LA MIA VERA
ISPIRAZIONE…
La mia vera
ispirazione non è un poeta famoso, né un filosofo antico… È mia moglie.
Non lo dico
per galanteria, anche perché lei, appena lo sente, mi guarda con
quell’espressione che significa… “Smettila di dire sciocchezze e passami il
sale”.
Eppure è la
verità, ci sono mattine in cui ci alziamo entrambi facendo rumori che una volta
facevano solo le vecchie sedie, scricchiolii, sospiri, piccoli lamenti
soffocati, le ginocchia protestano, la schiena negozia, e persino allacciarsi
le scarpe diventa una discussione diplomatica con la gravità.
Lei mi
guarda e dice… “Quando ci siamo conosciuti correvi”, “Certo,” rispondo… “Ma ora
corro… con la fantasia”, lei sospira, quel sospiro lungo, antico, come se
contenesse tutti gli anni passati insieme, non è un sospiro triste, però… È il
sospiro di chi sa che la vita non è stata perfetta… ma è stata nostra.
Abbiamo
attraversato stagioni intere insieme, quelle luminose, piene di progetti e di
risate fino a tardi,
quelle
difficili, quando la vita decide che è il momento di mettere alla prova la
pazienza, il portafoglio e perfino il cuore, mentre ora ci sono queste stagioni
tranquille, un po’ stanche, lei cammina piano per casa, io pure, a volte
sembriamo due esploratori prudenti su un terreno sconosciuto che in realtà è
solo il corridoio.
Ogni tanto
ci prendiamo in giro, “Sei diventato lento,” dice lei, “Non sono lento,”
rispondo, “Sono contemplativo”, “Contempla meno e porta fuori la spazzatura”, e
io vado senza batter ciglio, ma la verità è che, quando non mi guarda, la
osservo, osservo le sue mani, che hanno fatto mille cose nella vita, osservo il
modo in cui sistema una tazza sul tavolo come se fosse un piccolo rito
quotidiano, osservo la sua pazienza, la sua ostinazione, il suo modo di affrontare
gli acciacchi come se fossero vecchi vicini fastidiosi, si lamenta un po’, ma
poi continua la giornata.
Io penso che
l’amore non è quello delle canzoni, l’amore vero è ricordarsi dove lei ha
lasciato gli occhiali, è dividere una pastiglia a metà perché “così dura di
più”, è discutere mezz’ora su dove abbiamo parcheggiato, e poi trovarla… la
macchina… esattamente dove aveva detto lei.
A quel punto
io fingo sorpresa, lei finge pazienza, la malinconia arriva ogni tanto,
silenziosa, quando ci accorgiamo che il tempo ha camminato più veloce di noi,
ma poi lei ride, e in quel momento capisco che la mia vera ispirazione non è la
giovinezza perduta, né il passato… È questa donna qui, quella che mi prende in
giro quando esagero con le parole, quella che mi dice di non fare il
sentimentale… mentre mi sistema la cravatta, con tutti gli acciacchi che
abbiamo, e forse proprio per questo, perché la verità è che la vita ci ha un
po’ piegati… ma non è riuscita a spezzarci, e finché lei sarà lì, dall’altra
parte del tavolo, a dirmi che sto raccontando troppe storie… io continuerò a
scriverle eternamente, soprattutto il giorno della Festa della Donna, perché la
mia, è, e sarà sempre… la mia ispirazione.
Tanti auguri
alla mia e a tutte le donne del Mondo…
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