L’ANNUNCIAZIONE ALLA
VERGINE MARIA IN VERSIONE MODERNA…
Nella quiete
di una casa semplice a Nazareth, mentre il sole filtrava timidamente tra le
tende e il pane appena impastato attendeva il suo destino di cottura nel forno,
Maria era intenta nelle sue occupazioni quotidiane, nulla lasciava presagire
che quel giorno sarebbe stato… decisamente fuori dall’ordinario.
All’improvviso,
una luce diversa, non abbagliante, ma piena, viva, riempì la stanza, e lì, con
una compostezza che neanche il più esperto degli ambasciatori avrebbe saputo
eguagliare, apparve l’Arcangelo Gabriele… «Rallegrati, piena di grazia», disse
con voce ferma e gentile, Maria si fermò, non urlò, non svenne, ma diciamo che,
per un attimo, valutò seriamente l’idea di controllare se avesse lasciato il
fuoco acceso troppo a lungo… «Il Signore è con te», silenzio mistico… “quale
signore” rispose Maria, con grande dignità, facendo un piccolo cenno del capo,
come a dire… ti ascolto… ma ho qualche domanda in sospeso, Gabriele proseguì,
annunciando il grande mistero, avrebbe concepito e dato alla luce un figlio, il
Figlio dell’Altissimo, e qui Maria, con tutta la sua grazia ma anche con una
lucidità impeccabile, pose quella domanda che riecheggia nei secoli… «Come è
possibile?», «…cioè… non per mettere in dubbio, eh… però… Giuseppe non mi ha
nemmeno sfiorata», Gabriele, che evidentemente aveva già previsto questa
obiezione perché, diciamolo, era piuttosto prevedibile, non si scompose
minimamente… «Lo Spirito Santo scenderà su di te», spiegò con calma, «e la
potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra».
Maria
ascoltò attentamente, non era una risposta da poco, non era una spiegazione
“tecnica” nel senso umano del termine, era qualcosa di più grande, misterioso,
eppure profondamente chiaro nel suo significato… fece qualche passo, si fermò,
guardò un punto indefinito come chi sta mettendo insieme tutti i pezzi di un
discorso incomprensibile, poi tornò a guardare Gabriele… «Quindi…» disse
lentamente, «è… Dio che opera?»… «Esattamente» confermò L’Arcangelo… un altro
breve silenzio, ma questa volta non era esitazione… era consapevolezza… e
allora Maria sorrise, con quella serenità che nasce solo dalla fiducia piena… «Ecco
la serva del Signore… avvenga per me secondo la tua parola», Gabriele annuì, soddisfatto…
missione compiuta senza necessità di ulteriori chiarimenti logistici, e la luce
svanì così come era arrivata.
Maria rimase
lì, nella sua casa semplice, con il pane ancora da infornare e una storia
immensa appena iniziata, si sistemò il velo, fece un respiro profondo e, con un
mezzo sorriso, mormorò tra sé… «Beh… questa sì che non me l’aspettavo», e
mentre il mondo continuava ignaro, in quella piccola stanza di Nazareth era
accaduto qualcosa che avrebbe cambiato tutto, con discrezione, semplicità… e
una domanda iniziale assolutamente comprensibile… e adesso come faccio a
spiegarlo a Giuseppe…?
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