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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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sabato 4 aprile 2026

 

LA LEGGENDA DELLA CITTADELLA E DELLA PIETRA ANTICA

Molti secoli fa, quando le colline della Basilicata erano ancora coperte di boschi e sentieri contadini, sulla cima di una collina sorse il primo nucleo di case di Ferrandina.

Quel luogo venne chiamato ”La Cittadella”, perché sembrava una piccola fortezza di pietra, case di pietra addossate l’una all’altra, vicoli stretti, archi bassi e mura robuste per difendersi dal vento e dagli uomini.

Gli anziani raccontavano che la Cittadella non nacque per caso, prima delle case, prima delle strade, al centro della collina c’era una pietra scura e antichissima, nessuno sapeva chi l’avesse portata lì, alcuni dicevano che fosse caduta dal cielo durante una notte di fuoco, altri che fosse ciò che restava di un altare sacro di un popolo dimenticato.

I primi abitanti costruirono le loro case attorno a quella pietra, quasi senza accorgersene, dicevano che teneva lontane le sciagure… E così nacque la Cittadella.

Con il passare degli anni il piccolo nucleo diventò un vero rione, e sulla collina sorsero palazzi nobiliari, grandi e severi, costruiti con la stessa pietra dorata della terra lucana, tra i più imponenti c’erano i palazzi delle famiglie… Centola, che dominava un tratto del rione con balconi di ferro battuto e portali scolpiti, D’Amato-Cantorio, la cui casa aveva un grande cortile dove un tempo si radunavano mercanti e cavalieri,

Mastromattei, noti per aver protetto il quartiere durante antiche incursioni, Piccinni–Lavecchia, il cui palazzo guardava verso la valle e le campagne d’ulivi, si diceva che tutte quelle famiglie, pur diverse tra loro, rispettassero una sola cosa… la pietra della Cittadella, nessuno osava spostarla.

Quando il villaggio crebbe ancora, arrivarono anche i monaci, le loro preghiere riempirono il silenzio delle colline e sorsero due luoghi sacri che segnarono per sempre il volto del paese.

Il primo fu il Monastero di Santa Chiara, dove le Clarisse vivevano in silenzio tra chiostri e giardini nascosti.

Il secondo fu il Complesso Monumentale del Convento di San Domenico, e fu lì che venne costruita la grande cupola maiolicata, lucente al sole e visibile da lontano tra le colline, le sue maioliche colorate riflettevano la luce del giorno e il bagliore della luna, diventando nel tempo il simbolo stesso della città, gli abitanti dicevano che la cupola fosse come un faro di fede che proteggeva la Cittadella.

Ma la leggenda più antica non parlava dei palazzi né dei monasteri, parlava della pietra, si diceva che nelle notti di vento, quando le strade della Cittadella erano deserte e le lanterne tremavano sui muri, la pietra mormorasse, alcuni giuravano di sentire voci lontane, martelli, passi, cavalli, preghiere, come se tutta la storia del rione si muovesse sotto terra.

Una notte un piccolo abitante del rione, di nome Gerardo, curioso e coraggioso, decise di restare accanto alla pietra fino all’alba, il vento scendeva dalle colline e faceva tremare le imposte dei palazzi dei D’Amato–Cantorio e dei Centola, il piccolo chiuse gli occhi, all’inizio sentì solo il silenzio, poi arrivò un sussurro, non era una voce sola, erano centinaia, sentì i primi abitanti costruire le case, sentì i passi dei nobili nei cortili dei palazzi, sentì le preghiere delle Clarisse di Santa Chiara, e sentì le campane di San Domenico risuonare sotto la cupola maiolicata… Era come se la Cittadella intera ricordasse se stessa.

Quando il piccolo riaprì gli occhi, l’alba stava colorando la cupola di San Domenico d’oro e di azzurro, scappò via verso la sua piccola casetta all’angolo della piazzetta detta “Largo Palestro”, ma prima di andarsene… giurò di aver capito il segreto della pietra, gli anziani del rione dissero che il piccolo aveva ascoltato la memoria della città… Da allora, a Ferrandina si racconta che… la Cittadella è il cuore più antico del paese, i palazzi nobiliari sono le sue ossa, i monasteri sono la sua anima, e la cupola maiolicata di San Domenico è la sua luce… Ma la pietra al centro del rione… quella è la sua memoria.

Ancora oggi qualcuno giura che, nelle notti di vento tra i vicoli della Cittadella, si possano sentire le voci di chi costruì il primo villaggio su quella collina, perché la Cittadella, dicono gli anziani, non è soltanto un luogo… bensì una storia che non ha mai smesso di parlare.

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