DOMANI SABATO 21
MARZO 2026 ENTRA LA PRIMAVERA...
SPERO ANCHE
NELL'ANIMO DELLA GENTE...
La mattina
del 21 marzo arrivò senza fare troppo rumore, come certe persone che entrano
nella tua vita piano piano e poi ti cambiano tutto.
A Ferrandina
il cielo aveva deciso di collaborare, azzurro, con qualche nuvola messa lì
giusto per non sembrare troppo perfetto, Marco uscì di casa con quella
sensazione strana addosso, non proprio felicità, ma nemmeno malinconia, una via
di mezzo, come quando sai che qualcosa potrebbe succedere… ma non sai cosa, «È
primavera», disse il barista mentre gli passava il caffè, «Sì, ma la gente lo
sa?» rispose Marco, guardando fuori, le persone camminavano veloci, qualcuna
sorridente, qualcuna già stanca, qualcuno con gli occhi ancora in inverno… e poi
la vide… era ferma davanti una fioreria, indecisa tra due varietà, tulipani o
margherite, e aveva quell’espressione tipica di chi non sta scegliendo dei
fiori, ma qualcosa di più importante, forse un umore, forse un ricordo, forse
una speranza.
Marco si
avvicinò senza pensarci troppo… «Le margherite mentono meno», disse, lei si
girò, lo guardò, e scoppiò a ridere, «E i tulipani?»… «I tulipani promettono
troppo, e poi uno ci resta male», «Quindi lei è uno da margherite?», «No… io
sono uno che prova a non fare promesse quando basta restare»… silenzio… di
quelli belli, non imbarazzanti, di quelli che fanno spazio… lei scelse le
margherite.
Camminarono
insieme senza deciderlo, parlarono di cose leggere, film mai finiti, viaggi
rimandati, sogni messi in pausa “solo per un attimo”, che poi diventano anni, ogni
tanto si prendevano in giro, ogni tanto si dicevano qualcosa di vero, di quelle
verità piccole, ma precise.
«Sai qual è
il problema della primavera?» disse lei a un certo punto, «Che arriva anche se
non sei pronto», «Esatto», «O forse… arriva proprio per quello».
Si fermarono
vicino la piazza, il vento aveva ancora un po’ di inverno dentro, ma non faceva
più paura, lei guardava il cielo come se aspettasse qualcosa, Marco invece guardava
lei, come se avesse già trovato, «Ci rivedremo?» chiese lei, senza guardarlo,
Marco ci pensò un secondo… solo uno… «Non lo so, però oggi è successo.» lei
sorrise… e quel sorriso aveva dentro qualcosa di nuovo, come una finestra
appena aperta, poi se ne andò, senza scambiarsi numeri, senza promesse, senza
piani, solo con quella strana certezza che certe cose, anche se durano poco,
fanno più rumore di quelle che restano, Marco rimase lì ancora un po’, la
piazza, il vento, le margherite dimenticate sulla panchina accanto, e pensò che
forse la primavera non entra tutta insieme… entra a pezzi… in uno sguardo… in
una risata… in una conversazione iniziata per caso, e a volte basta così, perché
ci sono incontri che non nascono per durare, ma per ricordarti, che dentro di
te… c’è ancora spazio per fiorire…
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