LA LEGGENDA DEI
PORTICI DI FERRANDINA
Nelle sere
d’inverno, quando il vento scende dalle colline e passa tra gli archi dei
Portici di Ferrandina, gli anziani del paese dicono che non sia solo il vento a
fischiare tra le pietre, dicono che sia la voce di Mariarosa.
Molti secoli
fa, quando Ferrandina era giovane e le fiaccole illuminavano appena le strade,
sotto quei portici viveva una ragazza bellissima, figlia di un mercante d’olio,
si chiamava Mariarosa e aveva occhi così scuri che la gente diceva riflettessero
la notte stessa.
Ogni mattina
attraversava i portici portando ceste di pane e fichi secchi al mercato, e fu
lì che la vide Rocchino, un giovane muratore scalpellino che lavorava proprio
alle arcate dei portici, all’inizio si scambiarono solo sguardi, che poi
divennero parole, che poi divennero promesse.
Rocchino
maturò un sentimento talmente forte per Mariarosa che lo portò ad incidere di
nascosto una piccola rosa in una delle colonne di pietra, dicendo… “Così anche
quando saremo vecchi, la pietra ricorderà questo momento”.
Ma
Ferrandina, allora, era un paese governato più dall’onore che dall’amore, il
padre di Mariarosa aveva già promesso la figlia a un ricco possidente di
Matera, e quando scoprì la segreta relazione, la rinchiuse in casa e proibì a
Rocchino di avvicinarsi ai portici, il giovane però non si arrese, e una notte
di luna piena, si nascose tra le arcate, aspettando che Mariarosa uscisse di
nascosto come avevano deciso, la ragazza arrivò correndo, con un mantello sulle
spalle, sotto quei portici giurarono di fuggire insieme verso il mare, verso
Metaponto, dove nessuno li avrebbe riconosciuti, ma qualcuno li aveva notati,
il padre di Mariarosa e alcuni uomini del paese arrivarono con torce e bastoni,
con intenzioni poco raccomandabili, e nella confusione Rocchino tentò di
difenderla, malauguratamente, un colpo partì troppo veloce e troppo forte da
colpire Rocchino in un punto critico della testa, facendolo cadere sulle pietre
dei portici, proprio sotto la colonna dove aveva inciso la rosa, Mariarosa
disperata si inginocchiò accanto a lui e, stringendolo al petto, gridò così
forte che il suono rimbalzò sotto ogni arco, raggiungendo ogni angolo della
città, e quando Rocchino diede l’ultimo respiro, lei non disse più una parola…
ammutolì e si alzò lentamente, guardò il padre con rabbia e rancore, e si
allontanò nella notte correndo veloce, dissolvendosi nell’oscurità.
La mattina
dopo trovarono il suo mantello appeso alla ringhiera dello strapiombo sulla
vallata sottostante, e Mariarosa non fu mai più vista.
Da allora,
nelle notti ventose, sotto i portici si sente a volte un passo leggero, come di
qualcuno che corre, e se ci si ferma vicino alla vecchia colonna con la rosa
incisa, qualcuno giura di udire due voci che sussurrano,
una che
promette di non dimenticare, e l’altra che piange per un amore perduto.
Per questo,
dicono gli anziani di Ferrandina, gli innamorati non si separano mai sotto i
portici, perché la pietra ricorda ancora quella promessa spezzata.
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