CHIESA DI SAN GIUSEPPE…
ACCORDI E DISACCORDI SULLA SUA EDIFICAZIONE
Ubicata in C.so Vittorio Emanuele II, risalente XIX secolo,
chiesa collegiata a pianta rettangolare con tettoia a doppia falda, volta a
botte, muratura in pietra e mattoni, decorazioni interne, lesene, cornici a
motivi classicheggianti.
La chiesa di San Giuseppe fa parte delle cappelle urbane,
che fu realizza da confraternite e associazioni religiose, con il concorso
economico di privati cittadini, non presenta particolari ornamenti artistici, è
a pianta rettangolare con una sola navata con volta a botte, la facciata, anch’essa rettangolare, è
suddivisa in sei riquadri da lesene verticali e orizzontali, al suo interno
sono presenti statue e immagini sacre di scarso valore artistico.
Una chiesa non molto considerata tra i migliori monumenti
storici locali, ma comunque aperta al culto di chiunque sente il bisogno di
affidarsi al Santo, circondata da effigi di altri santi se pur poco importanti,
ma pur sempre rappresentanti di fede cristiana, segue una leggenda
appassionante…
Nel cuore di C.so Vittorio Emanuele II, quando ancora il XIX
secolo era giovane e le strade odoravano di pietra fresca e promesse, si
racconta che la nascita della Chiesa di San Giuseppe non fu affatto semplice,
né tantomeno silenziosa.
All’inizio, il progetto sembrava benedetto, le confraternite
cittadine, unite da devozione e orgoglio, avevano deciso di erigere una
cappella urbana che fosse rifugio per l’anima e simbolo di fede condivisa,
accanto a loro, alcune associazioni religiose e un gruppo di facoltosi
cittadini avevano promesso donazioni generose, ma, come spesso accade quando il
denaro incontra la devozione, la pace durò poco.
Le riunioni si tenevano al calar del sole, tra candele
tremolanti e tavoli ingombri di pergamene, c’era chi voleva una chiesa
imponente, ornata d’oro e affreschi degni dei grandi maestri, e chi invece
insisteva per una struttura semplice, “più vicina all’umiltà di San Giuseppe”,
dicevano, le discussioni si accendevano facilmente, una confraternita accusava
l’altra di voler apparire più devota, mentre alcuni benefattori ritiravano le
loro promesse quando non vedevano rispettate le proprie idee.
Si narra che una notte, durante una delle riunioni più tese,
scoppiò un violento temporale, i tuoni sembravano rispondere alle urla degli
uomini, e un fulmine colpì proprio il terreno destinato alla costruzione… tutti
tacquero… fu allora che il più anziano tra loro, un uomo povero ma rispettato,
si alzò e disse… “Se questa casa nascerà dall’orgoglio, crollerà presto, se
invece nascerà dalla fede, resterà in eterno”.
Quelle parole cambiarono tutto…
I giorni successivi furono diversi, le richieste si fecero
più semplici, le offerte più sincere, alcuni donarono poco, altri molto, ma
tutti iniziarono a farlo con lo stesso spirito, la chiesa prese forma così
com’è oggi, sobria, con una sola navata, decorazioni modeste e una facciata
ordinata, divisa da lesene come mani giunte in preghiera, eppure… il finale
della storia… porta con sé un piccolo mistero.
Si dice che, durante i lavori, una cassetta contenente una
grande somma di denaro, raccolta in segreto da uno dei benefattori più
ambiziosi, scomparve senza lasciare traccia, alcuni parlarono di furto, altri
di punizione divina, ma anni dopo, quando la chiesa era ormai completata,
durante alcuni restauri venne ritrovata murata all’interno di una parete,
insieme a un biglietto… “Perché nessuno possa dire che questa casa è stata
costruita per vanità…”, il denaro non fu mai utilizzato per abbellimenti, ma
destinato ai poveri del quartiere.
Da allora, la Chiesa di San Giuseppe non è mai stata
considerata tra le più grandiose, né tra le più ricche, ma chi vi entra
racconta di un silenzio particolare, di una pace semplice e autentica… e forse
è proprio questo il suo vero tesoro… essere nata non dagli accordi perfetti, ma
da un disaccordo trasformato in fede Cristiana...
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