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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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mercoledì 8 aprile 2026

 

LA LEGGENDA DELLA CASA CANONICA NELLA CITTADELLA…

Di fronte la chiesa del monumentale plesso conventuale di san Domenico, nel rione “LA CITTADELLA” primo agglomerato urbano della città di Ferrandina dove svetta maestosa la caratteristica “CUPOLA MAIOLICATA”, simbolo della città aragonese, nel lontano XV secolo, venne eretta, anche una casa canonica, per esclusivo uso ecclesiale, si narra che in quella casa succedessero episodi mistici e blasfemi, uno di questi… forse il più orrendo, ve lo riporto di seguito…

… Nel cuore antico del rione “La Cittadella”, quando il silenzio della notte avvolgeva le pietre consumate dal tempo, la casa canonica di fronte alla chiesa di San Domenico era già temuta da tutti, le sue finestre strette e scure sembravano occhi vigili, e la cupola maiolicata, splendente di giorno, rifletteva di notte bagliori inquieti, come se custodisse segreti proibiti.

La leggenda racconta che nel XV secolo vi abitasse un canonico austero, don Ramiro, uomo di grande fede ma anche di oscure inquietudini.

Si diceva che, nelle ore più profonde della notte, egli non pregasse soltanto, dalle mura della casa si udivano sussurri in lingue sconosciute, passi senza corpo e canti sommessi che non appartenevano alla liturgia.

Gli abitanti del rione la Cittadella cominciarono a notare strani fenomeni, le candele si spegnevano da sole in chiesa, il crocifisso sembrava inclinarsi, e una fredda corrente attraversava la navata anche nelle giornate più calde, alcuni giurarono di aver visto una figura nera aggirarsi tra la canonica e l’altare, come se cercasse qualcosa… o qualcuno.

Una notte, durante una violenta tempesta, un giovane novizio fu mandato a portare un messaggio a don Ramiro, bussò alla porta della casa canonica, ma nessuno rispose, la porta, però, si aprì da sola, emettendo un lungo cigolio, all’interno, il ragazzo trovò uno spettacolo agghiacciante, le pareti erano segnate da simboli incisi, le candele ardevano con fiamme bluastre, e al centro della stanza don Ramiro era inginocchiato… ma non pregava, davanti a lui, una figura indistinta si contorceva nell’ombra, come fatta di fumo e sussurri, il novizio tentò di fuggire, ma la porta si chiuse con violenza, un gelo innaturale riempì la stanza, la figura oscura si voltò lentamente verso di lui, fu allora che, sopra ogni cosa, risuonò il rintocco improvviso delle campane della chiesa, pur senza che nessuno le stesse suonando, un suono forte, puro, che sembrava venire dal cielo stesso, la cupola maiolicata, colpita da un fulmine, si illuminò di una luce accecante, un bagliore dorato penetrò nella casa canonica attraverso le finestre, dissolvendo le ombre come nebbia al sole, la figura oscura emise un urlo disumano e svanì, Don Ramiro cadde a terra, privo di sensi, i simboli sulle pareti si sgretolarono, e le candele tornarono a una luce normale.

Il novizio riuscì finalmente ad aprire la porta e fuggì, raccontando tutto agli abitanti, e quando tornarono all’alba, trovarono la casa silenziosa, purificata, e don Ramiro profondamente cambiato, non parlò mai più di quella notte, ma visse il resto dei suoi giorni in penitenza e preghiera sincera.

Da allora si dice che, nelle notti di tempesta, la cupola brilli di una luce particolare, come a ricordare che anche nei luoghi più oscuri può manifestarsi la grazia, e ancora oggi, chi passa davanti alla vecchia casa canonica giura di sentire, a volte, un sussurro… e subito dopo, il suono lontano di una campana che riporta la pace nella Cittadella…

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