QUANDO UN NUOVO
GIORNO NASCE, IL PRECEDENTE FINISCE
È una legge
silenziosa, antica come il tempo stesso, la notte si ritira piano, come un
sipario che scende senza applausi, e con lei se ne vanno tutte le cose che non
siamo riusciti a dire, i passi che non abbiamo avuto il coraggio di fare, gli
abbracci rimasti sospesi nell’aria.
Andrea stava
seduto sulla panchina davanti al mare, come ogni mattina da quando lei non
c’era più, guardava l’orizzonte mentre il cielo cambiava colore, dal blu scuro
della notte al grigio incerto dell’alba, era sempre quel momento, quel fragile
passaggio tra due giorni, a fargli più male, perché ogni alba significava che
un altro giorno senza di lei era cominciato.
Le onde
arrivavano lente sulla riva, sempre uguali, sempre diverse, e lui pensava a
quanto fosse crudele il tempo, non si ferma mai, non chiede permesso, non
guarda indietro… Un nuovo giorno nasce, mentre il precedente finisce, e con lui
finiscono anche le possibilità.
Andrea tirò
fuori dalla tasca una vecchia fotografia, lei rideva in quella foto, i capelli
mossi dal vento, gli occhi pieni di luce, era stata scattata proprio lì, su
quella stessa panchina, molti anni prima… «Domani torniamo qui» gli aveva
detto, ma il domani, a volte, è una promessa che il destino non mantiene.
Il sole
cominciava a salire, tingendo il mare di arancione, la città alle sue spalle si
stava svegliando, serrande che si alzavano, motorini che passavano, voci
lontane, la vita continuava… comunque.
Andrea
chiuse gli occhi per un momento, sentì il vento sul viso, il rumore dell’acqua,
il profumo salato del mare, quando li riaprì, il sole era ormai sopra
l’orizzonte… Un nuovo giorno era nato, e proprio allora qualcuno si sedette
accanto a lui sulla panchina, Andrea sorrise appena, senza voltarsi… «Sei in
ritardo oggi» mormorò, la donna non rispose, restò in silenzio, immobile, il
vento sollevò leggermente i suoi capelli, erano identici a quelli nella
fotografia, Andrea finalmente si voltò… La guardò… Poi guardò la fotografia
nella sua mano… Era vuota, e solo allora capì la verità che nessuno gli aveva
mai detto.
Quando un
nuovo giorno nasce, il precedente finisce.
Ma a
volte…chi non riesce a lasciarlo andare, resta seduto sulla stessa panchina,
anche dopo che la sua vita
è già finita
da tempo, e la donna accanto a lui, con un sorriso dolce e antico, sussurrò…
«Finalmente te ne sei accorto… adesso possiamo alzarci», ma dietro di loro,
sulla panchina vuota… la fotografia era tornata, e mostrava due figure sedute
insieme… entrambe… trasparenti.