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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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domenica 12 aprile 2026

 

SAN ROCCO PATRONO DELLA CITTÀ 

E LE SUE TANTE LEGGENDE

La statua lignea di San Rocco Patrono della città, è collocata nella Chiesa Madre Santa Maria della Croce di Ferrandina, in una nicchia di legno pregiato risalente al 1923 dello scultore Aiello Salvatore, la processione si svolge lungo le vie del centro storico il 16 agosto.

La sua commemorazione è una devozione popolare viva a Ferrandina sin dal 1527, quando la città si affidò alla protezione del Santo di Montpellier per sconfiggere un'epidemia di peste

La festa rappresenta un appuntamento per i ferrandinesi residenti e i tanti fuori sede che rientrano per abbracciare i propri cari, ma anche per respirare l’aria della festa pregna di significati e di ricordi del passato.

A tal proposito, Nicola Caputi, nella sua pubblicazione “Cenno storico sull’origine, progresso e stato attuale della città di Ferrandina” edito nel 1870, scrive… “Nella ricorrenza di San Rocco la statua era accompagnata da fedeli con piedi scalzi e recinti di catene di ferro, in memoria di quelle tollerate con pazienza nella prigionia sofferta”.

Il culto di San Rocco a Ferrandina è da ritenersi antico, se ne fa menzione per la prima volta con riferimento all'anno 1527, e con la visita pastorale di Mons. Saraceno, Vescovo di Matera, dal 16 al 18 maggio 1544, si ha la prima documentazione scritta che ne attesta l'esistenza.

Gli altari eretti e le cappelle che si costruirono a quel tempo erano tutte di pertinenza delle famiglie gentilizie di quel periodo , l'altare di San Rocco è voluto dalla cittadinanza, in ringraziamento per la protezione ottenuta durante l'epidemia di peste del 1527.

Profonda venerazione dei fedeli e cura della statua lignea del Santo restano i motivi per cui la festa è diventata tradizione di questa Comunità, come anche la vecchia tradizione di far benedire dei cesti di pane che poi verranno distribuiti per devozione alle persone convenute alla cerimonia, come anche la devozione delle donne che a piedi scalzi, seguono la processione del Santo Patrono, portando nei loro cesti, arti di cera per ringraziare San Rocco dell’avvenuto miracolo o per implorarne la guarigione.

Ed è per queste ragioni che, la comunità tutta, e i residenti all'estero, sono da sempre particolarmente sensibili alla tradizione intrisa di fede e di pietà popolare.

Le leggende che girano intorno a questo Santo sono molteplici, una delle meno conosciute è riportata di seguito…

La leggenda del passo silenzioso…

Nel cuore del XVI secolo, quando Ferrandina tremava ancora al ricordo della peste, si racconta una leggenda che gli anziani tramandavano nelle sere d’estate, alla luce tremolante delle candele.

Era l’anno del Signore 1528. La peste aveva lasciato dietro di sé case vuote e cuori spezzati. Il popolo, stremato, si affidava con devozione a San Rocco, implorando protezione e conforto.

Una notte, mentre il vento attraversava le strade deserte del borgo, una giovane donna di nome Annarita, era in cerca di cibo per tutta la sua famiglia, uscì scalza, ma non temeva il freddo, tornava stringendo al petto un tozzo di pane, l’unico cibo che aveva trovato, «San Rocco», sussurrò tra le lacrime, «se davvero vegli su di noi, dammi un segno… non per me, ma per questa città che soffre».

Mentre parlava, udì un passo leggero alle sue spalle, si voltò e vide un pellegrino avvolto in un mantello consumato dal tempo, con un bastone e un cane al suo fianco, il suo volto era segnato, ma i suoi occhi brillavano di una luce che non sembrava umana… «Perché piangi, figlia?» chiese con voce calma, Annarita raccontò il suo dolore e la disperazione della città, il pellegrino ascoltò in silenzio, poi spezzò il pane che lei teneva tra le mani, e ne diede metà al cane e metà a lei… «Dove c’è condivisione, la morte non ha dominio», disse, poi posò la mano sulla sua fronte… in quell’istante, Annarita sentì un calore attraversarle il corpo, come se la vita stessa gli tornasse a scorrere.

La mattina seguente, la giovane si svegliò guarita da una febbre che da giorni la consumava, uscì di corsa per raccontare l’accaduto, ma del pellegrino non vi era più traccia, rimasero solo impronte leggere nella polvere, che conducevano fino alla Chiesa Madre… e si fermavano proprio davanti alla nicchia, dove oggi è collocata la statua di San Rocco.

Da quel giorno, si dice che nelle notti che precedono il 16 agosto, qualcuno possa ancora udire passi silenziosi tra le vie del centro storico, e vedere un cane fermarsi davanti alle case dove qualcuno soffre… e chi soffre e offre pane con fede… non resterà mai solo…

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