LA LEGGENDA DI VIA DE
LI MEROLI
A Ferrandina
c’è un vicolo che sembra nato per custodire i segreti, è Via Domenico
Bellocchio, un vicolo cieco stretto come una promessa non mantenuta.
Un tempo era
denominata, Via de li Meroli, i muretti sono di pietra antica, levigata dal
vento e dalle mani dei secoli, sopra la testa si chiudono archi medievali e
sotto i piedi i sanpietrini, sconnessi e storti, sembrano ricordare ogni
passaggio pedonale passato di lì, molti passano senza sapere, ma quel vicolo ha
vissuto una delle storie più struggenti di tutta la Lucania.
Questa la
struggente storia:
In fondo al
vicolo viveva una famiglia poverissima, non povera come si dice per abitudine…
povera davvero. La casa era una stanza sola con il soffitto basso, e quando
pioveva l’acqua scendeva lenta lungo il muro come una lacrima stanca, il padre
lavorava quando il lavoro c’era, giornate nei campi, a volte al frantoio, a
volte a portare pietre per le case dei signori, la madre cuciva, rattoppava,
pregava e sorrideva ai figli anche quando non aveva nulla da mettere a tavola,
i figli erano tre:
Pietro, il
maggiore, serio come un uomo già fatto anche in tenera età….
Francesco,
che tutti chiamavano Ciccio, con gli occhi pieni di allegria e malinconia
insieme…
E il piccolo
Domenico, Mimì, che correva tra i sanpietrini come se quel vicolo fosse il suo
regno.
Non avevano
quasi nulla, un pezzo di pane duro da dividere in quattro, una coperta
rattoppata per l’inverno, e una dignità che neppure la miseria riusciva a
piegare.
La sera si sedevano
sull’uscio, il vicolo diventava silenzioso e il vento portava odore di ulivi,
Pietro raccontava storie inventate, Ciccio rideva forte, Mimì guardava gli
archi sopra la testa e diceva che sembravano porte per il cielo.
Un inverno
gelido arrivò come pietra, il lavoro sparì, il pane diventò raro, una notte
Pietro uscì senza dire nulla, tornò all’alba con una pagnotta calda, la madre
capì subito… Dove l’hai presa?... chiese piano, Pietro non rispose, il padre lo
guardò negli occhi e disse soltanto… Noi siamo poveri, ma non siamo ladri.
Quella
pagnotta fu spezzata in quattro… ma lasciata sul tavolo senza che nessuno la
toccasse, il giorno dopo Pietro la riportò dove l’aveva presa, fu quella la
loro ricchezza… la dignità.
Gli anni
passarono, Pietro partì per lavorare lontano, tra cantieri e strade nuove,
Ciccio diventò muratore e imparò a domare la pietra come un artista, Mimì restò
il più sognatore di tutti e cominciò a suonare una vecchia fisarmonica trovata
al mercato, mal ridotta e mal funzionante, che riparò e rigenerò.
Il vicolo li
vide andare via uno alla volta, la casa rimase vuota, ma non dimenticata, piena
di amore materno, pregna di onestà e dignità sin sotto il pavimento, profumava
ancora di umiltà e buon senso.
Molti anni
dopo, quando ormai nessuno ricordava più quella famiglia povera, a Ferrandina
accadde una cosa strana, tre uomini tornarono nello stesso giorno, forse presi
dalla stessa intenzione rimuginata negli anni dalla nostalgia di tempi passati,
e nel frattempo, uno era diventato un capomastro rispettato e richiesto,
l’altro era diventato un musicista apprezzato che aveva suonato in teatri di
mezza Italia, il terzo aveva costruito strade e ponti anche all’estero in città
metropolitane… Erano Pietro, Ciccio e Mimì.
Entrarono
nel loro vecchio vicolo, si guardarono intorno e sorrisero malinconici, i
muretti erano sempre gli stessi, gli archi pure, e i sanpietrini continuavano a
traballare sotto i piedi come allora, comprarono la vecchia casa, la
sistemarono pietra dopo pietra, mattone dopo mattone, ma non per loro, la
trasformarono in una casa per chi non aveva niente, viandanti, poveri, bambini
rimasti soli, sulla porta fecero incidere una frase semplice… "Qui la
miseria non entra senza trovare dignità".
Da allora,
chi passa per quel vicolo dice che nelle sere d’estate, quando il vento gira
tra gli archi medievali, si sente ancora una fisarmonica lontana, qualcuno
giura che i sanpietrini sconnessi sembrano ridere sotto i passi dei bambini,
perché certe famiglie non diventano ricche… Diventano leggenda…
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