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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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domenica 24 maggio 2026

 

SIGNORE E SIGNORI VI PRESENTO… 

LA URETROCISTOSCOPIA

È come entrare nel più profondo degli inferi, per poi uscirne finalmente… a riveder le stelle.

Tutto comincia così…

Avete presente quando il medico vi dice… “È minimamente invasivo”, minimamente per chi, scusa? Per Hulk Hogan? Perché io entro lì convinto di fare un controllino e cinque minuti dopo sto nudo sotto un lenzuolino che copre esattamente niente di importante, quel telo non serve a proteggere la dignità, serve solo a illuderla, la dignità.

L’urologo mi fa… “Si rilassi”, e io penso… certo, adesso mi rilasso mentre mi parcheggi un flauto traverso nei posti sacri.

Poi arriva la sonda, ragazzi, la sonda NON È PICCOLA, è “tecnicamente sottile”, che è il modo medico di dire “fa comunque schifo”, parte il gel lubrificante… freddo… talmente freddo che il mio corpo ha fatto logout, la mia anima è uscita, ha guardato la scena e ha detto… “No no, io vi aspetto in sala d’attesa”, e quando entra la sonda succede una cosa strana… non urli perché ti manca il fiato, non piangi perché ti manca la forza, tratti incoscientemente, tratti come quando passi davanti all’autovelox a 140 e dici, “Magari non mi ha visto”, ogni centimetro è un pensiero diverso, “Ok, posso sopportarlo”, “No, non posso”, “Questa è violenza burocratica”, “Mamma aiutami tu”.

A un certo punto il medico dice… “Ancora un attimo”, ancora un attimo DA CHI? da quando è partito questo attimo? Dal 2003? E tu fai sì con la testa, perché ormai sei diventato un collaborazionista del dolore.

Quando finisce, il medico… “Ecco, tutto qui”, TUTTO QUI… come se mi avesse appena controllato l’olio della macchina, io invece mi rialzo come uno che ha appena combattuto in trincea, schiacciato da un carroarmato “Leopard”, seduto su di una mina a testata nucleare, esco dall’ambulatorio camminando in modo strano e disconnesso, il dolore indescrivibile parte dal reduce di guerra genitale e ti bombarda il cervello, sto rivedendo le mie priorità nella vita, e capisci una cosa importante… l’uretrocistoscopia non è un esame… è un’esperienza al limite dell’ immaginario, un rito di passaggio infernale, il seguito è ancora peggio, febbre a 39 per due giorni, dolori infiammatori in tutto l’apparato genitosacrale, ogni espulsione risulta un’impresa eroica, unica soluzione, una overdose di antinfiammatori sino al raggiungimento della pace dei sensi… e dopo tutto questo… niente ti fa più paura… a parte il controllo tra sei mesi.

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