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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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giovedì 9 aprile 2026

 

SANTA MARIA DELLA CROCE E LA LEGGENDA DELLE INTERCESSIONI

La Sacra effige della Madonna, Santa Maria della Croce, custodita nella Chiesa Madre di Ferrandina, venerata come la Protettrice della Città, montata su di un maestoso Trono in legno d’orato, sormontato da un baldacchino sorretto da due angeli, frutto di un arricchimento del tardo settecentesco, con il bambinello sorretto dal suo braccio destro, e un pomo nella mano sinistra, una scultura lignea di fattura partenopea datata sulla base 1530, venne realizzata in occasione di un voto fatto da rappresentanti del popolo al Sacro Legno della Croce di Gesù Cristo, in seguito alla pestilenza che colpì la Comunità nel 1521.

L’autore della lucente effige attribuita, molto probabilmente, alla bottega di Giovanni da Nola, perché simile a sculture presenti a Tito, Melfi, San Mauro Forte e Marsico Nuovo.

La sua maestosità rappresenta la fede che la Comunità dimostra durante le processioni e le venerazioni durante le maggiori festività locali, costante punto di riferimento per adorazioni e richieste di intercessioni.

Si narra che nei giorni più oscuri della pestilenza del 1521, quando il silenzio gravava su Ferrandina come un sudario e il pianto delle famiglie si mescolava al rintocco lento delle campane, il popolo si raccolse in preghiera dinanzi al Sacro Legno della Croce, non vi era casa che non avesse conosciuto il dolore, né cuore che non tremasse.

Fu allora che, in una notte senza luna, una luce tenue ma costante apparve sopra l’altare, alcuni giurarono di aver visto una figura di donna, avvolta in un manto dorato, con lo sguardo colmo di misericordia, tra le braccia reggeva un Bambino che, con gesto sereno, benediceva la città, nella mano opposta, ella stringeva un pomo, simbolo del destino dell’umanità, come a volerlo riscattare dal male.

Una voce, dolce ma potente, si diffuse tra i presenti… “Abbiate fede, figli miei… dove l’uomo cade, l’amore si rialza… dove la morte passa, la speranza rimane”.

Il giorno seguente, inspiegabilmente, il morbo iniziò a ritirarsi, le strade, un tempo deserte, tornarono a popolarsi, e il popolo, colmo di gratitudine, mantenne il voto, commissionò una sacra effige che incarnasse quella visione, affinché mai si spegnesse il ricordo della grazia ricevuta.

Ma la leggenda non si ferma lì…

Si racconta che ogni volta che Ferrandina è minacciata, da carestie, guerre o calamità, la Madonna della Croce manifesti la sua intercessione, alcuni vedono il suo sguardo mutare, farsi più vivo, altri giurano che il Bambino inclini appena la mano, come a benedire ancora il popolo.

E nelle notti più silenziose, quando il vento accarezza le pietre antiche della Chiesa Madre, c’è chi afferma di udire un sussurro lieve… una preghiera che sale dalla terra e una risposta che scende dal cielo, così, tra fede e mistero, la Comunità continua a rivolgersi a Lei, certa che quel trono dorato non sia solo opera d’arte, ma ponte invisibile tra l’umano e l’Altissimo…

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