LA CITTADELLA… IL PARADISO LUCANO
Il più antico rione della città di Ferrandina, in provincia
di Matera, nella storica e caratteristica regione Lucania, o più recentemente
Basilicata, primo agglomerato urbano risalente al XV Secolo e più precisamente
nel 1492, alla fondazione del nuovo abitato voluto da Ferdinando I° D’Aragona e
realizzato da Federico D’Aragona e Isabella Del Balzo, prima chiamata “Troilia”
a favore della città di Troia, e successivamente Ferrandina in onore del padre
Ferrante.
Subito realizzato in forma signorile dalle costruzioni dei
tanti Palazzi Gentilizi, poi edificato anche da abitazioni di plebe, stalle per
i cavalli dei nobili, magazzini per lo stoccaggio di prodotti agricoli, grano,
olive e olio finito, agrumi, ortaggi e sementi di ogni genere.
Ma nel momento in cui vengono edificati, il Convento di San
Domenico, con la cupola maiolicata, ed il Monastero delle Clarisse poi di Santa
Chiara, il rione acquista valore e dignità, e non solo, con l’avvento anche di
chiese, acquista anche di spiritualità e cristianità, rendendo il rione un vero
e proprio agglomerato storico, nobiliare e religioso ancora oggi.
Di seguito una versione narrata della storia di questo
antico rione, che merita attenzione e riconoscimenti per quanta storia antica
contiene…
Nella Lucania antica, sospesa tra vento e memoria, quando il
sole scivola lento sulle colline argillose della provincia Materana, e tinge di
oro le pietre antiche, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato… La
Cittadella di Ferrandina.
Si racconta che tutto ebbe inizio in un anno carico di
presagi, il 1492, mentre il mondo cambiava altrove, tra scoperte e nuovi
orizzonti, qui, tra queste terre austere, nasceva una città destinata a
custodire storie silenziose e misteri mai del tutto svelati, il suo primo nome,
Troilia, evocava echi lontani di eroi e rovine leggendarie, quasi a voler
suggerire che anche qui si sarebbe scritta una storia degna di essere
ricordata.
Le prime pietre furono posate con ambizione regale, Palazzi
signorili sorsero fieri, con balconi che osservavano il mondo dall’alto e
portali scolpiti che sembravano raccontare segreti a chi sapeva ascoltare, ma
dietro quelle facciate nobiliari si muoveva un’altra vita, quella della gente
comune, fatta di mani sporche di terra, di cavalli nelle stalle e di magazzini
colmi di grano, olive e olio profumato.
Poi accadde qualcosa che cambiò per sempre l’anima del
rione…
Una notte, si narra, una luce insolita apparve sulla
collina, non era fuoco, né stella, il giorno dopo iniziarono i lavori del
Convento di San Domenico, con la sua cupola maiolicata, che ancora oggi,
riflette il cielo come uno specchio sacro, poco dopo sorse anche il Monastero
delle Clarisse, oggi di Santa Chiara, un luogo di silenzio e preghiera, dove le
mura sembravano trattenere sospiri e confessioni.
Con l’arrivo dei conventi e delle chiese, la Cittadella
cambiò volto, non era più solo un luogo di potere e commercio, ma diventò un
crocevia di fede, di mistero e di speranza, i vicoli iniziarono a riempirsi di
canti religiosi, ma anche di sussurri, si parlava di monache che non lasciavano
mai il monastero, di nobili decaduti che cercavano redenzione, di passaggi
segreti tra palazzi e luoghi sacri.
Ancora oggi, chi passeggia tra quelle strade strette e
irregolari giura di sentire qualcosa… un passo dietro l’angolo quando non c’è
nessuno, il rumore lontano di zoccoli sui sampietrini, o il profumo improvviso
dell’olio appena franto, come se il passato non fosse mai davvero andato via… La
Cittadella non è solo un quartiere antico… è storia viva… e aspetta chi ha il
coraggio di venire ad ascoltarla…
Una sola raccomandazione necessaria, quando venite a
visitare questo antichissimo e storico rione, ricordatevi di respirare il più
possibile tra le strette viuzze, perché più respirate e più sentirete la
presenza di storia antica, nobiltà e sacralità… ingredienti che hanno reso
questo rione… il Paradiso Lucano… e magari immaginare di incontrare… Re
Federico e Isabella sua consorte… hai visto mai…?
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