Matera Capitale

Il quotidiano

giovedì 3 agosto 2017

Documenti esclusivi Ferrandina anno 1755



Documenti estratti dal Catasto Onciario di Napoli
Per la collezione fotografica originale contattare 
enzo_aladin@virgilio.it 



























































Risultato di una approfondita ricerca dettata dalla passione per la Storia Antica, da parte dell'Autore, su questa Cittadina povera di notizie esclusive, accertate e documentate, e per l'arricchimento della sua Cultura Storica.  


Catasto onciario

 

Il Catasto onciario, precursore degli odierni catasti, rappresenta l'attuazione pratica delle norme dettate da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo per un riordino fiscale del regno di Napoli, progettato e diretto da Bernardo Tanucci.
Descrizione

Nonostante fosse un catasto descrittivo, poiché non prevedeva la rappresentazione geometrica dei luoghi, fu uno strumento teso ad eliminare i privilegi goduti dalle classi più abbienti che facevano gravare i tributi fiscali sempre sulle classi più umili e di fatto rappresenta uno dei più brillanti esempi del tempo di ingegneria finanziaria e di ripartizione proporzionale del peso fiscale.
Il catasto era basato su un sistema di duplice tassazione, che prevedeva sia una imposizione di tipo reale cioè sui beni e sia personale cioè sulla capitazione o testatico e sulle attività dei contribuenti e dei loro nuclei familiari.
Dall'imposizione catastale per antico privilegio era esentata la città di Napoli.

Base imponibile

Si chiamò Onciario perché la valutazione dei patrimoni sia immobiliari che da bestiame o finanziari (per es. da censi attivi), veniva stimato in base all'unità monetaria teorica di riferimento, l'oncia, corrispondente a sei ducati. Era anche detta Oncia di carlini tre, in quanto ogni tre carlini di rendita, capitalizzati al tasso di interesse fissato al 5% (solo per il bestiame era fissato al 10%), equivalevano a 60 carlini, pari a sei ducati e quindi 1 Oncia di capitale o patrimonio. Veniva così introdotta anche una distinzione tra unità monetarie di riferimento per la valutazione delle rendite, adottando le valute correnti del grano, il carlino e il ducato, e per i patrimoni usando delle unità monetarie di conto come il tarì e l'oncia. È chiaro come un meccanismo volutamente semplice poteva assicurare nelle intenzioni, un prelievo fiscale generalizzato ed accertamenti molto rapidi.
Per il calcolo delle imposte le persone erano distinti in diverse categorie. Una prima distinzione era effettuata fra cittadini e forestieri: i primi formavano i "fuochi" (ovvero le famiglie) dell'Università; i secondi erano solamente iscritti nell'Onciario o perché vi possedevano beni o perché vi esercitavano un'attività.
Una seconda distinzione era fra i laici e gli ecclesiastici, includendo in questi ultimi tutte le istituzioni religiose collaterali.
In sintesi erano sette le possibili categorie di contribuenti:

1. cittadini abitanti e non abitanti

2. vedove e vergini

3. ecclesiastici secolari cittadini

4. chiese, monasteri e luoghi pii nell'università

5. forestieri abitanti laici

6. chiese, luoghi pii e monasteri forestieri

7. forestieri non abitanti laici

Erano tuttavia previste numerose forme di esenzione come per i beni feudali sottoposti alle sole imposizioni dell'Adoa e del Relevio, per cui i baroni potevano essere tassati solo per i beni allodiali cioè in piena proprietà (sui quali erano tenuti a pagare la tassa di bonatenenza qualora posti al di fuori del comune di residenza), con conseguenti numerosi tentativi di pretendere di far passare tutti i loro beni come feudali; così come i beni ecclesiastici per valori inferiori ad alcune soglie stabilite nelle norme concordatarie che potevano variare a seconda delle località; non vi era tassazione "sulla testa" per le professioni ritenute arti liberali come i giudici o i notai, o per i nobili e "civili viventi" e i benestanti che non svolgevano alcuna attività lavorativa, venendo tassati solo coloro che esercitavano un lavoro manuale con tre fasce di tassazione, oppure non erano tassati gli ultrasessagenari o i capi di famiglie numerose, e pertanto anche se nelle intenzioni la riforma voleva comprendere tutti indistintamente, in realtà il prelievo non fu così generalizzato ed uniforme.

