C’ERA UNA VOLTA IL
FESTIVAL DI SANREMO
Anzi no… c’è
ancora, ma nessuno lo guarda.
L’amico, per
esempio, ogni anno dichiara con orgoglio, “Io? Sanremo? Ma per favore, ho di
meglio da fare.”
Poi però il
lunedì mattina arrivava in ufficio e, mentre accendeva il computer che tanto
non avrebbe usato prima del terzo caffè, esordiva così, “Comunque oh… la
canzone della tipa vestita da evidenziatore non era male”, ma scusa, allora lo
guardi? Chiede la collega, “no no, figurati. Ho solo visto un pezzo mentre
cercavo il telecomando”, “Un pezzo?”, un pezzo che casualmente includeva… tutte
le esibizioni, i monologhi, le polemiche, la classifica provvisoria, e il
litigio su Twitter tra due che fino al giorno prima nessuno sapeva esistessero.
Al bar sotto
l’ufficio, la situazione era ancora più grave.
“Io non lo
seguo” diceva Tizio, sorseggiando il cappuccino, però è uno scandalo che sia
arrivato terzo.
Terzo chi?
chiedeva Caio, quello con il cappotto lungo, erano in dodici col cappotto
lungo, appunto, una vergogna.
A casa, la
zia Maria era categorica, “Io lo guardo solo per le canzoni”, (mica vero),
guardava per criticare i vestiti, ma hai visto quella con le piume? Era il
direttore d’orchestra, zia, eh ma oggi si vestono tutti strani.
Il culmine
arrivava il sabato sera.
Tutti
dichiaravano… “Io non voto”, ma misteriosamente il televoto raggiungeva cifre
degne di un’elezione nazionale.
Io non voto,
diceva Paolo, mentre digitava 3-3-3-3-3-3, e a chi gli chiedeva “che fai?”, sto
scrivendo a mia madre.
Il giorno
dopo, la frase più pronunciata in Italia era… “Non lo guardo, però…”
E dopo quel
“però” usciva… un’analisi musicale, un giudizio estetico, una critica sociale e
una teoria del complotto sulla giuria.
Alla fine,
nessuno lo aveva visto, eppure tutti sapevano tutto, le canzoni, gli scandali,
le stecche, le lacrime, Il vestito “iconico”, il momento “cringe”, il vincitore
“immeritato”.
Sanremo non
è un programma, ma un’esperienza mistica collettiva come il meteo,
nessuno ci
crede davvero, ma tutti ne parlano.
E così,
anche quest’anno, milioni di italiani non lo hanno guardato… con grande
attenzione.
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