Matera Capitale

Il quotidiano

lunedì 11 marzo 2019

Ancora Palazzi Gentilizi Ferrandina


I Palazzi Gentilizi di Ferrandina



PALAZZO LA CAPRA

Costruito nel XIX secolo, ricade in una area di notevole valore architettonico e ambientale, costituendo una significativa emergenza per l’uso del materiale usato, il mattone, che qui assume particolare significato, quale ornamento di carattere plastico. Tutti gli elementi di scansione e di definizione delle superfici dei prospetti, nonché, le riquadrature delle finestre e dei balconi e la caratterizzazione degli spazi interni, sono costruiti in mattoni. L’impianto rettangolare assume dinamicità nella formulazione dei pieni e dei vuoti, di spazi aperti e loggianti. Il prospetto di Via Caracciolo domina tutta la vallata sottostante ed è sottolineato da un loggiato intermedio a tre arcate a sesto ribassato impostate su pilastri quadrangolari, che sorreggono un terrazzo su cui si aprono coppie di finestre centinate a sesto ribassato. Il fronte laterale sinistro è anch’esso movimentato das terrazze e loggiati. L’interno è sottolineato da un ampio e lungo corridoio di disimpegno su cui si aprono gli ambienti coperti a volte, a botte, padiglioni semplici e lunettate in parte su peducci. Caratteristici e di pregevole fattura anche i numerosi camini presenti all’interno.


Palazzo La Capra

PALAZZO RAGO

Nel XVIII secolo, Ferrandina assiste alla nascita di un nuovo ceto sociale, la borghesia, ed al consolidarsi della classe nobiliare, dovute sia al tramonto del vecchio sistema feudale sia alla crescente prosperità economica indotta da fiorenti attività agricole ed industriali, tra cui si segnala la coltivazione dell’ulivo (un censimento ottocentesco riferisce la presenza di ben 42 trappeti) e la lavorazione della lana e della bambagia. Si verifica quindi una notevole espansione urbanistica a valle del nucleo cinquecentesco, secondo un sistema viario organizzato in rettifili adagiati alla morfologia del suolo, mediante un impianto terrazzato con larghe strade fiancheggiate dai tipici caseggiati allineati a schiera (comunemente dette casedde) costituenti un tessuto edilizio abbastanza omogeneo e compatto, dal quale spiccano i palazzi padronali, simbolo del nuovo potere economico e dell’alto livello sociale. Imponente e maestoso si pone come elemento qualificante del centro storico del paese, d’impianto quadrangolare, a cavallo di due strade principali dell’abitato è caratterizzato a monte da un fronte basso privo di elementi architettonici, con unico elemento focalizzante del portale in pietra sagomata a cornici digradanti. Il complesso principale si sviluppa a valle e rivela caratteri architettonici e decorativi fine ottocento, la facciata su Via Mario Pagano inquadrata da due pilastri angolari, ornati a piano terra da due piatte e larghe lesene, concluse in un elemento pensile, risulta articolata e ripartita simmetricamente dalle aperture delle finestre. In posizione assiale si apre il portale della stessa fattura di quello superiore in conci sagomati di pietra, con stemma nobiliare in chiave, affiancato da due finestre quadrate. Il prospetto ai piani superiori è scandito da due ordini di balconi su mensole in ferro lavorato, un sobrio loggiato centrale a due arcate a tutto sesto su pilastri quadrangolari a croce e costituisce l’elemento focalizzante di tutto il complesso. A coronamento di tutto l’edificio un alto cornicione aggettante, l’interno offre motivo di particolare interesse per la successione e varietà delle volte, a padiglione, a stella, a crociera, lunettata su peducci, e padiglioni,  nonché per i dipinti murali, a motivi floreali e paesaggi marini di gusto prettamente locale. 

Palazzo Rago
                             

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