anche chi diceva di aver visto una donna vestita di nero camminare verso la fonte, per poi svanire nell’acqua stessa, un frate del santuario, padre Michele, annotò in un suo diario, poi misteriosamente scomparso, che non tutte le guarigioni erano di dono divino, e scrisse di persone tornate “cambiate”, con occhi vuoti e sorrisi innaturali.

Una notte, secondo i pochi che lessero quelle pagine, egli stesso udì voci provenire dalla sorgente, non preghiere, ma sussurri profondi, come se qualcosa sotto la terra stesse cercando di rispondere, e non passò molto tempo prima che padre Michele improvvisamente sparì.

Alcuni dissero che fosse fuggito, altri che fosse stato chiamato altrove, ma una vecchia del paese giurò di averlo visto, una notte di luna piena, inginocchiato accanto alla fonte, non pregava… ma ascoltava.

Ancora oggi, chi visita il santuario racconta che l’acqua è fresca, pura… e stranamente viva, c’è chi beve e sente una pace profonda, e chi, invece, giura di aver udito, tra il gorgoglio della sorgente, una voce che sussurra il proprio nome, e se ti avvicini troppo, nelle notti senza vento, potresti sentire qualcosa rispondere ai tuoi pensieri, o peggio…potresti sentire voci spettrali… che vorrebbero rubarti l’anima.

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