IL RE DI FERRO, (FERRANTE D’ARAGONA),
LA PIETRA DI FERRANDINA, (ISABELLA DEL BALZO),
E LE VOCI DELLA TERRA
Un intrigo tra suocero e nuora mai conosciuto prima... Re
Ferrante D'Aragona si invaghisce della nuora Isabella Del Balzo, moglie del
figlio Federico, fondatore di Ferrandina.
A Ferrandina, quando il vento scende dai calanchi, le
vecchie chiudono le finestre e tracciano un segno di croce sul pane. Dicono che
la terra parli, ma solo a chi è destinato a non piegarsi.
Isabella del Balzo era nata sotto quel vento.
Prima che partisse per Napoli, una masciara, curva come un
ulivo secco, con gli occhi bianchi di chi ha visto troppo, le prese la mano
nella piazza e Le sussurrò…
“Starai tra il ferro, le disse , ma tu sei pietra…
Ricordalo!!!”.
A Castel Nuovo, Ferrante d’Aragona governava come un padrone
delle ombre. I servi sussurravano che non dormisse mai davvero, che passasse le
notti nella stanza dei morti finti, dove i traditori diventavano memoria.
Quando Isabella arrivò, il re la sentì prima ancora di vederla: portava addosso
l’odore della polvere lucana, quello che non va via nemmeno dopo la pioggia.
“Ferrandina… mormorò, terra che non chiede permesso”.
Ferrante la fece chiamare spesso, e ogni volta Isabella
tornava nelle sue stanze con le mani fredde. Nelle cucine, una serva napoletana
diceva:
“Quella regina porta sventura”.
E un’altra rispondeva: “No. È il re che la teme”.
Intanto, in Lucania, un frate basiliano scriveva lettere che
nessuno voleva leggere ad alta voce. Raccontava che vicino a Ferrandina una
statua della Vergine aveva pianto terra, non acqua, e che le campane avevano
suonato senza mano umana. Isabella capì: la sua terra la stava avvertendo.
Una notte, Ferrante la fece condurre nella cappella. C’era
odore di cera spenta e ferro umido.
“Vi proteggerò, disse, se accetterete la verità del mondo”.
Isabella strinse il rosario che una vecchia di Ferrandina le
aveva cucito nell’orlo del vestito e gli rispose… “Io conosco un’altra verità,
quella che non si compra”.
Il giorno dopo, Federico fu escluso dal consiglio. Un monaco
zoppo, che viveva sotto il castello, disse ai pescatori: “Il re ha sfidato la
terra sbagliata”.
Ferrante, consumato, fece portare a Napoli una lastra di
pietra ferrandinese. La pose nella stanza delle memorie, tra i volti dei morti,
e vi giurò sopra. Ma la masciara aveva detto il vero: la pietra non si piega.
Si racconta che quella notte la lastra si incrinò, e che Ferrante urlò come un
uomo qualunque.
Quando il re morì, nessuno osò vegliarlo da solo.
Isabella sopravvisse alla caduta del regno e all’esilio. Non
tornò mai a Ferrandina da viva. Ma i pastori giurano che, nelle notti senza
luna, una donna velata cammini tra i calanchi, seguita dal rumore del ferro che
si spezza.
E le masciare, ancora oggi, dicono ai bambini:
Ricordate: “il ferro comanda sugli uomini, ma la pietra
ricorda tutto”.
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