Formazione del catasto

I Comuni erano considerati un aggregato di persone e di beni di varie specie e nature. Le imposte erano così calcolate a seconda delle varie qualità delle persone e dei beni.
Le 4 fasi del procedimento per la formazione dell'onciario a cui erano tenute le singole comunità erano:

§ gli atti preliminari mediante i quali in particolare si nominavano i cittadini deputati in rappresentanza dell'università divisi per classi sociali (normalmente de civilibus, de mediocribus e de inferioribus) e gli estimatori interni ed esterni e si stabilivano i prezzi delle vettovaglie,

§ le rivele mediante le quali ogni cittadino rivelava la composizione dei propri nuclei familiari e le proprie sostanze,

§ l'apprezzo mediante il quale i deputati al catasto valutavano tutti gli immobili della comunità con le relative rendite, ad esclusione della casa di abitazione della famiglia che godeva di esenzione; di qui una commissione formata da rappresentanti del comune e dagli estimatori verificavano la veridicità delle rivele anche con i precedenti catasti locali ed altri numerosi documenti (stati delle anime, affitti di gabelle, documenti relativi al possesso di bestiame, ecc.),

§ l'onciario, con cui venivano liquidate le singole posizioni mediante il calcolo dei rispettivi patrimoni mediante la somma delle once da industria (cioè da lavoro) e once dai beni e il totale espresso, appunto, in once e tarì.
Il tutto poi veniva sintetizzato in una tavola sinottica riassuntiva generale del catasto, la Collettiva o Mappa generale, con l'elenco riepilogativo delle once di tutti i fuochi tassati e la somma totale delle once relative all'Università.
A conclusione dell'onciario vi è poi lo stato discusso cioè il bilancio della località, e "rimesso" cioè validato dalla Regia Camera della Sommaria, che evidenzia le uscite e le entrate, tra le quali vi erano normalmente compresi i proventi della tassazione per fuochi, con l'entità del disavanzo da finanziare con il prelievo mediante la redistribuzione sulle once.
I lavori per attuare questa grande riforma tributaria cominciarono con l'emanazione di Prammatiche reali note come Forma censualis et capitationibus sive de catastis dal 1741 sino al 1748 che inizialmente disponevano l'obbligo della confezione del catasto entro pochi mesi e in realtà ben poche erano le università che si erano messe in regola entro il 1743, ed occorsero un enorme impegno amministrativo e circa 15 anni per giungere in tutto il Regno alla compilazione delle liste dei soggetti e dei relativi beni.

Efficacia dell'onciario

Anche se nelle intenzioni erano esaltati i principi di uniformità, chiarezza e incisività del nuovo strumento fiscale, la laboriosità derivante dalla necessità, prescritta nell'ultima delle prammatiche De catastis, di aggiornare annualmente tutte le liste degli onciari in ogni componente reddituale, oltre alle resistenze delle classi più abbienti, costituì il limite principale al suo utilizzo negli anni seguenti, causandone il progressivo accantonamento in tutte le università del Regno, che almeno dal 1770, una volta constatatone il fallimento sostanziale dallo stesso potere centrale, tornarono ad esercitare in larghissima parte la fiscalità locale mediante il sistema delle gabelle.
Il regno di Napoli poi regno delle Due Sicilie rimarrà pertanto privo di un valido strumento catastale fino all'arrivo dei Francesi che tra primo e secondo decennio del XIX secolo daranno al regno un nuovo catasto, seppur ancora solo descrittivo, sotto il nome di Catasto Napoleonico o Provvisorio, basato sulle denunce spontanee dei proprietari, che manterrà la sua validità fino alla prima metà del secolo XX quando verrà sostituito definitivamente dal nuovo catasto su scala nazionale.

Conservazione

La consultazione dell'Onciario, conservato in originale per tutte le università del Regno presso la Regia Camera della Sommaria poi nell'Archivio di Stato di Napoli, oltre che in copia in alcuni pochi archivi comunali, è ancora oggi, pur con tutti i suoi limiti e omissioni, una fonte preziosa di informazioni sul periodo.

