LA TRISTEZZA DEGLI ANGELI
PER QUESTO MONDO CATTIVO
Nel silenzio immacolato del Paradiso, dove il tempo non
scorre ma respira lentamente, gli angeli avevano smesso di cantare, le loro
ali, un tempo vibranti di luce, ora si muovevano appena, come tende sfiorate da
un vento stanco, anche i santi, seduti sui gradini di marmo eterno che
conducevano al Trono, tacevano,
osservavano la Terra sospesa nel vuoto, azzurra e fragile, ma macchiata
da ombre che nessuna preghiera sembrava più lavare… fu l’arcangelo Lirael a
rompere quel silenzio, «Li abbiamo protetti per millenni» disse, con la voce
che suonava come campane lontane, «Abbiamo sussurrato coscienze, deviato
coltelli, acceso speranze, eppure continuano a scegliere il male», accanto a
lui, Santa Miriam, patrona degli amori perduti, stringeva tra le dita un
rosario fatto di stelle spente, ogni grano rappresentava una promessa tradita
sulla Terra… «Non è il male che scelgono» rispose piano, «È la paura… ma la
paura, quando cresce troppo, diventa crudeltà».
Sulle terrazze di luce si radunarono altri spiriti celesti,
San Eliano, che in vita aveva curato i malati senza mai chiedere nulla,
osservava il mondo con occhi colmi di tristezza, «Ho visto uomini distruggere
chi li guariva» disse, «Ho visto bambini imparare l’odio prima ancora di
conoscere il proprio nome», un mormorio percorse il cielo, simile a un
temporale che nasce lontano.
Gli angeli custodi, legati da sempre ai cuori degli uomini,
iniziarono a sciogliere i fili invisibili che li univano ai loro protetti, non
con rabbia, ma con una stanchezza antica quanto la creazione, solo uno di loro
esitava,
si chiamava Seraphiel, l’angelo delle seconde possibilità,
aveva vegliato su una giovane donna per tutta la sua vita, salvandola da
incidenti, disperazioni, amori sbagliati, aveva visto in lei una luce ostinata,
fragile ma reale… «Non possiamo abbandonarli tutti» disse, avanzando tra le
colonne fatte di aurora, «Se anche una sola anima continua a scegliere il bene,
allora la Terra non è perduta», San Eliano lo guardò con dolcezza amara, «E
quante anime hai visto spegnersi mentre ne salvavi una sola?», Seraphiel non
rispose, le sue ali tremarono, lasciando cadere piume che si trasformarono in
piccole piogge sulla Terra.
Nel frattempo, il Consiglio Celeste si riunì davanti al
grande specchio del creato, che mostrava ogni guerra, ogni tradimento, ogni
mano tesa respinta, le immagini scorrevano come ferite aperte, Lirael sollevò
la sua spada di luce, ma non per combattere, «Non distruggeremo il mondo»
proclamò… «Semplicemente… smetteremo di proteggerlo», un sussulto attraversò il
Paradiso, le costellazioni sembrarono tremare,
Santa Miriam chiuse gli occhi, dal suo rosario caddero altre
stelle morte, che si trasformarono in pioggia sottile sopra le città degli
uomini, nessuno sulla Terra capì perché, quella notte, la pioggia sembrasse più
salata del solito, Seraphiel scese allora ai confini del cielo, dove il
Paradiso sfuma nel silenzio dell’universo, guardò la Terra un’ultima volta e
vide la donna che aveva protetto per anni seduta alla finestra, mentre
consolava un bambino che non era suo, ma che aveva trovato solo per strada, lei
gli parlava con voce dolce, raccontandogli storie per farlo smettere di
tremare, l’angelo sentì qualcosa spezzarsi dentro la sua eternità,
tornò verso il Consiglio, le ali bagnate di pioggia
terrestre… «Io rinnego la loro crudeltà» disse con fermezza, «Ma non rinnego la
loro capacità di amare, se voi vi ritirerete, io resterò», gli altri angeli lo
guardarono con stupore, poi con una malinconia profonda, uno dopo l’altro,
voltarono lo sguardo verso la Terra, non vedevano solo guerre e odio, vedevano
anche mani che si stringevano tra le macerie, sconosciuti che condividevano
pane, lacrime asciugate senza chiedere nulla in cambio, Santa Miriam sorrise
appena, un sorriso antico e stanco… «Forse» sussurrò «il mondo non merita la
salvezza… ma l’amore… sì».
Il Consiglio non revocò la sua decisione, molti angeli si
ritirarono, lasciando il cielo più silenzioso e distante, i santi smisero di
intercedere per ogni preghiera, ma alcuni rimasero, Seraphiel fu il primo,
Santa Miriam lo seguì, poi, lentamente, altri spiriti celesti scesero a
vegliare solo su chi, nel buio, continuava ostinatamente a scegliere la luce.
Da allora, si dice che la pioggia leggera non sia più
soltanto il pianto degli angeli delusi, è anche il segno di quelli che,
nonostante tutto… hanno deciso di restare.
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