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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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domenica 24 maggio 2026

 

IL FUTURO BRILLANTE DI DUE SORELLE 

DAL PASSATO MODESTO

In via Francesco Nullo a Ferrandina, nel caratteristico rione “Purgatorio”, dove le case disposte a schiera sembrano incollate l’una all’altra, sui due lati di una interminabile viuzza che scorre a mo’ di montagne russe, attraversarla tutta sembra di cavalcare onde di un oceano d’asfalto.

La via è dedicata al noto patriota Garibaldino, uno dei mille, protagonista di tante battaglie, perito all’età di 37 anni in Polonia, dove era riverito e rispettato da tutti.

All’inizio di detta via, esiste una modesta casa grotta, con solaio a botte, interamente fatto di mattoni antichissimi, un tempo sicuramente utilizzata come cantina o stalla per cavalli di famiglia nobile, ed è proprio qui che ha vissuto, nel XIX secolo, una modesta famiglia di modesti lavoratori dei campi.

Lui ex guardia reale ritiratosi a vita privata, stanco di combattimenti sanguinari, per curare i propri raccolti, lei dama di compagnia di nobildonne di alto lignaggio, genitori di due splendide bimbe dalla folta capigliatura riccia corvina e dai lineamenti gentili e piacevoli, di una simpatia disarmante, tanto da non passare inosservate ovunque andavano, ma ignare del futuro roseo e brillante che le attendeva…   

Le due sorelle, che tutti nel rione chiamavano affettuosamente Rita e Lella, crebbero tra il profumo acre della terra lavorata e il tepore della piccola casa grotta, dove l’inverno sembrava meno rigido grazie al respiro caldo delle pietre antiche, nonostante la modestia delle loro condizioni, vi era in loro una grazia naturale che pareva ereditata da un destino più grande di quanto chiunque potesse immaginare.

Il padre, uomo di poche parole ma di grande dignità, insegnò loro il valore della disciplina e dell’onore, la madre, invece, trasmise un’eleganza discreta, fatta di piccoli gesti e modi gentili che avevano appreso nei salotti nobiliari, così, tra un giorno nei campi e una sera illuminata da una tremolante lucerna, le due ragazze crebbero coltivando sogni silenziosi.

Un’estate, durante la festa patronale, giunsero in paese alcuni ospiti illustri, una famiglia nobile in viaggio verso le loro proprietà, tra loro vi era la marchesa Eleonora, donna colta e attenta, che rimase colpita dall’educazione e dalla naturale raffinatezza delle due sorelle, bastarono pochi scambi di parole perché intravedesse in loro qualcosa di raro.

Fu così che, con il consenso dei genitori e non senza qualche timore, Rita e Lella lasciarono per la prima volta Ferrandina per trasferirsi al seguito della marchesa, il mondo che si aprì davanti ai loro occhi era fatto di sale affrescate, giardini profumati e conversazioni colte, ma ciò che più stupiva era come, nonostante tutto, esse riuscissero a rimanere fedeli a sé stesse.

Lella, la minore, mostrò subito un talento naturale per la musica, il suo canto, limpido e profondo, incantava chiunque l’ascoltasse, Rita, invece, si distinse per la sua intelligenza vivace e la capacità di intrattenere con spirito e grazia, ben presto, entrambe divennero presenze amate e rispettate.

Il destino, tuttavia, aveva in serbo sorprese ancora più grandi per loro…

Durante un ricevimento d’autunno nel maestoso castello di Obelanum, Lella fu invitata a cantare davanti a una platea scelta, tra gli ospiti vi era il giovane Conte Giacomo, della corte del Castello del Malconsiglio, uomo di spirito nobile e animo sensibile, fu un incontro di sguardi prima ancora che di parole, egli rimase profondamente colpito dalla dolcezza e dalla forza che trasparivano dalla voce dell’adorabile cantante.

Rita, nel frattempo, attirò l’attenzione del Marchese parente del Conte, Gianfelice, noto per la sua mente brillante e il carattere curioso, tra discussioni su libri, cavalli e viaggi, nacque tra loro un’intesa fatta di rispetto e ammirazione reciproca.

I mesi passarono, e ciò che era iniziato come un incontro fortuito si trasformò in qualcosa di più profondo, le due sorelle, partite da una viuzza che sembrava non finire mai, si trovarono improvvisamente al centro di un destino che pareva scritto tra le stelle.

E così giunse il giorno tanto atteso…

Nella più bella sala reale del castello di Obelanum, tra arazzi dorati e lampadari scintillanti, si celebrarono le nozze, Rita, vestita di seta color avorio, avanzava con passo lieve accanto al Marchese Gianfelice, Lella, radiosa in un abito color perla, stringeva il braccio del Conte Giacomo con un sorriso colmo di vita.

Gli invitati, provenienti da ogni dove, mormoravano stupiti, nessuno avrebbe mai immaginato che due ragazze di umili origini potessero portare tanta luce e nobiltà d’animo in un luogo così solenne… eppure, nel silenzio di quel momento, mentre le promesse venivano sussurrate, sembrava chiaro a tutti che non era stata la fortuna a guidarle fin lì, ma qualcosa di più profondo… la gentilezza… la dignità e quel misterioso filo invisibile che unisce i sogni al coraggio, e nelle notti successive, quando il vento accarezzava le torri del castello, qualcuno giurava di sentire, tra le sue note, l’eco lontano di una viuzza ondulata, dove tutto ebbe inizio…

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