LA LETTURA È MEZZA CULTURA…
CHI NON LEGGE NON APPRENDE,
E CHI NON APPRENDE… DIPENDE…!!!
C’era una volta un uomo di nome Arturo che diceva sempre…
“La lettura è mezza cultura… e a me basta metà, grazie”, Arturo era convinto di
essere furbo, non leggeva libri, non leggeva giornali, non leggeva nemmeno le
istruzioni del microonde (motivo per cui una volta riuscì a scongelare… e poi
ricongelare una lasagna nello stesso ciclo).
Un giorno incontrò Sofia, una vecchia amica che invece
leggeva di tutto, romanzi, saggi, perfino le etichette dello shampoo mentre si
faceva la doccia, “Arturo,” gli disse lei, “chi non legge non apprende”, lui
rise, “E chi non apprende… vive tranquillo con meno problemi!”, Sofia non
rispose subito, lo invitò a fare una passeggiata in città, e camminando, Arturo
si perse…non sapeva leggere le indicazioni.
Entrarono in un ristorante, Arturo ordinò a caso, senza
leggere il menù, e si ritrovò con una zuppa di qualcosa che sembrava…
discutibile, poi ricevette un messaggio importante, ma non capì bene cosa fare…
e perse un’opportunità di lavoro.
A fine giornata, Arturo era stanco, frustrato e un po’
imbarazzato… “Allora?” chiese Sofia… Arturo sospirò, “Forse hai ragione… chi
non legge non apprende… e chi non apprende… dipende…”, “Dipende da chi?” chiese
lei, “Da tutti gli altri”, rispose lui, “Da chi ti spiega, da chi decide per
te, da chi sa più di te, e alla fine… non sei mai davvero libero di decidere”, Sofia
sorrise… e così Arturo iniziò piano piano… prima articoli brevi, poi racconti,
poi libri interi, scoprì cose nuove, parole nuove, idee nuove, e soprattutto,
iniziò a farsi domande, perché, la lettura, non è solo “mezza cultura”, è metà
della strada per pensare con la tua testa, chi non legge non è stupido… ma è
più esposto, più facile da convincere, più facile da confondere, più facile da
guidare… e allora sì, è vero… chi non apprende… dipende.
Ma la buona notizia è che basta poco per cambiare rotta, anche
solo 10 minuti al giorno, non serve diventare filosofi o studiosi… basta essere
curiosi… perché ogni pagina letta è un piccolo atto di indipendenza.
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