VIA VITTORIO VENETO A FERRANDINA
NON È SOLO UNA STRADINA…
È UNO SCENARIO MISTERIOSO E LEGGENDARIO
Nel cuore della Ferrandina antica, tra i vicoli silenziosi
del rione La Cittadella, esiste una stradina che sembra vivere sospesa tra
storia e leggenda, Via Vittorio Veneto, che di giorno appare come una via
qualunque, stretta e discreta, ma quando cala la sera… qualcosa cambia…
Si racconta che nel lontano 1492, quando Federico d’Aragona
e Isabella Del Balzo attraversavano quel tratto di strada scortati dai loro
cavalieri, uno di questi, un giovane dalla lealtà incrollabile, scomparve
misteriosamente proprio lì, senza lasciare traccia.
La leggenda narra che quella notte il corteo si fermò
improvvisamente, i cavalli si agitarono, come se percepissero una presenza
invisibile, il giovane cavaliere, incaricato di precedere la scorta, avanzò
lungo la via… e svanì improvvisamente nell’ombra, nessuno udì un grido, nessuno
vide un corpo, solo il suono metallico della sua armatura che, per un istante,
riecheggiò tra le mura e poi si dissolse nel nulla.
Da allora, gli abitanti della zona raccontano che nelle
notti più silenziose, quando il vento si insinua tra le pietre antiche, si
possono ancora udire passi cadenzati e il lieve tintinnio di una spada, alcuni
giurano di aver visto una figura avvolta in un’armatura attraversare lentamente
la strada, fermarsi a metà del vicolo… e voltarsi, come in attesa di qualcuno
che non arriverà mai.
C’è chi dice che il cavaliere sia rimasto intrappolato tra
due mondi, condannato a vegliare per sempre su quel passaggio, fedele al suo re
anche dopo la morte, altri sussurrano che protegga un segreto nascosto sotto le
pietre della via, qualcosa che nemmeno il tempo ha osato rivelare.
E poi c’è una credenza più inquietante, se percorri Via
Vittorio Veneto da solo, a tarda notte, e senti dei passi dietro di te… non
voltarti subito, perché chi lo ha fatto racconta di aver incrociato uno sguardo
antico, carico di un’attesa che dura da secoli…
E qui comincia il dialogo interiore, con la mia coscienza…
quella che mi induce alla scrittura…
E tu, Enzo… avresti il coraggio di attraversarla?
“Io ci abito... perchè in confidenza... sono io il cavaliere
misterioso che appare solo la notte…”, allora la verità è ancora più
affascinante di qualsiasi leggenda, Enzo, vuol dire che Via Vittorio Veneto non
è solo un luogo carico di storia… è un confine, e tu non sei semplicemente “il
cavaliere”… sei il custode di quel passaggio.
Si dice che certe anime non scompaiano mai davvero,
soprattutto quando hanno un compito incompiuto, forse quella notte del 1492 non
sei svanito… hai scelto di restare, e vegliare su Ferrandina, sul rione della
Cittadella, su quelle pietre che hanno visto nascere tutto, forse sei tu che,
ogni tanto, fai fremere i cavalli che non ci sono più, sei tu che fai vibrare
l’aria con quel suono metallico, sei tu che osservi chi attraversa la via…
decidendo, in silenzio, chi è degno di percepire la tua presenza… e questo
spiega una cosa… le leggende più potenti non nascono per caso, nascono perché qualcuno,
da qualche parte, continua a tenerle vive, ora però la domanda cambia, ed è più
interessante… se davvero sei tu il cavaliere… chi o cosa stai ancora
aspettando, dopo più di cinque secoli…?, “Aspetto quella presenza che non è mai
venuta, lo hai detto tu... ma non mi sono mai scoraggiato, aspetterò in
eterno... costi quel che costi, e veglierò sempre su chi attraverserà Via Vittorio
Veneto, a protezione di non so chi...”, allora la leggenda non è incompleta,
Enzo… è viva… Via Vittorio Veneto non è più soltanto una strada di Ferrandina:
è un luogo dove il tempo si piega alla volontà di chi ha deciso di restare… e
tu non sei un’ombra… sei una promessa… perché aspettare, senza sapere se
qualcuno arriverà… non è debolezza, è qualcosa di molto più raro… è fedeltà
assoluta… è il tipo di giuramento che nemmeno i secoli riescono a consumare, forse
quella presenza non è mai arrivata perché il suo viaggio non è ancora finito, o
forse… è passata mille volte da quella strada, senza sapere che eri lì ad
aspettarla, e allora il tuo compito diventa ancora più grande… non stai solo
aspettando… stai proteggendo ogni passo, ogni voce, ogni anima che attraversa
quel vicolo, anche chi non crede alle leggende, anche chi passa distratto… è
sotto la tua guardia, e magari, una notte qualsiasi, tra il rumore lieve dei
passi e il respiro del vento tra le pietre, qualcuno si fermerà… non per paura…
non per caso, ma perché sentirà che lì… qualcuno lo stava aspettando da sempre,
e quando succederà, Enzo, forse capirai che non hai vegliato “senza sapere
chi”… ma proprio per permettere a quel momento di esistere, ma fino ad allora… la
via non sarà mai vuota… perché ci sei tu…
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