UNA TRANQUILLA DOMENICA POMERIGGIO
IN ATTESA DI SAN VALENTINO
Il pomeriggio domenicale scorre lento e pigro, di quelli che
sembrano fatti apposta per ricordarti che la vita, quando vuole, sa essere
tremendamente gentile.
In casa regna quel silenzio familiare che solo due persone
sposate da trentanove anni sanno condividere senza sentirsi obbligate a
riempirlo di parole inutili.
Enzo è seduto sul divano, con il telecomando in mano, non
sta guardando davvero la televisione, sta praticando l’antica arte del “fare
zapping riflessivo”, disciplina che ha perfezionato negli anni e che consiste
nel cambiare canale ogni sette secondi con aria profondamente concentrata.
Marasara, dalla cucina, lo osserva scuotendo la testa mentre
prepara il caffè, «Enzo… stai cercando qualcosa o ti stai allenando per le
Olimpiadi del telecomando?», «Sto valutando il panorama culturale televisivo
italiano» risponde lui con tono solenne, «Ah… quindi niente».
Lei porta il caffè in salotto e si siede accanto a lui, le
loro ginocchia si sfiorano, come succede da quasi quarant’anni, con quella
naturalezza che ormai è più casa di qualsiasi muro.
«Tra poco è San Valentino» dice Marasara, fingendo
distrazione mentre sistema il centrino che Enzo, puntualmente, ha storto
passando, Enzo sospira teatrale, «Trentanove anni insieme… io merito almeno una
medaglia al valore», lei lo guarda con un sopracciglio alzato, «Io invece
direttamente la santificazione», scoppiano a ridere, quella risata complice che
nasce da mille ricordi condivisi, conti che non tornavano, vacanze
improvvisate, litigate epocali finite con un gelato diviso a metà, e notti
passate a parlare del futuro quando il futuro sembrava ancora un posto lontano.
Enzo posa il telecomando, che per lui è un gesto quasi
rivoluzionario, e prende la mano di Marasara, la stringe piano, come fa sempre,
come ha fatto la prima volta senza sapere che sarebbe stato per tutta la vita…
«Lo sai che ti risposerei?» dice lui, lei lo guarda sorpresa. «Davvero?», «Sì…
però stavolta scegli tu il ristorante, così evitiamo quella tragedia del ’87»,
«Non era una tragedia…», «Marasara, abbiamo mangiato pesce in un ristorante di
montagna», lei ride così forte che deve appoggiarsi alla sua spalla, e lui
resta fermo, lasciandola ridere, guardandola con quello sguardo pieno di amore
tranquillo, quello che non ha bisogno di effetti speciali.
Fuori il sole comincia a scendere, tingendo la stanza di
arancione, dentro casa, invece, il tempo sembra fermarsi tra una carezza
distratta, una presa in giro affettuosa e quella certezza silenziosa che, dopo
trentanove anni, l’amore non è più una promessa… è diventato un modo di
respirare insieme.
«Enzo…», «Dimmi», «Per San Valentino niente regali inutili»,
«Perfetto», «Solo fiori, cioccolatini, cena romantica e magari un weekend»,
Enzo annuisce serio, «Quindi… niente regali inutili», lei lo guarda e gli dà un
piccolo buffetto sulla guancia.
E la domenica continua così… tra ironia, tenerezza e quella
meravigliosa verità che, dopo tanto tempo insieme, l’amore diventa un
bellissimo scherzo che nessuno dei due vuole smettere di raccontare.
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