I GIORNI DELLA MERLA VERSIONE MODERNA
I Giorni della Merla non sono giorni… sono tre parenti
lontani dell’inverno che nessuno invita ma che si presentano lo stesso,
dicendo… «Passavamo di qui…».
Il primo giorno arriva vestito leggero, così la gente abbocca,
uno esce senza guanti e dopo trenta secondi perde l’uso delle dita e deve
mandare i vocali con il naso.
Il Giorno osserva soddisfatto e annota su un taccuino…
“Inganno riuscito”.
Il secondo giorno è un sadico organizzato, fa freddo solo…
alle fermate dell’autobus, sotto le porte e
esattamente nel punto dove non hai la sciarpa, il resto del corpo sta
quasi bene, giusto abbastanza da farti pensare… «Ma no, non è freddo…», errore
fatale.
Il terzo giorno è il capo, quello che entra in scena con la
musica drammatica, è così freddo che il caffè si raffredda mentre lo guardi, i
termosifoni smettono di funzionare per solidarietà, il gatto ti giudica perché
hai osato alzarti dal divano, ed è qui che entra in scena la Merla, che dice…
«Basta, io me ne vado» e si rifugia in un camino acceso, ne esce nera,
tossendo, e giura vendetta eterna… «D’ora in poi racconterò a tutti che questi
giorni sono i peggiori dell’anno».
Da allora, ogni fine gennaio, i Giorni della Merla tornano,
non per il freddo, ma per vedere la gente che dice… «Vabbè, metto solo un
maglioncino», e ridono… perché il vero gelo… è la fiducia nell’abbigliamento
sbagliato.
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