IL CASTELLO FORTEZZA
DI UGGIANO E LA NASCITA DI FERRANDINA
RACCONTO STORICO DOCUMENTARISTICO TRA REALTÀ E LEGGENDA
Nel cuore della
Basilicata, su un sistema di colline che dominano le valli della Salandrella e
del Basento, sorge Ferrandina, uno dei centri più affascinanti e meno
conosciuti del Mezzogiorno, la sua storia affonda le radici in un passato
complesso, dove fonti documentarie, tradizione orale e suggestioni leggendarie
si intrecciano fino a diventare un racconto unico.
Di fronte all’attuale abitato, su un’altura strategica oggi
silenziosa, si trovano i resti dell’antico insediamento noto come Uggiano,
identificato nei documenti medievali anche come Obelanum, Oblano o Ogiano,
questo sito rappresentava un punto chiave di controllo territoriale già
dall’alto medioevo.
Un presidio tra Bizantini, Longobardi e Normanni…
Le prime attestazioni certe risalgono all’845, quando il
territorio di Oblano entra nell’orbita del Principato longobardo di Salerno, la
presenza di una fortificazione su questo colle non è casuale, il sito si trova
in una posizione di “cerniera” tra due vallate, ideale per il controllo
militare e amministrativo.
Nel corso dei secoli, il presidio fu conteso e riorganizzato
da diverse potenze, i Bizantini, che ne fecero un caposaldo difensivo, i
Longobardi, che ne rafforzarono il ruolo territoriale, i Normanni, che tra XI e
XII secolo ne consolidarono la struttura.
Nel 1068, Roberto il Guiscardo tentò di espugnare il sito
durante la sua avanzata nel Mezzogiorno, segno evidente dell’importanza
strategica della rocca, fonti successive, come il Catalogo dei Baroni, citano
un “Rogerius de Ogiano”, confermando l’esistenza di una comunità organizzata e
di un sistema feudale ben strutturato.
Declino e trasformazione, tra storia e interpretazione…
Per lungo tempo si è ritenuto che la distruzione di Uggiano
fosse dovuta ai terremoti del dicembre 1456, eventi sismici documentati che
colpirono gran parte dell’Italia meridionale, secondo questa narrazione, la
popolazione, stimata in oltre duemila abitanti, sarebbe stata costretta ad
abbandonare il “Castrum” per trasferirsi altrove, tuttavia, studi più recenti
suggeriscono una lettura più complessa… la rocca, costruita con materiali non
sempre durevoli, poteva già versare in condizioni precarie, la manutenzione
discontinua ne avrebbe compromesso progressivamente la funzionalità, decisioni
politiche e militari potrebbero aver favorito l’abbandono del sito.
Un documento particolarmente significativo riferisce che
Federico d'Aragona avrebbe ordinato la demolizione della rocca, forse per
prevenire possibili ribellioni o per ridefinire l’assetto difensivo del
territorio.
La fondazione di Ferrandina…
Nel 1494, lo stesso Federico d'Aragona promosse la
fondazione o rifondazione dell’abitato, attribuendogli il nome Ferrandina in
onore del padre, re Ferrante, nel 1507, Ferdinando il Cattolico conferì alla
città il titolo di “civitas”, sancendone ufficialmente l’importanza
amministrativa, lo stemma comunale, con le sei “F”, racchiude un messaggio
celebrativo… <<Fridericus Ferranti Filius Ferrandinam Fabricare Fecit>>,
(Federico, figlio di Ferrante, fece costruire Ferrandina).
La memoria della rocca… tra documento e leggenda…
Accanto ai dati storici, la tradizione locale conserva una
memoria più intima e struggente, si narra che, all’epoca del dominio normanno,
il castello di Obelanum era presidiato da un giovane castellano, Alarico,
fedele ma inquieto, custode non solo delle mura ma di un segreto che nessuno
osava pronunciare.
Nelle stanze più alte della fortezza viveva Elenia, figlia
di un nobile legato all’Impero bizantino, promessa in sposa per ragioni di
potere, ma prigioniera di un destino che non aveva scelto.
Alarico ed Elenia si incontravano di nascosto, tra i
corridoi umidi e le torri battute dal vento, il loro amore, impossibile e
silenzioso, cresceva come l’edera sulle mura… fragile, ma ostinato, e poi
vennero giorni oscuri.
Non fu un terremoto a distruggere Uggiano, né un assalto
improvviso… fu qualcosa di più lento, più crudele… il sospetto.
Il re temeva che quella rocca, così forte e così distante,
potesse diventare un simbolo di ribellione si sussurrava che qualcuno,
dall’interno, stesse tramando, fu accusato Alarico…
La notte in cui decisero di abbattere parte della fortezza,
per spezzarne la forza e il significato, Elenia attese invano, il giovane
castellano era stato portato via, senza processo, senza addio… disperata,
Elenia salì sulla torre più alta, quella che guardava verso la valle dove un
giorno sarebbe sorta Ferrandina, si dice che lì abbia acceso una lanterna,
sperando che Alarico la vedesse, ovunque fosse… ma nessuno rispose.
