STORIA ANTICA DELLA CHIESA MADRE SANTA MARIA DELLA CROCE
E LA LEGGENDA DELLA “STAUROTECA”
La Chiesa Madre della Città di Ferrandina, una imponete
struttura risalente al 1494,succesiva alla data dell’edificazione della città
aragonese risalente al 1492, nata per volontà del Re Federico D’Aragona e
consorte, Isabella Del Balzo, in onore del Padre Ferrante, titolata Santa Maria
Della Croce, dedicata a San Lorenzo titolare dell’antica Chiesa Madre di
Uggiano (la vecchia Ferrandina), sorge maestosa al centro cittadino con una
grande piazza antistante, e circondata da stradine che ne delimitano il suo
spazio, come ricordato dal “Ragguaglio dello Stato della Chiesa Madre” redatto
a Ferrandina nel 1756.
Nel lontano 700’ la piazza era denominata “LARGO”, successivamente
a “Piazza Plebiscito”, circondata da palazzi gentilizi ottocenteschi oggi sedi
Amministrative Comunali.
La Chiesa Madre prende il nome di Santa Maria Della Croce
dalla reliquia di un frammento del Sacro Legno della croce di Gesù custodita al
suo interno e donata nel 1495 in una “Stauroteca” dai Reali Federico e Isabella
dapprima alla Chiesa Madre di Uggiano, a seguito di un grande evento
miracoloso, successivamente traslata nella nuova Chiesa di Ferrandina è oggetto
di grande fede e venerazione della Comunità.
L’anno d'inizio dei lavori della Chiesa Madre, ne testimonia
chiaramente l’atto di committenza stipulato a Napoli il 07/12/1491 tra L’Ill.mo
Sig. D. Federico D’Aragona Principe di Altamura e Fiorillo Simonetto, Maestro
di muro che s'impegna ad eseguire insieme a Tagliaferri Baldassarre, Pier
Giovanni de Stasio e Carlo Tagliaferri “L’opera della Chiesa Maggiore e dei
muri di cinta della fabbrica di Ferrandina in Basilicata”, a conferma di tutto
ciò, rimane ancora oggi visibilissima, incisa sull’architrave di un portale
tompagnato su fianco sinistro della Chiesa, la data del 1492.
Ma ciò che non è mai stato riportato su libri e documenti
antichi sono le leggende che detta Chiesa custodisce nella sua storia antica,
una delle quali, forse la più antica, segue detto scritto…
Nelle terre assolate della Lucania, quando Ferrandina era
ancora un sogno di pietra e volontà reale, si narrava di una leggenda custodita
tra le mura della Chiesa Madre, una storia che intrecciava fede, potere e
destino.
Si racconta che, poco prima dell’edificazione della grande
città aragonese, il Re Federico e la Regina Isabella ricevessero una visione
durante una notte inquieta… un cavaliere avvolto in una luce dorata apparve
loro in sogno, portando tra le mani un frammento splendente della Croce di
Cristo, e con voce solenne, disse… “Là dove sorgerà la vostra città, dovrà
ergersi un tempio degno della fede e del sangue versato per essa, custodite
questo simbolo, e Ferrandina prospererà sotto la protezione divina”.
Al risveglio, i sovrani trovarono davvero tra i loro doni
una preziosa stauroteca, giunta misteriosamente da terre lontane, interpretando
l’evento come volontà celeste, ordinarono immediatamente la costruzione di una
grande chiesa che fosse il cuore spirituale della nuova città.
Ma la leggenda narra anche di un ordine segreto di
cavalieri, fedeli alla corona e alla Croce, incaricati di proteggere la
reliquia, questi uomini, scelti tra la più nobile borghesia e i guerrieri più
valorosi, vegliavano giorno e notte, celando passaggi segreti tra le mura della
chiesa e le stradine circostanti.
Tra loro spiccava il cavaliere Alarico di Monteserico, uomo
di straordinario coraggio e lealtà, si dice che durante una notte di tempesta,
un gruppo di mercenari tentò di trafugare la reliquia per venderla a ricchi
signori stranieri, ma Alarico, guidato dalla luce della Croce stessa, affrontò
gli invasori nella piazza ancora chiamata “Largo”, la battaglia fu feroce, le
spade risuonarono tra i palazzi nobiliari, e i lampi illuminavano la figura del
cavaliere come se fosse protetto da una forza divina, i nemici furono sconfitti
e la reliquia rimase al suo posto.
Si dice che, da quella notte, ogni volta che la città è in
pericolo, una figura armata appaia tra le ombre della piazza, vegliando silenziosa,
alcuni giurano di aver visto una luce dorata filtrare dalle pietre della Chiesa
Madre, come se la Croce stessa continuasse a proteggere Ferrandina.
E così, tra fede e leggenda, la città crebbe, custodendo nel
cuore non solo una reliquia sacra, ma anche il ricordo eterno di cavalieri, re
e di un destino scritto tra cielo e terra…
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