Note

In realtà la struttura del catasto onciario ricalcava in larga parte quella degli apprezzi istituiti sin dagli inizi dell'età angioina quando Carlo I nel dare disposizioni a Guillaume Brunel, giustiziere di Abruzzo, stabiliva i principi circa De forma apprecii in toto Regno tenenda et observanda stabilendo che congregata in unum universitatem dicte terre si proceda alla elezione di due de maioribus et dictioribus, duo de mediocribus et duo de minoribus che, sotto giuramento, procedano alla stesura dell'apprezzo indicando secundum quod quilibet eorum possidet habito respectu et consideratione bonorum omnium et singulorum, consideratis quoque familia, famulis de quibus comodum et onus reportet ac industria omni et de aliis de cetero imponendis ad honorem, v. R. Trifone, La legislazione angioina, Napoli 1921, p. CXXXIX.; Serena Morelli, I Giustizieri nel Regno di Napoli al tempo di Carlo I d'Angiò: primi risultati di un'analisi prosopografica










mercoledì 26 luglio 2017

Storia di un murale...



La vera storia di questo murale

Dedicato a Maria Barbella
Lascio a Voi il giudizio se ho fatto bene o male, ma vi assicuro che leggendo a fondo la storia, consultando l'Autrice Idanna Pucci, nel frattempo diventata mia amica, e analizzando bene tutto l'archivio raccolto dall'Autrice in dieci anni di ricerca, posso solo dirvi che la morale di tutto è alquanto rispettosa di valori attribuitogli da personaggi ben più noti e degni di giudizio disinteressato, che mi ha portato a presentare il tutto all'amministrazione, e chiedere alla Compagnia Senza Teatro di accentuare, nella loro rappresentazione portata in giro per il mondo, la morale che elegge il personaggio a simbolo di valori e inorgoglisce la sua comunità di origine a renderla loro principale simbolo.
L'amministrazione non solo ha tenuto conto di tutto questo, ma ha anche fatta propria l'idea spacciandola per iniziativa intrapresa dall'artista che non sapeva nemmeno dell'esistenza di questo paese fino a qualche giorno fa, naturalmente spogliandosi di ogni responsabilità, ma inconsapevoli che la verità sarebbe comunque potuta uscire fuori da chi l'idea l'ha partorita e messa a disposizione della comunità attraverso un'amministrazione ambigua.
Quanto detto non è solo frutto di parole ma come ben sapete, il detto non mente, "Verba volant scripta manent" spero di averlo scritto correttamente, perchè il mio intento è quello di mettere ben in chiaro la situazione, fornendo non solo parole ma documenti ben scritti ed inviati a chi di dovere, nella più candida e linda delle sincerità che una persona onesta ed umile ha l'obbligo di fare.




Queste le prove del mio rapporto con l'Autrice, persona molto gentile e garbata, nei modi e nelle parole come poche persone sanno essere, non a caso pronipote della Contessa Cora Slocomb di Brazzà.


Il mio primo invito

Questo invece, è l'invito all'inaugurazione del murale, dove mi rendo subito conto che la nostra Vicesindaco, pur sapendo del mio rapporto con l'Autrice, la contatta direttamente, spillandole una dichiarazione da leggere la sera dell'evento.
Contemporaneamente, come si legge nella e-mail, l'Autrice, affida a me il compito di divulgare, in esclusiva, l'unica lettera inedita mai scritta da Maria Barbella dal carcere di Sing Sing, allegandola con la promessa di inviarmi successivamente copia dell'originale, ma stranamente la cosa non interessa a nessuno perchè completamente o volutamente ignorata.


L'invito all'inaugurazione

Continuazione

Questa è l'unica copia della lettera inedita inviatami dall'Autrice. 

L'unica inedita lettera

L'inevitabile reazione alla mancata presentazione ufficiale della lettera, è normale da parte dell'Autrice, come potete vedere, e nonostante mi rassicura con spiegazioni e prove provate, mi tocca fargli le scuse sia da parte mia che degli amministratori distratti o offesi per la mancata esclusiva concessagli, nonostante tutto noto con piacere che conferma la stima verso di me e non se la prende più di tanto, consapevole del suo lavoro e del suo valore di scrittrice, regista e giornalista, dimostrando la sua classe, gentilezza e umiltà... donna di altri tempi...  



L'indignazione

A conferma di quanto detto in precedenza, questa è la risposta...donna di gran classe...

