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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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mercoledì 8 aprile 2026

 

DOMANI SABATO 21 MARZO 2026 ENTRA LA PRIMAVERA...

SPERO ANCHE NELL'ANIMO DELLA GENTE...

La mattina del 21 marzo arrivò senza fare troppo rumore, come certe persone che entrano nella tua vita piano piano e poi ti cambiano tutto.

A Ferrandina il cielo aveva deciso di collaborare, azzurro, con qualche nuvola messa lì giusto per non sembrare troppo perfetto, Marco uscì di casa con quella sensazione strana addosso, non proprio felicità, ma nemmeno malinconia, una via di mezzo, come quando sai che qualcosa potrebbe succedere… ma non sai cosa, «È primavera», disse il barista mentre gli passava il caffè, «Sì, ma la gente lo sa?» rispose Marco, guardando fuori, le persone camminavano veloci, qualcuna sorridente, qualcuna già stanca, qualcuno con gli occhi ancora in inverno… e poi la vide… era ferma davanti una fioreria, indecisa tra due varietà, tulipani o margherite, e aveva quell’espressione tipica di chi non sta scegliendo dei fiori, ma qualcosa di più importante, forse un umore, forse un ricordo, forse una speranza.

Marco si avvicinò senza pensarci troppo… «Le margherite mentono meno», disse, lei si girò, lo guardò, e scoppiò a ridere, «E i tulipani?»… «I tulipani promettono troppo, e poi uno ci resta male», «Quindi lei è uno da margherite?», «No… io sono uno che prova a non fare promesse quando basta restare»… silenzio… di quelli belli, non imbarazzanti, di quelli che fanno spazio… lei scelse le margherite.

Camminarono insieme senza deciderlo, parlarono di cose leggere, film mai finiti, viaggi rimandati, sogni messi in pausa “solo per un attimo”, che poi diventano anni, ogni tanto si prendevano in giro, ogni tanto si dicevano qualcosa di vero, di quelle verità piccole, ma precise.

«Sai qual è il problema della primavera?» disse lei a un certo punto, «Che arriva anche se non sei pronto», «Esatto», «O forse… arriva proprio per quello».

Si fermarono vicino la piazza, il vento aveva ancora un po’ di inverno dentro, ma non faceva più paura, lei guardava il cielo come se aspettasse qualcosa, Marco invece guardava lei, come se avesse già trovato, «Ci rivedremo?» chiese lei, senza guardarlo, Marco ci pensò un secondo… solo uno… «Non lo so, però oggi è successo.» lei sorrise… e quel sorriso aveva dentro qualcosa di nuovo, come una finestra appena aperta, poi se ne andò, senza scambiarsi numeri, senza promesse, senza piani, solo con quella strana certezza che certe cose, anche se durano poco, fanno più rumore di quelle che restano, Marco rimase lì ancora un po’, la piazza, il vento, le margherite dimenticate sulla panchina accanto, e pensò che forse la primavera non entra tutta insieme… entra a pezzi… in uno sguardo… in una risata… in una conversazione iniziata per caso, e a volte basta così, perché ci sono incontri che non nascono per durare, ma per ricordarti, che dentro di te… c’è ancora spazio per fiorire…

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