STORIA ROMANTICA
OTTOCENTESCA DI UNA FAMIGLIA FERRANDINESE
Nelle dolci
colline della Ferrandina ottocentesca, tra uliveti argentei e palazzi gentilizi
scolpiti nella pietra chiara, nell’antico rione “La Cittadella”, sorgeva la
dimora dei Ciano De Savinis, una famiglia nobile il cui nome era pronunciato
con rispetto e un velo di mistero.
Ciano, il
Conte di Obelanum, uomo di fascino austero e sguardo profondo, aveva sposato
anni prima la dolce Rosy, una donna dalla grazia discreta ma dal cuore indomito,
il loro amore non era nato tra feste e corti scintillanti, ma in un incontro
casuale durante una sera d’estate, quando una tempesta improvvisa li aveva
costretti a rifugiarsi sotto lo stesso portico, da allora, le loro vite si
erano intrecciate come i rami degli ulivi che circondavano la loro terra.
Dal loro
amore nacquero tre figlie, ognuna diversa come le stagioni…
Ary, la
primogenita, aveva ereditato la determinazione del padre, camminava nei saloni
del palazzo con passo sicuro, ma custodiva nel cuore un segreto… amava un
giovane studioso senza titolo né ricchezze, ogni sera, nascosta tra le colonne
del giardino, leggeva le sue lettere, temendo il giorno in cui il padre avrebbe
scoperto quel sentimento proibito.
Gioiosa, la
secondogenita, era il sole della casa, rideva con leggerezza, riempiendo di
musica ogni stanza, si diceva che perfino i servi si fermassero ad ascoltarla
cantare, ma dietro quella luce si nascondeva una malinconia, il suo destino
sembrava già deciso, promessa in sposa a un nobile che non aveva mai amato.
Biby, la più
piccola, osservava il mondo in silenzio, era lei a comprendere più di tutti gli
equilibri della famiglia, passava ore nella biblioteca del conte, tra libri
antichi e mappe ingiallite, sognando viaggi lontani e un futuro diverso, in cui
il suo cuore avrebbe potuto scegliere liberamente.
Una sera
d’autunno, durante una festa illuminata da candele tremolanti, il destino
decise di intrecciare le loro vite in modo irreversibile, Ary fu scoperta
mentre incontrava il suo amato nel giardino, il conte, ferito nell’orgoglio,
impose il silenzio e minacciò di separare i due per sempre.
Fu allora
che Rosy intervenne, con una forza che nessuno le aveva mai visto, ricordò al
marito il loro stesso amore, nato contro ogni convenzione, le sue parole, dolci
ma ferme, attraversarono la sala come una brezza che spezza l’afa, il conte
tacque a lungo… poi, lentamente, il suo sguardo si addolcì, capì che l’onore
non vive nelle regole imposte, ma nella verità dei sentimenti.
Quella notte
cambiò tutto….
Ary poté
amare senza paura, Gioiosa trovò il coraggio di opporsi al matrimonio imposto,
scegliendo finalmente il proprio destino, e Biby, ispirata dal coraggio delle
sorelle, iniziò a scrivere la storia della sua famiglia, promettendosi che
nessun amore sarebbe stato dimenticato.
Così, tra le
mura antiche di Ferrandina, la famiglia Ciano De Savinis non divenne soltanto
simbolo di nobiltà, ma di qualcosa di più raro… la libertà di amare… e ancora
oggi, tra i vicoli silenziosi della Cittadella, si racconta che nelle sere di
vento si possano udire le risate di tre sorelle e il sussurro di un amore che
ha sfidato il tempo…