     
 Le scuse e il ringraziamento
Dopo tutto ciò, spero che la situazione vi risulti chiara, mi rincresce soltanto il fatto di non essere riuscito a creare quella collaborazione tanto conclamata da loro verso la comunità, durante il periodo elettorale, la coesione, strumento ambiguo nelle loro mani, l'ipocrisia spuntata improvvisamente poco dopo l'elezione, l'empatia di cui fanno tanto uso verso chi non si sa, l'egoismo e la prepotenza di cui vanno tanto fieri, l'arroganza che li contraddistingue e per concludere la morbosità mista a sete di potere che li allontana sempre di più da chi avevano promesso di avvicinare alla politica attiva del paese.
Ormai non serve più redimersi, il danno è fatto, non resta altro che fare un passo in dietro e chiedere scusa.  

Comunicazione di ringraziamento




venerdì 28 aprile 2017


La mia quarta pubblicazione

Progetto presentato alla Regione Basilicata


Catalogazione libri storici





Copertina morbida: € 35,00 Bianco/Nero
Copertina rigida: € 70,00 A colori
426 pagine

Stampa in 3-5 giorni feriali


Catalogazione di Antichi volumi custoditi in tre librerie nel Municipio di Ferrandina, raccolti in un unico volume con foto e descrizione del contenuto di ognuno, a disposizione della comunità e di chiunque abbia voglia di arricchire il proprio bagaglio Storico/Culturale.

- INCIPIT -

      Questo lavoro è frutto di impegno e passione, per la storia antica, realizzato da soggetti partecipanti, loro malgrado, a “Tirocini formativi” organizzati dalla Regione Basilicata, e gestiti dal Comune di Ferrandina.

     Tratta la storia e la catalogazione di antichi volumi contenenti Leggi e Decreti dal Regno d’Italia in poi, Gazzette Ufficiali, Annunci Legali e Bollettini della Regia Prefettura, testi che parlano di vecchi metodi legislativi dell’anteguerra, vecchie Gazzette Ufficiali che al solo sfogliare rivelavano il senso di vita vissuta dell’epoca.

     Tutto molto suggestivo e ricco di notizie a noi sconosciute, personaggi che  tornano a vivere una seconda vita solo allo sfogliare di pagine ormai piene di macchioline di muffa, copertine consumate dall’usura a tratti rosicchiate da tarli senza scrupoli e senza rispetto per la Cultura contenuta in ogni singolo volume.

     Lo stato alquanto precario delle librerie, pur custodite scrupolosamente, non possono evitare il deterioramento degli stessi, da qui parte l’intenzione della suddetta Amministrazione di fermare, anche se pur con metodi non specialistici, il tempo a questi preziosi cimeli storici, e assicurare a nuove generazioni l’intera raccolta, già priva di alcuni volumi intermedi finiti chissà dove, sfuggiti all’attenzione di precedenti amministrazioni distratte.

     Il tutto è accompagnato da una breve introduzione a seconda dell’argomento trattato, giusto per rendere “l’opera” più completa, descrittiva e comprensiva agli occhi dei meno attenti.

     Ricordo inoltre alle generazioni future che la collezione di volumi catalogata è un tesoro storico prezioso e quindi conservato e protetto nel modo migliore, per dare la possibilità a chi è destinato a vivere una vita successiva alla nostra con orgoglio culturale, come quello impiegato dagli stessi soggetti, scrupolosamente, maniacalmente ma anche appassionatamente.

Enzo Scasciamacchia - Gerardo Lando - Pietro Grieco


Segue il Progetto a cui fa riferimento detto lavoro.


REGIONE BASILICATA 
 Dipartimento Presidenza Avviso Pubblico
     “Selezione dei Progetti di Pubblica utilità per l’attuazione del Programma 
Fondo Sociale Europeo Reddito minimo di inserimento”

Valorizzazione di beni culturali e artistici anche mediante l’attività di salvaguardia, promozione, allestimento e custodia di mostre, musei e biblioteche:

