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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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Nuova collaborazione dal 15 Gennaio 2022

venerdì 1 maggio 2026

 

LA VITA OLTRE LA VITA...

Cerco di immaginare come potrebbe essere la mia vita dopo la dipartita... e ve lo racconto.

Non avevo mai avuto paura della morte, non perché fossi coraggioso… tutt’altro… ma perché non ero mai riuscito a immaginarlo davvero, mi sembrava sempre una parola troppo grande per stare dentro la mia testa.

Poi, un giorno qualunque, uno di quelli con il caffè bevuto in fretta e una lista di cose da fare mai completata… successe… la cosa più strana fu che… non successe niente.

Nessun tunnel luminoso, nessun coro angelico, solo silenzio… e poi una stanza, una stanza semplice, con una sedia, un tavolo e una finestra, fuori, un paesaggio indefinito, non mare, non montagna, non città,  qualcosa che cambiava leggermente ogni volta che lo guardavo, come se non riuscissi a decidermi, “Ah,” dissi, sedendomi… “Quindi è così”.

Passarono minuti, o forse ore, o forse niente, perché lì il tempo sembrava una convenzione un po’ superata, alla fine comparve qualcuno, un tipo normale, in giacca, con un’aria leggermente annoiata… “Enzo?”… “Sì”, “Benvenuto”, “Grazie… credo… è l’aldilà?”, “Più o meno, dipende da come lo vuoi chiamare”… annuii, come se avessi capito… ma non aveva capito niente… “E quindi adesso?”… “Adesso vivi”, aggrottai la fronte… “Scusa?”… “Vivi… Qui”.

E in effetti iniziò così…

I giorni… se così si potevano chiamare… si riempirono lentamente, libri che comparivano quando li desideravo, passeggiate in luoghi che cambiavano a seconda dell’umore, conversazioni con persone che sembravano sapere sempre esattamente cosa dire… o cosa non dire, era… piacevole… forse troppo.

Dopo un po’, iniziai a notare qualcosa, nessuno aveva fretta, nessuno sbagliava davvero, nessuno perdeva niente, e, cosa più inquietante, nessuno desiderava veramente qualcosa…

Una sera, o quello che gli somigliava, tornai dall’uomo in giacca… “Senti,” dissi, “è tutto… bello, ma anche un po’ vuoto, no?”, l’uomo lo guardò senza sorpresa, “Succede”, “Succede?”, “Sì, arriva sempre questo momento”, mi sedetti, “E allora?”, “Abbiamo delle opzioni”, “Tipo?”, “Puoi restare qui, tranquillo, senza dolore, senza rischi”, “Oppure?”, “Oppure puoi tornare”, rimasi in silenzio… “Tornare dove?”… “Indietro, alla vita”, “Ma, per caso sono morto”, “Dettagli tecnici”, risi… una risata breve, quasi incredula, “E perché qualcuno dovrebbe voler tornare?”, l’uomo fece spallucce, “Perché lì le cose finiscono”, “E qui no?”, “No”,

Guardai fuori dalla finestra, il paesaggio stava cambiando di nuovo, bello… sempre più bello… troppo bello, “E se torno… ricorderò tutto questo?”… l’uomo sorrise appena, “No, ma qualcosa ti resterà addosso, una specie di nostalgia senza nome”, mi alzai… “E se resto?”, “Resterai… per sempre”, “Per sempre è lungo”, “Esattamente”.

Ci pensai… non molto, a dire il vero, “Sai che ti dico?” dissi infine… “Riproviamo”.

L’uomo annuì, come se fosse la scelta più comune del mondo, “Bene… allora vai”, la stanza svanì… aprii gli occhi di colpo… il caffè era ancora caldo sul tavolo, il telefono vibrava, una lista di cose da fare mi fissava dallo schermo… “Ah,” dissi, portandomi una mano al petto… “Che sogno strano…”, mi alzai, un po’ scosso, ma con una leggerezza nuova, non sapevo perché, ma tutto mi sembrava improvvisamente più fragile, più… prezioso, sorrisi… poi mi fermai, e sul tavolo, accanto al caffè, c’era un foglietto che non ricordavo di aver scritto… una frase sola, in una grafia che sembrava la sua… “Hai già scelto una volta… non sprecarla…”.



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