SAN ROCCO PATRONO DELLA CITTÀ
E LE SUE TANTE LEGGENDE
La statua lignea di San Rocco Patrono della città, è
collocata nella Chiesa Madre Santa Maria della Croce di Ferrandina, in una
nicchia di legno pregiato risalente al 1923 dello scultore Aiello Salvatore, la
processione si svolge lungo le vie del centro storico il 16 agosto.
La sua commemorazione è una devozione popolare viva a
Ferrandina sin dal 1527, quando la città si affidò alla protezione del Santo di
Montpellier per sconfiggere un'epidemia di peste
La festa rappresenta un appuntamento per i ferrandinesi
residenti e i tanti fuori sede che rientrano per abbracciare i propri cari, ma
anche per respirare l’aria della festa pregna di significati e di ricordi del
passato.
A tal proposito, Nicola Caputi, nella sua pubblicazione
“Cenno storico sull’origine, progresso e stato attuale della città di
Ferrandina” edito nel 1870, scrive… “Nella ricorrenza di San Rocco la statua
era accompagnata da fedeli con piedi scalzi e recinti di catene di ferro, in memoria
di quelle tollerate con pazienza nella prigionia sofferta”.
Il culto di San Rocco a Ferrandina è da ritenersi antico, se
ne fa menzione per la prima volta con riferimento all'anno 1527, e con la
visita pastorale di Mons. Saraceno, Vescovo di Matera, dal 16 al 18 maggio
1544, si ha la prima documentazione scritta che ne attesta l'esistenza.
Gli altari eretti e le cappelle che si costruirono a quel
tempo erano tutte di pertinenza delle famiglie gentilizie di quel periodo , l'altare
di San Rocco è voluto dalla cittadinanza, in ringraziamento per la protezione
ottenuta durante l'epidemia di peste del 1527.
Profonda venerazione dei fedeli e cura della statua lignea
del Santo restano i motivi per cui la festa è diventata tradizione di questa
Comunità, come anche la vecchia tradizione di far benedire dei cesti di pane
che poi verranno distribuiti per devozione alle persone convenute alla
cerimonia, come anche la devozione delle donne che a piedi scalzi, seguono la
processione del Santo Patrono, portando nei loro cesti, arti di cera per
ringraziare San Rocco dell’avvenuto miracolo o per implorarne la guarigione.
Ed è per queste ragioni che, la comunità tutta, e i
residenti all'estero, sono da sempre particolarmente sensibili alla tradizione
intrisa di fede e di pietà popolare.
Le leggende che girano intorno a questo Santo sono
molteplici, una delle meno conosciute è riportata di seguito…
La leggenda del passo
silenzioso…
Nel cuore del XVI secolo, quando Ferrandina tremava ancora
al ricordo della peste, si racconta una leggenda che gli anziani tramandavano
nelle sere d’estate, alla luce tremolante delle candele.
Era l’anno del Signore 1528. La peste aveva lasciato dietro
di sé case vuote e cuori spezzati. Il popolo, stremato, si affidava con
devozione a San Rocco, implorando protezione e conforto.
Una notte, mentre il vento attraversava le strade deserte
del borgo, una giovane donna di nome Annarita, era in cerca di cibo per tutta
la sua famiglia, uscì scalza, ma non temeva il freddo, tornava stringendo al petto
un tozzo di pane, l’unico cibo che aveva trovato, «San Rocco», sussurrò tra le
lacrime, «se davvero vegli su di noi, dammi un segno… non per me, ma per questa
città che soffre».
Mentre parlava, udì un passo leggero alle sue spalle, si
voltò e vide un pellegrino avvolto in un mantello consumato dal tempo, con un
bastone e un cane al suo fianco, il suo volto era segnato, ma i suoi occhi
brillavano di una luce che non sembrava umana… «Perché piangi, figlia?» chiese
con voce calma, Annarita raccontò il suo dolore e la disperazione della città, il
pellegrino ascoltò in silenzio, poi spezzò il pane che lei teneva tra le mani, e
ne diede metà al cane e metà a lei… «Dove c’è condivisione, la morte non ha
dominio», disse, poi posò la mano sulla sua fronte… in quell’istante, Annarita
sentì un calore attraversarle il corpo, come se la vita stessa gli tornasse a
scorrere.
La mattina seguente, la giovane si svegliò guarita da una
febbre che da giorni la consumava, uscì di corsa per raccontare l’accaduto, ma
del pellegrino non vi era più traccia, rimasero solo impronte leggere nella
polvere, che conducevano fino alla Chiesa Madre… e si fermavano proprio davanti
alla nicchia, dove oggi è collocata la statua di San Rocco.
Da quel giorno, si dice che nelle notti che precedono il 16
agosto, qualcuno possa ancora udire passi silenziosi tra le vie del centro
storico, e vedere un cane fermarsi davanti alle case dove qualcuno soffre… e
chi soffre e offre pane con fede… non resterà mai solo…
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