A.1 supporto alla raccolta, restauro e catalogazione di materiale storico;
A.2 apertura al pubblico, custodia e supporto per l’allestimento mostre
       presso musei e biblioteche;
A.3 supporto all’inventariazione;
A.4 supporto per la rifoderatura testi;
A.5 controllo patrimonio audiovisivo con conseguente revisione dei registri di
       inventario;
A.6 inserimento dati su supporto informatico;
A.7 identificazione dati;
A.8 compilazione schede;
A.9 controllo libri conservati;
A.10 collocazione o sistemazione sugli scaffali;
A.11 supporto alla cartolazione (in particolare numerazione delle pagine di  
         un manoscritto o di un codice);
A.12 supporto alla catalogazione;
A.13 individuazione e classificazione beni;
A.14 supporto per il riordino opere di interesse storico e artistico;
A.15 ricerca e archiviazione di documenti relativi alle tradizioni ed alle  
         principali attività economico – culturali di una determinata zona;
A.16 verifica ed aggiornamento schedari;
A.17 predisposizione schede per microfilmatura di periodici e manoscritti;
A.18 riordino e predisposizione etichettatura per donazioni di libri e
         periodici;
A.19 rilevazione ed inventariazione di lasciti e lavori di
         indicizzazione degli articoli di giornale riguardanti l’Amministrazione   
         pubblica interessata.


