SIGNORE E SIGNORI VI PRESENTO…
LA URETROCISTOSCOPIA
È come entrare nel più profondo degli inferi, per poi
uscirne finalmente… a riveder le stelle.
Tutto comincia così…
Avete presente quando il medico vi dice… “È minimamente
invasivo”, minimamente per chi, scusa? Per Hulk Hogan? Perché io entro lì
convinto di fare un controllino e cinque minuti dopo sto nudo sotto un
lenzuolino che copre esattamente niente di importante, quel telo non serve a
proteggere la dignità, serve solo a illuderla, la dignità.
L’urologo mi fa… “Si rilassi”, e io penso… certo, adesso mi
rilasso mentre mi parcheggi un flauto traverso nei posti sacri.
Poi arriva la sonda, ragazzi, la sonda NON È PICCOLA, è
“tecnicamente sottile”, che è il modo medico di dire “fa comunque schifo”, parte
il gel lubrificante… freddo… talmente freddo che il mio corpo ha fatto logout,
la mia anima è uscita, ha guardato la scena e ha detto… “No no, io vi aspetto
in sala d’attesa”, e quando entra la sonda succede una cosa strana… non urli
perché ti manca il fiato, non piangi perché ti manca la forza, tratti
incoscientemente, tratti come quando passi davanti all’autovelox a 140 e dici,
“Magari non mi ha visto”, ogni centimetro è un pensiero diverso, “Ok, posso
sopportarlo”, “No, non posso”, “Questa è violenza burocratica”, “Mamma aiutami
tu”.
A un certo punto il medico dice… “Ancora un attimo”, ancora
un attimo DA CHI? da quando è partito questo attimo? Dal 2003? E tu fai sì con
la testa, perché ormai sei diventato un collaborazionista del dolore.
Quando finisce, il medico… “Ecco, tutto qui”, TUTTO QUI…
come se mi avesse appena controllato l’olio della macchina, io invece mi rialzo
come uno che ha appena combattuto in trincea, schiacciato da un carroarmato
“Leopard”, seduto su di una mina a testata nucleare, esco dall’ambulatorio
camminando in modo strano e disconnesso, il dolore indescrivibile parte dal
reduce di guerra genitale e ti bombarda il cervello, sto rivedendo le mie
priorità nella vita, e capisci una cosa importante… l’uretrocistoscopia non è
un esame… è un’esperienza al limite dell’ immaginario, un rito di passaggio
infernale, il seguito è ancora peggio, febbre a 39 per due giorni, dolori
infiammatori in tutto l’apparato genitosacrale, ogni espulsione risulta
un’impresa eroica, unica soluzione, una overdose di antinfiammatori sino al
raggiungimento della pace dei sensi… e dopo tutto questo… niente ti fa più
paura… a parte il controllo tra sei mesi.
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