IO E LANCILLOTTO… DUE
GOCCE D’ACQUA…
C’era una
volta Lancillotto, prode, impavido… e soprattutto convinto di essere
irresistibile, un po’ come me, solo con più ferro addosso e meno specchi a
disposizione.
Ogni mattina
si svegliava lucido come un’armatura appena oliata, si guardava nello scudo
(perché gli specchi non erano ancora stati inventati) e diceva… “Oggi salverò
il regno… perlomeno farò colpo su Ginevra”, riusciva quasi sempre nella
seconda, mai nella prima senza fare qualche disastro.
Un giorno,
deciso a dimostrare il suo valore, partì al galoppo sul suo cavallo nero, dopo
dieci minuti di cavalcata epica… si rese conto di aver dimenticato la spada,
tornò indietro con la stessa aria fiera, sperando che nessuno avesse notato
nulla, il cavallo invece sì, e da quel momento iniziò a guardarlo con una certa
superiorità.
Arrivato al
castello di Ginevra, tutto tronfio, fece il suo imponente ingresso… “Madama, ho
affrontato mille pericoli per voi!”… “Davvero?” disse lei. “Quali?”… “Beh… una
buca nel terreno, e poi il vento contrario, e… il cavallo un po’ nervoso”,
Ginevra sospirò, non perché fosse delusa, ormai ci era abituata, ma perché, in
fondo, quel cavaliere così sicuro di sé e così tragicomicamente umano, le
faceva tenerezza.
E così
Lancillotto continuò le sue imprese, salvava damigelle che non avevano bisogno
di essere salvate, combatteva draghi che spesso erano solo capre un po’
arrabbiate, e scriveva poesie talmente brutte che persino i menestrelli
facevano finta di non conoscerlo.
Ma una cosa
è certa, sotto tutta quell’armatura, tra una figuraccia e l’altra, c’era sempre
un uomo, un uomo un po’ goffo, un po’ vanitoso… e decisamente innamorato,
Insomma, diciamolo chiaramente, Lancillotto era un eroe… io almeno ho il
vantaggio di non dover combattere draghi… solo magari qualche specchio troppo
sincero… ma per il resto, siamo proprio uguali.
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