Questa è la verità di detto progetto

All'origine dei Tirocini Formativi, come da linea guida regionale, ci viene chiesto di fare una scelta di indirizzo nei vari progetti presentati dall'amministrazione comunale, indicata dalla regione come soggetto ospitante, per i sopracitati tirocini, l'indirizzo scelto e sottoscritto, per circa dieci tirocinanti (tra cui anche il sottoscritto) è "Cultura in Comune" progetto già descritto in precedenza, tutto procede per il verso giusto per i primi mesi, ci viene chiesto di dare una sistemazione agli archivi, privi di ogni regolare ordine e catalogazione, procediamo prima con lo sgombro di un'intera stanza piena di cartoni enormi stracolmi di faldoni sistemati a caso per terra, esposti a qualsiasi pericolo di deterioramento.
Come seconda fase, si procede con la sistemazione di scaffali suddivisi in corsie per ogni responsabile di settore, altra fase, sistemazione cronologico dei faldoni riservati ad ogni argomento, ultima fase, etichettatura di ogni scaffale e corsia utile a chiunque avesse avuto bisogno di consultare qualsiasi documento nel più breve tempo possibile.
Lavoro ben fatto, detto dai nostri tutor, contenti e soddisfatti ma anche meravigliati che soggetti disagiati e disoccupati, potessero arrivare a tanto, inconsapevoli di avere a che fare con gente, tra cui un ex dirigente, con un'esperienza trentennale, anche se nel settore alimentare, dove il procedimento risulta simile.
Tutti contenti e soddisfatti si prosegue il sopra citato progetto nei mesi successivi con la differenza di "location" molto incerti nell'affidare l'incarico successivo da parte di tutor, cosnapevoli delle nostre capacità, decidono di sistemarci, solo per tre soggetti, indicati nel testo sopra citato, nella Sala Riunioni del Municipio, non sappiamo al momento se quello è stato per noi un premio o una punizione, visto che purtroppo nel frattempo eravamo stati etichettati come "soggetti pericolosi" per la tranquilla gestione dei tirocini, ma subito ci ambientiamo e cominciamo ad immaginare quale futuro ci riservavano all'interno di questa stanza, nel frattempo ci comincia a balenare qualche idea, naturalmente chiediamo consulenza ai nostri tutor, come da programma, ma anche loro sembrano un po indecisi.
Qualche mese prima, durante la sistemazione degli archivi, avevo proposto di fornirci un PC perchè avremmo potuto procedere, con il lavoro già avviato, ad una meccanizzazione dell'archivio, per rendere ancora più semplice, veloce e precisa la consultazione da parte degli stessi impiegati, o se vogliamo all'adeguamento computerizzato del sistema archivio, ma come è già noto, non tutti sono predisposti al progresso, anzi a molti spaventa usare una macchina per facilitare le cose, quindi non viene presa in considerazione la proposta, ma comunque ci viene data la possibilità di usare un PC molto precario, pieno di virus e ridotto al lumicino.
Poco male, non ci perdiamo d'animo, provvedo subito a rigenerare il sistema Windows Xp Professional, ma niente da fare per i virus, bisogna formattare il tutto per poter lavorare tranquillamente, per questo motivo suscito un po di scompiglio nel nostro gruppo, ricordo, formato solo da tre soggetti, nel quale uno sembra un po arrogante e presuntuoso, ma non è il caso di perdersi in situazioni facilmente gestibili, ognuno secondo me va gestito nel migliore dei modi, anche se fuori di testa.
Prendiamo la decisione di proporre al nostro tutor un progetto di catalogazione di libri antichi contenuti in enormi armadi nella stessa stanza, paura e timore da parte dei colleghi tirocinanti per l'inconsapevolezza di riuscire nell'intendo, rassicuro e convinco che quello è stato il mio lavoro per oltre trent'anni con l'unica differenza di articolo, facilmente sormontabile, riesco a convincerli e procediamo con la proposta.
Il nostro tutor (Mimmo Mazzone) è subito entusiasta, chiede consiglio anche all'altra tutor (Angela Recchia) entusiasta anche lei, ma subito sorge un problema a noi sconosciuto, bisognerebbe chiedere l'autorizzazione all'amministrazione, perchè, secondo loro, un progetto importante richiedeva un'autorizzazione importante, bene Angela prende il telefono e chiama non si sa chi, che dopo pochi minuti ci vediamo piombare in sala.
Sorpresa delle sorprese, meraviglia delle meraviglie, ci vediamo arrivare niente po po di meno che...la Vicesindaco Maria Murante...penso, forse avremo un tantino esagerato nella scelta del lavoro da fare...poco male, prendo coraggio e affronto il problema, Angela nel frattempo dopo aver spiegato il tipo di lavoro proposto, si rivolge a me dicendomi di spiegare nel dettaglio la catalogazione progettata, mi accorgo, nello sguardo della Vicesindaco, un bagliore particolare, come se mi volesse lanciare una sfida, come se mi dicesse che non sarete mai in grado di poter fare detto lavoro, ma vado oltre e affermo in conclusione che alla fine gli avremmo presentato il risultato, non solo di catalogazione, ma anche di pubblicazione, in un volume da preservare alla consultazione della comunità.
Non vedo in Lei lo stesso entusiasmo letto negli occhi dei nostri tutor, ma una certezza del fallimento di detto progetto, non mi preoccupo più di tanto e vado avanti.
L'esplicita risposta della Vicesindaco è "siete autorizzati a farlo, ma nel frattempo spolverateli e dategli la loro giusta sistemazione all'interno degli armadi" perchè secondo lei, visto che non saremmo mai riusciti a fare il lavoro come descrittogli, almeno si sarebbero trovati in ordine e ripuliti.
Accetto la sfida e ringrazio per averci accordato il libero arbitrio su questi preziosi volumi.
Si comincia, l'impegno è totale, l'interesse anche, la passione ci spinge a livelli altissimi, tanto da incuriosire e interessare la continua collaborazione dei tutor che meravigliati di tanto impegno contribuiscono allo stimolo di fare bene, chiedo anche la consulenza della Dott.ssa Tiziana Pirretti (consigliataci e contattata da Angela) che ben felice di collaborare, si complimenta per l'idea e la passione con cui procediamo, da persona competente e specializzata nel campo.
Il nostro orgoglio cresce e ci spinge a proseguire il tirocinio anche fuori tempo, una settimana oltre, con grande stupore di tutor e amministratori, che non si spiegano il perchè, risultato, tutto è compiuto, seguono complimenti e stupore da parte di tutti, ma il top viene raggiunto nel momento in cui gli presento il volume edito e pubblicato dalla mia casa editrice, oblio allo stato puro. 
Tutto ciò che segue è già descritto nel volume, quello che manca è che ad un certo punto siamo stati accusati e minacciati di denuncia per il libero arbitrio concessoci dalla Vicesindaco, che piano piano si è delineata ed estraniata dalla situazione, dando adito a persone poco informate di giudicare ed accusare noi tirocinanti, solo per il gusto di assaporare la nostra sconfitta, che suo malgrado, ha avuto un seguito e ne avrà ancora di più quando ci sarà la presentazione alla Regione Basilicata, spero che queste righe vengano lette da più persone, per dare in qualche modo una rivalsa a tanto impegno e passione.


