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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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mercoledì 8 aprile 2026

 

LA LEGGENDA DEL CONVENTO DEI CAPPUCCINI

Sulle alture silenziose di Ferrandina, dove il vento sembra sussurrare nomi dimenticati, sorge ancora oggi il Convento dei Cappuccini, ma chi conosce davvero la sua storia… raramente riesce a dormirci vicino senza turbamento.

Si racconta che nel 1615, quando iniziarono i lavori per costruire il convento, gli operai si imbatterono nei resti di un’antica cripta dedicata a San Pietro, risalente al 1560, non era una semplice struttura sacra, era un luogo che la gente del posto evitava, persino di giorno, le pietre erano annerite, come se il tempo stesso avesse tentato di cancellarle, e tra le fenditure filtrava un’aria fredda, innaturale, che non apparteneva a quella terra assolata.

La prima notte dopo la scoperta, uno dei muratori giurò di aver sentito dei canti provenire dal sottosuolo, non erano preghiere… ma qualcosa di più antico, più profondo, il mattino seguente fu trovato muto, lo sguardo fisso verso la cripta… non parlò mai più.

Nonostante gli avvertimenti, i lavori continuarono, il convento fu affidato inizialmente ai frati francescani, ma la loro permanenza fu breve, si dice che, durante le ore notturne, i corridoi si riempissero di passi leggeri, come di piedi scalzi, e che dalle celle chiuse si udissero bisbigli in una lingua sconosciuta, alcuni frati iniziarono a svegliarsi con strani segni sul petto, come graffi sottili disposti a forma di croce rovesciata, dopo pochi mesi, abbandonarono il luogo senza dare spiegazioni.

Quando le Reverende Suore del Sacro Costato presero possesso del convento, decisero di trasformarlo in un orfanotrofio femminile, dedicandolo a Sant’Antonio, le bambine accolte portavano con sé silenzi pesanti, ma presto si scoprì che non erano loro a temere il convento… era il convento a scegliere loro.

Alcune notti, le più piccole parlavano nel sonno con qualcuno che non si vedeva, altre volte, venivano trovate inginocchiate davanti a muri vuoti, come se ascoltassero una voce provenire dall’interno delle pietre, una bambina, Lucia, scomparve senza lasciare traccia, il suo letto era intatto, ma sul pavimento fu trovato un sottile strato di polvere… come se qualcuno, o qualcosa, fosse emerso dal pavimento.

Le suore iniziarono a pregare senza sosta, ma una di loro, suor Agnese, annotò in segreto… “Non è un luogo che si può purificare… è un luogo che ricorda”.

Nel corso dei secoli, il convento fu più volte ristrutturato, ma ogni intervento rispettò sempre l’antica struttura seicentesca, o forse… nessuno ebbe il coraggio di modificarla davvero, si dice che ogni tentativo di scavare più a fondo abbia portato a incidenti inspiegabili, crolli improvvisi, attrezzi che si spezzavano, uomini che fuggivano terrorizzati.

Ancora oggi, il Convento dei Cappuccini è attivo, le mura appaiono serene, quasi accoglienti, ma chi vi entra e presta attenzione, può percepire qualcosa di stonato, correnti fredde in stanze chiuse, echi di passi dove non c’è nessuno, e soprattutto… un lieve sussurro che sembra provenire dal basso, gli anziani del posto lo sanno bene, sotto il convento, la cripta non è mai stata davvero chiusa, e nelle notti senza luna, quando il vento tace… si dice che qualcuno, o qualcosa, cerchi ancora di tornare in superficie.

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