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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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domenica 24 maggio 2026

 

LA TRISTEZZA DEGLI ANGELI 

PER QUESTO MONDO CATTIVO

Nel silenzio immacolato del Paradiso, dove il tempo non scorre ma respira lentamente, gli angeli avevano smesso di cantare, le loro ali, un tempo vibranti di luce, ora si muovevano appena, come tende sfiorate da un vento stanco, anche i santi, seduti sui gradini di marmo eterno che conducevano al Trono, tacevano,  osservavano la Terra sospesa nel vuoto, azzurra e fragile, ma macchiata da ombre che nessuna preghiera sembrava più lavare… fu l’arcangelo Lirael a rompere quel silenzio, «Li abbiamo protetti per millenni» disse, con la voce che suonava come campane lontane, «Abbiamo sussurrato coscienze, deviato coltelli, acceso speranze, eppure continuano a scegliere il male», accanto a lui, Santa Miriam, patrona degli amori perduti, stringeva tra le dita un rosario fatto di stelle spente, ogni grano rappresentava una promessa tradita sulla Terra… «Non è il male che scelgono» rispose piano, «È la paura… ma la paura, quando cresce troppo, diventa crudeltà».

Sulle terrazze di luce si radunarono altri spiriti celesti, San Eliano, che in vita aveva curato i malati senza mai chiedere nulla, osservava il mondo con occhi colmi di tristezza, «Ho visto uomini distruggere chi li guariva» disse, «Ho visto bambini imparare l’odio prima ancora di conoscere il proprio nome», un mormorio percorse il cielo, simile a un temporale che nasce lontano.

Gli angeli custodi, legati da sempre ai cuori degli uomini, iniziarono a sciogliere i fili invisibili che li univano ai loro protetti, non con rabbia, ma con una stanchezza antica quanto la creazione, solo uno di loro esitava,

si chiamava Seraphiel, l’angelo delle seconde possibilità, aveva vegliato su una giovane donna per tutta la sua vita, salvandola da incidenti, disperazioni, amori sbagliati, aveva visto in lei una luce ostinata, fragile ma reale… «Non possiamo abbandonarli tutti» disse, avanzando tra le colonne fatte di aurora, «Se anche una sola anima continua a scegliere il bene, allora la Terra non è perduta», San Eliano lo guardò con dolcezza amara, «E quante anime hai visto spegnersi mentre ne salvavi una sola?», Seraphiel non rispose, le sue ali tremarono, lasciando cadere piume che si trasformarono in piccole piogge sulla Terra.

Nel frattempo, il Consiglio Celeste si riunì davanti al grande specchio del creato, che mostrava ogni guerra, ogni tradimento, ogni mano tesa respinta, le immagini scorrevano come ferite aperte, Lirael sollevò la sua spada di luce, ma non per combattere, «Non distruggeremo il mondo» proclamò… «Semplicemente… smetteremo di proteggerlo», un sussulto attraversò il Paradiso, le costellazioni sembrarono tremare,

Santa Miriam chiuse gli occhi, dal suo rosario caddero altre stelle morte, che si trasformarono in pioggia sottile sopra le città degli uomini, nessuno sulla Terra capì perché, quella notte, la pioggia sembrasse più salata del solito, Seraphiel scese allora ai confini del cielo, dove il Paradiso sfuma nel silenzio dell’universo, guardò la Terra un’ultima volta e vide la donna che aveva protetto per anni seduta alla finestra, mentre consolava un bambino che non era suo, ma che aveva trovato solo per strada, lei gli parlava con voce dolce, raccontandogli storie per farlo smettere di tremare, l’angelo sentì qualcosa spezzarsi dentro la sua eternità,

tornò verso il Consiglio, le ali bagnate di pioggia terrestre… «Io rinnego la loro crudeltà» disse con fermezza, «Ma non rinnego la loro capacità di amare, se voi vi ritirerete, io resterò», gli altri angeli lo guardarono con stupore, poi con una malinconia profonda, uno dopo l’altro, voltarono lo sguardo verso la Terra, non vedevano solo guerre e odio, vedevano anche mani che si stringevano tra le macerie, sconosciuti che condividevano pane, lacrime asciugate senza chiedere nulla in cambio, Santa Miriam sorrise appena, un sorriso antico e stanco… «Forse» sussurrò «il mondo non merita la salvezza… ma l’amore… sì».

Il Consiglio non revocò la sua decisione, molti angeli si ritirarono, lasciando il cielo più silenzioso e distante, i santi smisero di intercedere per ogni preghiera, ma alcuni rimasero, Seraphiel fu il primo, Santa Miriam lo seguì, poi, lentamente, altri spiriti celesti scesero a vegliare solo su chi, nel buio, continuava ostinatamente a scegliere la luce.

Da allora, si dice che la pioggia leggera non sia più soltanto il pianto degli angeli delusi, è anche il segno di quelli che, nonostante tutto… hanno deciso di restare.



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