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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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mercoledì 8 aprile 2026

 

IL MONASTERO DI SAN FRANCESCO DI FERRANDINA, 

TRA STORIA E LEGGENDA

Sorge in una posizione dominante alla valle, dove scorre il fiume Basento, all’ingresso del centro abitato, costruito intorno al XVII secolo su di un antico insediamento pluristratificato testimoniato da innumerevoli ritrovamenti.

Fondato dai Padri Francescani Minori Riformati, subito  contrastati dai locali Domenicani e Cappuccini, assume subito un ruolo di spicco e importanza territoriale.

Ben presto ridestinato a necropoli data la sua antica origine che vide da subito, durante gli scavi per la sua costruzione, una necropoli medievale sotterranea già presente ma sotterrata e trascurata.

Più volte ridestinata ad altre utilità come anche quella di fienile ed anche ovile, destinando il ricco corredo di oggetti sacri, libri storici di un’antica Biblioteca ed altri monili preziosi all’allora Sindaco Gianbattista Trifogli e all’allora proprietario cittadino Giuseppe De Porcellinis.

Più volte restaurato, ma mai completato, oggi è affidato alla gestione Comunale, recentemente riconosciuto come Complesso monastico di interesse storico/artistico.

LA LEGGENDA…

Nel cuore della valle dove il vento sussurra tra le colline e il fiume Basento scorre cupo e silenzioso, si racconta ancora oggi una storia che precede di secoli la costruzione del monastero.

Prima che le pietre sacre fossero posate e prima che i frati elevassero preghiere tra quelle mura, quel luogo era teatro di sangue e ferro.

Si narra che, nel tardo Medioevo, due casate rivali si contendessero il dominio della valle, i Signori della Rocca, cavalieri fieri e spietati, e i Custodi del Fiume, guerrieri devoti ma altrettanto implacabili.

Per anni le due fazioni si affrontarono in scontri sempre più violenti, fino a giungere alla battaglia che avrebbe segnato per sempre la terra.

Accadde in una notte senza luna, le torce illuminavano appena le armature, e il clangore delle spade riecheggiava tra le colline, il terreno si impregnò rapidamente di sangue, mentre i cavalli, impazziti dal terrore, calpestavano vivi e morti senza distinzione, nessuno dei due eserciti cedette, fu una carneficina totale, si dice che il comandante dei Custodi del Fiume, ferito mortalmente, lanciò una maledizione prima di esalare l’ultimo respiro, “Che questa terra non conosca mai pace, finché il sangue versato non sarà ricordato”.

All’alba, non vi erano vincitori… solo corpi, i pochi sopravvissuti, sconvolti dall’orrore, decisero di seppellire i caduti proprio lì, scavando nella terra ormai resa molle dal sangue, nacque così una vasta necropoli sotterranea, dimenticata con il passare dei secoli ma mai davvero silenziosa.

Quando, molto tempo dopo, iniziarono i lavori per la costruzione del monastero, gli operai si imbatterono in quelle sepolture, ossa spezzate, elmi arrugginiti, lame ancora conficcate nei resti umani, alcuni giurarono di aver udito lamenti provenire dal sottosuolo, altri abbandonarono il lavoro, terrorizzati.

Ma i lavori continuarono, e col tempo, però, strani eventi iniziarono a colpire il luogo, incendi improvvisi, crolli inspiegabili, animali che rifiutavano di avvicinarsi, persino i frati parlavano sottovoce di presenze nelle ore notturne, di passi nelle cripte e di sussurri tra le pareti, la comunità locale, già segnata da carestie e malattie, iniziò a temere quel luogo, alcuni dicevano che la maledizione non fosse mai stata spezzata, e che il monastero stesso fosse stato eretto sopra un campo di guerra che reclamava ancora memoria.

Poi arrivò l’evento che nessuno dimenticò.

Una notte, una tempesta violentissima si abbatté sulla valle, i fulmini colpirono ripetutamente la struttura, e parte del monastero crollò, le acque del fiume si gonfiarono, invadendo i terreni circostanti e riportando alla luce ossa e reliquie della necropoli, il villaggio fu devastato, i campi distrutti, case crollate, famiglie spezzate.

Da allora, si dice che nelle notti più buie si possano ancora udire gli echi di quella battaglia, il galoppo dei cavalli, lo scintillio delle spade… e il grido di chi non ha mai trovato pace… mentre la terra, sotto il monastero… continua a custodire il suo segreto.

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