All’alba, la lanterna era ancora accesa… ma Elenia non c’era
più…
Alcuni giurano che si sia gettata nel vuoto dalla torre, altri
che sia stata portata via, come il suo amato, ma da quel giorno, ogni inverno,
tra il 15 e il 30 dicembre, quando la terra tremò davvero e la storia cambiò
volto, una luce appare tra le rovine… una luce che non scalda… una luce che
chiama.
Negli ultimi anni della rocca, una giovane donna, identificata
dalla leggenda come Elenia, attendeva ogni notte il ritorno del suo amato, un
castellano ingiustamente accusato e incarcerato, la sua lanterna, accesa sulla
torre più alta, sarebbe diventata simbolo di un’attesa senza fine.
Ancora oggi, secondo i racconti popolari, nelle notti
d’inverno una luce tremolante apparirebbe tra le rovine di Uggiano, come eco di
un passato mai del tutto svanito.
L’unione tra rigore storico e narrazione emozionale permette
di trasformare un luogo poco conosciuto in un’esperienza immersiva, capace di
coinvolgere, lettori, visitatori, studiosi e comunità locale… nella speranza
che anche tutto ciò sia utile nella divulgazione, promozione e informazione di
tanta storia antica.
Di seguito alcune delle notizie storiche ricercate e
riportate qui di seguito…
Ferrandina, fondata nel lontano anno 1000 A.C. con il nome
di Troilia, che insieme al suo Castello/Fortezza, Obelanum (Obelanon, Ogiano,
Obelano, Uggiano), in epoca bizantina, gestita da Longobardi e Normanni dopo la
caduta del Dominio Greco, il nome Ferrandina si deve a Federico d'Aragona che
nel 1494 la battezzò così in onore di suo padre, re Ferrante (o Ferrantino).
Nel 1507 Ferdinando il Cattolico le attribuì il titolo di "civitas".
Lo stemma comunale reca sei F: il significato è: Fridericus Ferranti Filius
Ferrandinam Fabbricare Fecit. Alcune fonti riferiscono che il 15 e 30 dicembre
del 1456 due forti scosse di terremoto distruggono Uggiano. Una popolazione di
più di duemila abitanti (404 fuochi) non può essere alloggiata nel castrum o
sulle pendici inospitali della collinetta, ma, almeno in parte, sull’area della
Ferrandina greca e romana. Con ciò viene meno la centenaria storia della
distruzione di Uggiano per il forte terremoto, del trasferimento della
popolazione (fecimo mettere quelli cittadini in altro loco due miglia da longe
e più...), della fondazione di Ferrandina e di quella di Federico d’Aragona che
nel 1494 costruisce la città dalle fondamenta... e la chiama Ferrandina. Un
prezioso documento riferisce che “Uggiano aveva una fortissima rocca. Il
predetto re Federico..., sotto il pretesto del terremoto, come quello per
evitare i mali che temeva, pensò che la detta rocca fosse demolita...”.
Inoltre, se si ammette la scarsa robustezza dei materiali impiegati nella
costruzione dei castelli, riesce chiaro come anche il venir meno di una
costante manutenzione possa essere sufficiente a deteriorarne l’efficienza
difensiva, anche senza l’intervento di un terremoto o di una volontà
distruttiva. L’abbandono di Uggiano a seguito di un sisma, per costruire
Ferrandina, è una circostanza da ritenersi scarsamente probabile come anche una
guerra o una regia volontà distruttiva da sole non sono mai sufficienti a
provocare la scomparsa definitiva di un qualsiasi insediamento umano. Uggiano,
posto sul colle di fronte a Ferrandina, testimonia per la sua posizione
l’importanza strategica del luogo. Un primo riferimento cronologico certo è
l’845, quando il territorio di Oblano (questa è la denominazione che più
ricorre nei documenti) viene a far parte del Principato di Salerno, la presenza
di un castello costruito su quest’altura, in un punto strategico di cerniera
fra due valli, è certamente finalizzata ad affermare, con il proprio presidio
militare dalla parte di Craco e della Salandrella, la supremazia militare ed
amministrativa. Viene costruito, secondo alcune fonti, senz’altro prima dell’
XI secolo: nel 1068 Roberto il Guiscardo assale il caposaldo dell’Impero
bizantino (cum paucis abiit Obbianum…), non essendo riuscito a prendere Irsina.
Nel Catalogo dei Baroni mentre si fa menzione delle condizioni economiche e
demografiche della Basilicata normanna, si cita un Rogerius de Ogiano. Si
trovano ulteriori riferimenti al sito soltanto nel 1269 e nel 1275, quando
Uggiano passa a Pietro de Beaumont e a Giovanni di Monteforte. Nel periodo
normanno il luogo fortificato, i cui ambienti vengono riservati (in armonia con
le ipotesi della Fasoli) soltanto al signore, castellanus, al suo seguito e
all’apparato difensivo, viene sottoposto ad un intervento di rafforzamento e di
completamento.
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