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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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venerdì 1 maggio 2026

 

LA NOTTE IN CUI UGGIANO TREMÒ… 

NACQUE FERRANDINA

Si racconta che, quando il castrum di Oblano dominava ancora fiero le colline e le sue torri vegliavano sulle valli lucane, Uggiano fosse una roccaforte tanto potente da attirare l’attenzione di re, principi e guerrieri.

Le sue mura avevano visto passare eserciti, cavalieri e sovrani, ma nulla avrebbe potuto preparare i suoi abitanti a ciò che accadde in una notte senza luna.

Era l’anno che precedette la fondazione della nuova Ferrandina. l’aria era immobile… troppo immobile, i contadini parlavano sottovoce, e gli anziani dicevano che la terra “respirava male”, poi, all’improvviso, il silenzio si spezzò, un boato profondo, come il ruggito di una bestia sepolta nelle viscere della terra, scosse le fondamenta del castello, le mura tremarono, le torri oscillarono, e dalle pietre caddero frammenti come lacrime di roccia, le campane iniziarono a suonare da sole, e dalle porte del castello irruppero cavalieri a cavallo, con armature che riflettevano i bagliori delle torce, i loro cavalli nitrivano impazziti mentre cercavano di farsi strada tra la folla, i soldati gridavano ordini, ma le loro voci si perdevano tra le urla della gente… “Fuggite! La terra si apre!”… le donne stringevano i bambini, gli anziani cadevano in ginocchio pregando, mentre crepe profonde si aprivano lungo le strade del borgo.

Si narra che, tra il caos, apparve una figura avvolta in un mantello scuro, un messaggero del re, portava l’ordine di abbandonare Uggiano… il sovrano, si diceva, aveva ricevuto un presagio, quella terra non era più sicura.

I nobili uscirono dal castello scortati da guardie armate, mentre cavalieri lanciati al galoppo attraversavano la folla disperata, alcuni cercavano di mantenere l’ordine, altri semplicemente fuggivano, un’intera popolazione si riversò fuori dalle mura, come un fiume in piena, dietro di loro, il castrum di Oblano continuava a tremare, una torre crollò con un fragore immenso, una nube di polvere si alzò verso il cielo, oscurando le stelle, si dice che in quel momento molti giurarono di aver visto luci strane tra le rovine, come spiriti intrappolati nella pietra… quella notte, nessuno dormì… e all’alba… Uggiano era già quasi vuota, gli abitanti, guidati da soldati e messi reali, si incamminarono verso la nuova città voluta dal re Federico d’Aragona… Ferrandina, un luogo che prometteva sicurezza… ma che non avrebbe mai avuto l’anima di Uggiano… e ancora oggi, tra le rovine di Ferrandina Vecchia, quando il vento soffia tra le pietre, qualcuno giura di sentire il galoppo dei cavalli, le urla dei soldati e il pianto della gente, e nelle notti più silenziose… si dice che la terra… sotto il castrum… continui ancora a tremare.



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