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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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venerdì 27 marzo 2026

 

PASSEGGIANDO E SOGNANDO NEI VIALI DELLA CITTADELLA

A volte mi succede di camminare lungo le storiche stradine della Cittadella, a Ferrandina, e immaginare storie medioevali che probabilmente hanno interessato proprio questi viali, e mi piace camminare e immedesimarmi nel magico scenario storico dell’antico rione primo agglomerato urbano cittadino…  

… Nel mezzo del cammin di Ferrandina, quando le pietre parlavano ancora la lingua degli avi e il vento portava odore di legna e ferro battuto, la Cittadella si destava sotto un cielo color pergamena.

Era il cuore del XV secolo, e tra le sue mura, prime nate, prime difese, prime vissute, la vita scorreva come un fiume silenzioso tra archi, muretti in pietra e vicoli stretti.

Quella sera, però, non era una sera qualunque.

Le torce tremavano lungo le mura e un mormorio attraversava le case addossate l’una all’altra come confratelli in preghiera. Il popolo sapeva, il Re e la Regina camminavano tra loro.

Federico d’Aragona, il Re, avanzava con passo lento, non come conquistatore ma come custode. Al suo fianco, Isabella del Balzo, sua consorte, avvolta in un manto scuro, osservava ogni pietra come se volesse impararne la memoria.

Non vi erano trombe, non vi erano proclami… solo passi.

Attraversarono la Porta antica, dove le sentinelle abbassarono il capo. Le case della Cittadella sembravano stringersi attorno a loro, come a proteggere un segreto.

«Vedi, mia Regina,» disse Federico, sfiorando il muro ruvido di una dimora, «qui nasce il futuro. Non nei palazzi gentilizi, ma nelle strade dove il pane viene spezzato tra le mani callose di vecchi contadini segnati dal duro lavoro.»

Isabella sorrise appena.

Dalle finestre, occhi curiosi. Dai vicoli, bambini scalzi. Un fabbro si fermò con il martello sospeso, una donna lasciò cadere il filo dal telaio, quel filo prezioso che nei secoli successivi divenne il simbolo cittadino chiamato “Felandina” che divenne noto in tutto il mondo come il miglior filato.

La passeggiata divenne pellegrinaggio.

Salirono verso la chiesetta primitiva di Santa Chiara, dove il silenzio era più antico delle mura stesse. Le pietre portavano ancora i segni dei primi coloni, di mani che avevano costruito rifugio e speranza.

«Questa è la vera corona,» sussurrò Isabella, guardando le case addossate come fratelli in armi.

Il vento passò tra le mura della torre bassa del Convento delle Clarisse, e le strade tortuose, portando con sé l’eco di tempi remoti.

E mentre il Re e la Regina scendevano lungo Calata San Domenico, tra il loro Convento e Chiesa, notarono la maestosità della Cupola maiolicata elevandola a loro fregio regale. Ferrandina non era più solo un agglomerato di pietre, bensì un agglomerato storico di Chiese, Conventi e Palazzi Gentilizi.

Era promessa, era presidio e diventò destino.

E mentre si dirigevano verso la loro dimora presso il Castello/Fortezza di Uggiano poco fuori il centro abitato, quella stessa notte, nella Cittadella, si disse che i sovrani non avevano camminato sopra la terra…

…ma dentro la sua memoria.

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