LA NOTTE IN CUI UGGIANO TREMÒ…
NACQUE FERRANDINA
Si racconta che, quando il castrum di Oblano dominava ancora
fiero le colline e le sue torri vegliavano sulle valli lucane, Uggiano fosse
una roccaforte tanto potente da attirare l’attenzione di re, principi e
guerrieri.
Le sue mura avevano visto passare eserciti, cavalieri e
sovrani, ma nulla avrebbe potuto preparare i suoi abitanti a ciò che accadde in
una notte senza luna.
Era l’anno che precedette la fondazione della nuova
Ferrandina. l’aria era immobile… troppo immobile, i contadini parlavano
sottovoce, e gli anziani dicevano che la terra “respirava male”, poi,
all’improvviso, il silenzio si spezzò, un boato profondo, come il ruggito di
una bestia sepolta nelle viscere della terra, scosse le fondamenta del
castello, le mura tremarono, le torri oscillarono, e dalle pietre caddero
frammenti come lacrime di roccia, le campane iniziarono a suonare da sole, e
dalle porte del castello irruppero cavalieri a cavallo, con armature che
riflettevano i bagliori delle torce, i loro cavalli nitrivano impazziti mentre
cercavano di farsi strada tra la folla, i soldati gridavano ordini, ma le loro
voci si perdevano tra le urla della gente… “Fuggite! La terra si apre!”… le
donne stringevano i bambini, gli anziani cadevano in ginocchio pregando, mentre
crepe profonde si aprivano lungo le strade del borgo.
Si narra che, tra il caos, apparve una figura avvolta in un
mantello scuro, un messaggero del re, portava l’ordine di abbandonare Uggiano…
il sovrano, si diceva, aveva ricevuto un presagio, quella terra non era più
sicura.
I nobili uscirono dal castello scortati da guardie armate,
mentre cavalieri lanciati al galoppo attraversavano la folla disperata, alcuni
cercavano di mantenere l’ordine, altri semplicemente fuggivano, un’intera
popolazione si riversò fuori dalle mura, come un fiume in piena, dietro di
loro, il castrum di Oblano continuava a tremare, una torre crollò con un
fragore immenso, una nube di polvere si alzò verso il cielo, oscurando le
stelle, si dice che in quel momento molti giurarono di aver visto luci strane
tra le rovine, come spiriti intrappolati nella pietra… quella notte, nessuno
dormì… e all’alba… Uggiano era già quasi vuota, gli abitanti, guidati da
soldati e messi reali, si incamminarono verso la nuova città voluta dal re
Federico d’Aragona… Ferrandina, un luogo che prometteva sicurezza… ma che non
avrebbe mai avuto l’anima di Uggiano… e ancora oggi, tra le rovine di
Ferrandina Vecchia, quando il vento soffia tra le pietre, qualcuno giura di
sentire il galoppo dei cavalli, le urla dei soldati e il pianto della gente, e
nelle notti più silenziose… si dice che la terra… sotto il castrum… continui
ancora a tremare.
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