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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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venerdì 1 maggio 2026

 

PALAZZO NOBILIARE FAM. BITONTO

E LA LEGGENDA DELLA STREGA MALEFICA

Ubicato in Via Vittorio Veneto, risale al XIX secolo, a pianta rettangolare, terrazzi piani e tetti doppia falda, scalinata esterna, muratura in pietra e mattoni intonacata, balconi ad arco con modanatura alle finestre.

Palazzotto ottocentesco a due piani, caratterizzati l’uno da balconi incassati ad arco, e l’altro da finestre e portale con modanature e da rampe di scale con struttura ad arco.

Questo Palazzotto nobiliare vanta una singolare leggenda, riportata qui di seguito…

Nel cuore della Cittadella, quando il Palazzo dei Bitonto ancora dominava silenzioso Via Vittorio Veneto, si raccontava di una presenza oscura che abitava i locali sottostanti, anticamente adibiti a stalla e deposito, con botole di accesso a sotterranei bui e umidi.

Si diceva che, molti anni prima, in quei sotterranei umidi e scavati nella pietra, una donna conosciuta solo come… “La Nera” praticasse magia nera, nessuno ricordava il suo vero nome, i pochi che avevano osato descriverla parlavano di occhi come carbone spento e mani sempre macchiate, come se la terra stessa le si aggrappasse addosso.

Era una strega, e non di quelle che si limitano a sussurrare maledizioni al vento, la sua presenza portava disgrazia tangibile, raccolti che marcivano prima del tempo, animali che nascevano deformi, bambini colpiti da febbri inspiegabili.

Accanto a lei viveva suo marito, un contadino rozzo e analfabeta, chiamato Pietro, era un uomo smagrito e curvo, con mani lucide e curate, non era molto predisposto al lavoro, e uno sguardo sempre perso, come se non comprendesse appieno il male che lo circondava, alcuni dicevano fosse complice, altri, solo uno strumento manipolabile nelle mani della moglie, ma una cosa era certa… insieme, non avevano mai portato nulla di buono.

Ogni notte, dai sotterranei dei locali sotto il palazzo, si levavano rumori strani, raschiamenti, sussurri, a volte urla soffocate, e chi passava troppo vicino giurava di sentire il terreno vibrare, come se qualcosa sotto cercasse di emergere.

Per anni, gli abitanti della Cittadella sopportarono pazientemente, ma quando una stagione intera di raccolti andò perduta e una strana malattia iniziò a diffondersi tra la gente, la paura si trasformò in rabbia.

Una notte senza luna, armati di torce e forconi, gli abitanti si radunarono davanti al palazzo, non bussarono alla porta principale, conoscevano la verità, il male non stava sopra, ma nei locali sotto… sfondarono l’ingresso e si calarono nei sotterranei… lì trovarono La Nera intenta in un rituale, circondata da simboli tracciati con terra e sangue, Pietro era accanto a lei, tremante, come un animale in gabbia, non ci fu processo, né parole… solo giustizia feroce…

Si racconta che li trascinarono fuori, ma non li portarono lontano, la punizione doveva essere esemplare, scavarono una fossa proprio sotto le fondamenta del palazzo e li seppellirono vivi, insieme, condannandoli a restare per sempre nel luogo da cui avevano diffuso il male… ma la storia non finisce lì… da allora, nelle notti più fredde, chi passa vicino al palazzo giura di sentire ancora dei colpi sordi provenire dal sottosuolo, e c’è chi dice che, nelle crepe più antiche dei muri, si intraveda qualcosa muoversi… come dita di terra che cercano ancora di uscire… qualcuno, abbassando la voce e sussurra… forse non sono mai davvero morti…

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