LA MIA VITA… COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI
Sono nato con l’animo dell’ottimista prudente, uno di quelli
che attraversano sulle strisce anche quando la strada è deserta, ringraziando
il semaforo per la collaborazione.
Infanzia tranquilla, merende regolari, ginocchia sbucciate
con moderazione, il mio più grande trauma? Una figurina doppia scambiata con
entusiasmo… che avevo già doppia.
La mia vita scorreva liscia come l’olio extravergine,
spremuto a freddo, finché non arrivò l’età adulta, che si presentò senza
appuntamento e senza manuale di istruzioni, lavoro, impegni, responsabilità… e
quella misteriosa capacità di stancarsi solo a guardare la lista delle cose da
fare.
Poi, colpo di scena numero uno… il mio corpo decide di
iscriversi a un campionato di “malanni creativi multipli”, nulla di drammatico
singolarmente, ma in squadra facevano un figurone, medici che mi guardavano
come si guarda un cubo di Rubik quasi risolto, “Interessante… non lo tocchi”.
Esami, controlli, attese, scopro due verità fondamentali, le
sale d’attesa hanno una dilatazione temporale propria, e le riviste sono sempre
di tre anni prima.
Colpo di scena numero due… invece di disperarmi, mi viene
voglia di ridere, non subito, prima brontolo con stile, poi capisco che la vita
è come una ricetta improvvisata, se non puoi cambiare gli ingredienti, aumenta
il condimento.
Così ho iniziato a vivere alla giornata, non “carpe diem”
elegante, più un “carpe panino quando capita”, ho cominciato ad apprezzare cose
che prima ignoravo, il rumore del caffè che sale, le telefonate brevi, le
passeggiate lente, i parcheggi trovati al primo colpo (evento che mi ha quasi
spinto alla fede) capendo poi che dipende dal fatto che tutti sono a lavoro.
Colpo di scena numero tre… scoprii che la serenità non era
dietro un grande traguardo, ma nascosta nei dettagli ridicoli, tipo, parlare
con le piante, una mi ha pure risposto, va detto… era finta, ma il dialogo è
stato comunque profondo… e questo mi ha subito preoccupato.
Gli amici mi dicono… “Con tutto quello che hai passato, sei
incredibilmente positivo”, io rispondo, “Certo, ho fatto il confronto
prezzo/qualità, era fuori budget”.
Ora vivo come se non ci fosse un domani, ma con l’agenda
aggiornata, non si sa mai, ringrazio spesso, non perché sia andato tutto bene,
ma perché (statisticamente) poteva andare molto peggio, e invece ha preso una
curva buffa.
E il colpo di scena finale?
Non ho mai smesso di essere quel bambino prudente delle
strisce pedonali, solo che adesso attraverso la strada della vita guardando da
entrambe le parti… salutando e ringraziando, per educazione, non si sa mai chi
potrebbe passare.
Nessun commento:
Posta un commento