IL MONASTERO DI SAN FRANCESCO DI FERRANDINA,
TRA STORIA E LEGGENDA
Sorge in una
posizione dominante alla valle, dove scorre il fiume Basento, all’ingresso del
centro abitato, costruito intorno al XVII secolo su di un antico insediamento pluristratificato
testimoniato da innumerevoli ritrovamenti.
Fondato dai
Padri Francescani Minori Riformati, subito
contrastati dai locali Domenicani e Cappuccini, assume subito un ruolo
di spicco e importanza territoriale.
Ben presto
ridestinato a necropoli data la sua antica origine che vide da subito, durante
gli scavi per la sua costruzione, una necropoli medievale sotterranea già
presente ma sotterrata e trascurata.
Più volte
ridestinata ad altre utilità come anche quella di fienile ed anche ovile, destinando
il ricco corredo di oggetti sacri, libri storici di un’antica Biblioteca ed
altri monili preziosi all’allora Sindaco Gianbattista Trifogli e all’allora
proprietario cittadino Giuseppe De Porcellinis.
Più volte
restaurato, ma mai completato, oggi è affidato alla gestione Comunale,
recentemente riconosciuto come Complesso monastico di interesse
storico/artistico.
LA LEGGENDA…
Nel cuore
della valle dove il vento sussurra tra le colline e il fiume Basento scorre
cupo e silenzioso, si racconta ancora oggi una storia che precede di secoli la
costruzione del monastero.
Prima che le
pietre sacre fossero posate e prima che i frati elevassero preghiere tra quelle
mura, quel luogo era teatro di sangue e ferro.
Si narra
che, nel tardo Medioevo, due casate rivali si contendessero il dominio della
valle, i Signori della Rocca, cavalieri fieri e spietati, e i Custodi del
Fiume, guerrieri devoti ma altrettanto implacabili.
Per anni le
due fazioni si affrontarono in scontri sempre più violenti, fino a giungere
alla battaglia che avrebbe segnato per sempre la terra.
Accadde in
una notte senza luna, le torce illuminavano appena le armature, e il clangore
delle spade riecheggiava tra le colline, il terreno si impregnò rapidamente di
sangue, mentre i cavalli, impazziti dal terrore, calpestavano vivi e morti
senza distinzione, nessuno dei due eserciti cedette, fu una carneficina totale,
si dice che il comandante dei Custodi del Fiume, ferito mortalmente, lanciò una
maledizione prima di esalare l’ultimo respiro, “Che questa terra non conosca
mai pace, finché il sangue versato non sarà ricordato”.
All’alba,
non vi erano vincitori… solo corpi, i pochi sopravvissuti, sconvolti
dall’orrore, decisero di seppellire i caduti proprio lì, scavando nella terra
ormai resa molle dal sangue, nacque così una vasta necropoli sotterranea,
dimenticata con il passare dei secoli ma mai davvero silenziosa.
Quando,
molto tempo dopo, iniziarono i lavori per la costruzione del monastero, gli
operai si imbatterono in quelle sepolture, ossa spezzate, elmi arrugginiti,
lame ancora conficcate nei resti umani, alcuni giurarono di aver udito lamenti
provenire dal sottosuolo, altri abbandonarono il lavoro, terrorizzati.
Ma i lavori
continuarono, e col tempo, però, strani eventi iniziarono a colpire il luogo,
incendi improvvisi, crolli inspiegabili, animali che rifiutavano di
avvicinarsi, persino i frati parlavano sottovoce di presenze nelle ore
notturne, di passi nelle cripte e di sussurri tra le pareti, la comunità
locale, già segnata da carestie e malattie, iniziò a temere quel luogo, alcuni
dicevano che la maledizione non fosse mai stata spezzata, e che il monastero
stesso fosse stato eretto sopra un campo di guerra che reclamava ancora
memoria.
Poi arrivò
l’evento che nessuno dimenticò.
Una notte,
una tempesta violentissima si abbatté sulla valle, i fulmini colpirono
ripetutamente la struttura, e parte del monastero crollò, le acque del fiume si
gonfiarono, invadendo i terreni circostanti e riportando alla luce ossa e
reliquie della necropoli, il villaggio fu devastato, i campi distrutti, case
crollate, famiglie spezzate.
Da allora,
si dice che nelle notti più buie si possano ancora udire gli echi di quella
battaglia, il galoppo dei cavalli, lo scintillio delle spade… e il grido di chi
non ha mai trovato pace… mentre la terra, sotto il monastero… continua a
custodire il suo segreto.
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