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I Sassi di Matera

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I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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sabato 2 maggio 2026

 

PALAZZO ARCIERI… 

E IL PROBABILE CUSTODE DEL SANTO GRAAL

Ubicato in Via Fanti lato Ovest, risalente XIX secolo, è composto da un grande edificio ottocentesco disposto su tre livelli, la facciata principale appare piuttosto sobria, scandita da una lunga serie di balconi decorati da diverse modanature scolpite e un ricco cornicione sommitale aggettante.

Palazzo nobiliare ottocentesco riccamente decorato, caratterizzato da molteplici balconate e cornicioni aggettanti tutt’intorno, segno di ricchezza e buon gusto, di una nobiltà dalle origini antichissime.

Non si conoscono le origini della Famiglia Arcieri, ma dallo stile di vita e dalla sobrietà dell’immobile, si intuisce la radice millenaria che li caratterizza, segno tangibile di origini molto antiche.

Su detto palazzo, viene tramandata una leggenda che riguarda Cavalieri Templari, e si vuole che uno della famiglia Arcieri fosse uno di loro, che dopo aver custodito per tanto tempo il Santo Graal, si ritirò stanco nel “Castrum” del Castello fortezza di Obelanum, (la vecchia Ferrandina), e che successivamente si fosse trasferito nel nuovo abitato che Re Ferdinando D’Aragona chiamò Ferrandina… ricercato per anni dai suoi compagni d’armi in giro per il mondo… ma nessuno riuscì mai a trovarlo…

Si racconta che il cavaliere, il cui nome venne cancellato dagli annali per proteggerne il segreto, giunse a Obelanum sotto mentite spoglie, non più armato di spada e croce templare, ma vestito come un semplice uomo di terra, egli portava con sé solo un fardello invisibile, il peso della conoscenza e della custodia del Santo Graal.

Nel cuore della vecchia Ferrandina, tra le mura del castrum, egli visse per anni in silenzio, osservando, pregando e, secondo alcuni, proteggendo un segreto che non apparteneva più al mondo degli uomini.

Le notti erano spesso illuminate da una luce tenue proveniente dalla sua dimora, e si diceva che non fosse fuoco né candela, ma qualcosa di più antico, qualcosa di sacro.

Quando Re Ferdinando d’Aragona ordinò la fondazione del nuovo abitato di Ferrandina, il cavaliere vide in quell’evento un segno del destino, abbandonò il castello e si stabilì nel nuovo centro, mescolandosi tra la popolazione nascente, fu allora che il suo nome cambiò, e nacque la stirpe degli Arcieri.

Il cognome, secondo la tradizione orale, non derivava tanto dall’arte della guerra, quanto dalla capacità di “mirare lontano”, di custodire e proteggere verità invisibili agli occhi comuni.

Gli Arcieri divennero così una famiglia rispettata, discreta, mai ostentatamente potente, ma sempre presente nei momenti cruciali della vita cittadina.

Col passare dei secoli, la leggenda si fece sussurro, alcuni sostenevano che il Graal fosse stato nascosto nei sotterranei di Ferrandina, altri, più cauti, dicevano che il cavaliere lo avesse portato con sé nella tomba, il cui luogo non fu mai rivelato.

Eppure, strane coincidenze continuarono a circondare la famiglia, lunghi viaggi improvvisi, ospiti misteriosi, simboli incisi su vecchie pietre di proprietà degli Arcieri, riconducibili, secondo gli studiosi più attenti, all’iconografia templare.

Fu nell’Ottocento, in un’epoca di rinnovamento e apparente quiete, che la famiglia decise di lasciare un segno tangibile della propria presenza, la costruzione del Palazzo Arcieri.

Non un edificio ostentatamente sfarzoso, ma una dimora elegante, equilibrata, quasi volutamente sobria,  le sue balconate numerose sembravano guardare in ogni direzione, come sentinelle silenziose, i cornicioni aggettanti, finemente decorati, nascondevano, si dice, simboli esoterici scolpiti che solo pochi sanno riconoscere.

Secondo alcune versioni della leggenda, durante la costruzione del palazzo furono rinvenuti antichi cunicoli sotterranei, forse collegati al vecchio castrum di Obelanum, i lavori si interruppero per giorni, e quando ripresero, alcune parti vennero murate senza spiegazioni.

Da allora, nelle notti più silenziose, qualcuno giura di vedere una figura affacciata a uno dei balconi più alti, un uomo immobile, avvolto in un mantello scuro, lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, e c’è chi dice sia solo suggestione… e chi invece è certo che il cavaliere templare non abbia mai davvero abbandonato Ferrandina… ma continui, ancora oggi, a vegliare sul segreto che gli fu affidato secoli fa…

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