SALVE CARI LETTORI…
oggi vi
racconto come si diventa una persona più leggera dentro, nel vero senso della
parola.
Un giorno
entro in ospedale convinto di affrontare un piccolo intervento… invece dopo 9
ore e mezza di permanenza in sala operatoria, il chirurgo esce e dice a chi
cominciava a organizzare l’inevitabile, “È andato tutto bene”, gli rispondono
sorpresi… “Perfetto”, poi scopro che mi hanno sottratto mezzo metro di
intestino che non c’è più, praticamente mi hanno fatto la versione compatta del
tubo di scarico, come le macchine, meno spazio, ma con motore compresso.
Io avrei
voluto chiedere… “Scusi dottore… ma quel mezzo metro lo posso riavere? Non per
altro… magari mi serve come prolunga”.
Dopo è
arrivato anche un anno circa di chemio, un’esperienza meravigliosa… che
consiglio a tutti… come alternativa a un anno alle Maldive, solo che alle
Maldive torni abbronzato… qui torni letteralmente arso.
Nel
frattempo il mio corpo ha deciso di installare un nuovo software, “Stimolo 2.0…
versione immediata”, prima era… “Mah… quasi quasi vado in bagno”, adesso invece
è… “ADESSO. SUBITO. CORRI.”
Io ormai non
guardo più i monumenti quando vado in una città, guardo i bagni, e se mi
chiedete, “Com’è Palermo?” Io rispondo… “Bellissima… e con ottime toilette
strategiche”.
Entro nei
bar e non chiedo più… “Un caffè”, dico… “Buongiorno… il bagno dov’è? Il caffè
lo prendiamo se la missione riesce”.
La verità è
che dopo tutto questo la gente si aspetta che io sia tragico, serio, profondo,
e invece no, perché quando la vita ti fa passare 9 ore e mezza sotto i ferri,
ti leva mezzo metro di intestino, e ti regala un anno di chemio… capisci una
cosa semplice, che lamentarsi è tempo perso, io ormai ringrazio Dio ogni
giorno, certo… se nel pacchetto della gratitudine ci mettesse anche un bagno
sempre a meno di 20 metri, sarebbe più che perfetto, però va bene così, perché
magari avrò anche mezzo metro di intestino in meno… ma sicuramente… molti metri
di vita in più.
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