LA DIVINA CASA
ODIERNA
POEMA
SEMISERIO IN TRE GIRONI DOMESTICI.
Proemio
Nel mezzo
del cammin tra bollette e Wi-Fi lento,
mi ritrovai
per casa alquanto smarrito,
ché il
telecomando era sparito.
Ahi dura
sorte! Non selva oscura, ma corridoio
con scarpe erranti
e calzini senza coppia.
Allor dissi:
“Se fossi novello Dante Alighieri,
non canterei
di demoni e beati,
ma di
mestoli, piumoni e rubinetti ostinati!”
E così
comincia il mio viaggio…
I Girone: La
Cucina (ovvero l’Inferno del Sugo Ribelle)
Varcata la
soglia, m’assalì un odor possente:
non zolfo,
ma cipolla ardita.
Nel centro
stava il fornello acceso
come fiera a
tre teste (la quarta non funziona mai).
Qui vidi
anime dannate a rimestar pentole
senza mai
trovar coperchio adatto.
Una gridava:
“Dov’è il mestolo?”
E l’altra:
“Nel cassetto dei misteri, accanto ai tappi spaiati!”
Soffrivano
coloro che dissero un dì,
“Faccio io,
è semplice.”
E fur
condannati a pulir padelle incrostate
con spugna
ormai più stanca di loro.
Sul frigo
campeggiava un biglietto,
“Non è
magia, è organizzazione.”
Ma nessuno
l’aveva mai veduta.
E in mezzo
al caos, regnava il Sugo Ribelle,
che
schizzava su camicie candide
con
precisione degna d’arciere medievale.
II Girone:
La Camera da Letto (ovvero il Purgatorio delle Coperte)
Salendo
pochi passi (e inciampando in un caricabatterie),
giunsi nel
regno del riposo promesso.
Qui non
v’eran fiamme, ma piumoni attorcigliati
come serpi
in lotta notturna.
Le anime
penavano tentando di infilare
il
copripiumone nel verso giusto,
pena lieve,
ma eterna.
Altri
espiano la colpa d’aver detto,
“Cinque
minuti ancora.”
E così
restano sospesi tra sogno e sveglia
con la
suoneria che canta come arpia.
Vidi poi il
Cassetto delle Calze Solitarie,
ogni tanto,
miracolo!
Una coppia
si ritrova e ascende
tra cori di
“Finalmente!”
Qui s’impara
la virtù della pazienza
e l’arte
sublime di rifare il letto
che,
misteriosamente, si disfa da sé.
III Girone:
Il Bagno (ovvero il Paradiso dello Specchio Impietoso)
Infine
entrai nel luogo più temuto e sacro.
Non luce
divina, ma neon tremolante.
Lo Specchio,
giudice severo,
mostra
verità che nessun filtro salva.
“Cos’è
codesta occhiaia?” domandai tremante.
Rispose
l’eco: “È la serie vista fino alle tre.”
Qui scorre
l’acqua calda come grazia celeste,
quando la
caldaia collabora.
E l’anima
trova pace sotto la doccia
meditando su
grandi questioni,
“Ho chiuso
il gas?”
“Perché lo
shampoo finisce sempre insieme al balsamo?”
Beati coloro
che trovano l’asciugamano asciutto,
ché loro è
il regno del conforto mattutino.
Epilogo
Così
compresi che la casa è viaggio interiore,
la cucina
tempra,
la camera
purifica,
il bagno
rivela.
E se il
sommo Dante Alighieri cantò di stelle,
io canto di
lavatrici in centrifuga
che paion
gironi in miniatura.
E uscii a
riveder le stelle…
ma solo dopo
aver buttato la spazzatura.