La promessa del Sindaco 
in presenza di tutti i tirocinanti



Questa la lettera di presentazione al Presidente Pittella

Purtroppo presenta alcuni errori di descrizione, come, i fautori non fanno parte del settore COPES bensì di ex lavoratori fuoriusciti dalla Mobilità in Deroga che a differenza dei primi hanno per lo più esperienze maturate da anni di lavoro nei vari settori produttivi, e che purtroppo, loro malgrado, sono finiti nel calderone dei disoccupati e disagiati, solo per aver raggiunto una certa età, troppo giovani per la pensione e troppo anziani per il reinserimento, spero di essere convocato in Regione per dare le giuste nozioni a chi prenderà in esame questa presentazione e deciderà come dare un prosieguo a questo progetto, nel nome della Cultura che ci ha eletto a Capitale Europea 2019.



Questa invece era la lettera di presentazione fornita dal sottoscritto 
(cestinata dal Sindaco) 



L'aggiornamento al 02/08/2017

Come da rivelazioni confidenziali ottenute da conoscenze all'interno della Regione Basilicata informo di quanto segue:
1) Il mio volume essendo stato presentato direttamente al Presidente Pittella, persona poco attenta a competenze simili dati i molteplici impegni ben più importanti, sicuramente ignora e scarta a priori il plico senza nemmeno visionarlo, azione secondo me già prevista all'origine.
2) Il caso vuole che la conoscenza di cui sopra involontariamente nota, sulla scrivania della persona Istituzionalmente preposta a questo tipo di presentazioni, un libro casualmente presentato qualche giorno prima da un giovane Autore noto a Ferrandina per la sua vicinanza all'amministrazione comunale e non solo, ma già rappresentata in altra sede da essa, di conseguenza accompagnata all'indirizzo preciso di destinazione regionale senza indugio alcuno, acquisendo di diritto la priorità assoluta nonostante di argomento alquanto attuale.
Ora mi chiedo, come mai il mio testo riguardante la materia di cui l'Istitutore predilige abbia preso una strada sbagliata mentre l'altro ha proceduto spedito verso l'obbiettivo preciso scavalcando e ottenendo l'audizione nel giro di pochi giorni?
Sarà stato un errore o un atto ambiguo di presa in giro per dare la precedenza ad un loro cadetto?
Oppure, vi starete chiedendo, qualcuno è più influente del Sindaco all'interno dell'Amministrazione?
Mi dispiace, ma su questo non saprei proprio rispondere, ai posteri l'ardua sentenza...
Quello che posso dirvi di sicuro è che ho dovuto delegare a persona ben più corretta e leale la giusta presentazione alla persona "Istituzionale" preposta, che ha già dimostrato interesse e compiacimento al lavoro interessante e appassionatamente realizzato, promettendo la giusta valorizzazione del testo a tutte le Comunità Lucane. 

CONTENUTO

Questo volume contiene la catalogazione di libri Storici di Leggi e Decreti dal 1860 al 1928 dell’Italia del Regno, Gazzette Ufficiali dal 1931 al 1939 oltre ad Annunci Legali e Bollettini della Regia Prefettura dal 1930 al 1939.
La catalogazione consiste in documentazione fotografica con principali notizie contenute in ogni volume, stato di conservazione interna ed esterna, localizzazione del singolo elemento in ogni singola Libreria.
L’intenzione di detto lavoro nasce dalla volontà dell’attuale Amministrazione di fermare il tempo a detti volumi per dare modo a generazioni future di assaporare Culture remote tese a cadere nel dimenticatoio a vecchi volumi in avanzato stato di deterioramento, ma anche per rendere noto all’opinione pubblica l’enorme valore Storico/Culturale che questo Municipio possiede e custodisce nei suoi Antichi archivi.

RINGRAZIAMENTI

     Per questo lavoro e per la pubblicazione, un sentito ringraziamento è d’obbligo per le persone che direttamente ed indirettamente hanno partecipato alla realizzazione.
     In primo piano l’Amministrazione guidata dal Sindaco Gennaro Martoccia ed i suoi Assessori, Consiglieri ecc., i quali, non solo hanno permesso tutto questo, ma hanno anche dato fiducia e libero arbitrio al regolare svolgimento, a soggetti partecipanti ad un Tirocinio formativo privo di titoli e Dottorati specifici, ma ricco di volontà, esperienza, impegno e passione per la Cultura, a salvaguardia di un patrimonio storico in deterioramento.
     Particolare ringraziamento anche per, Angela Recchia e Mimmo Mazzone, che hanno creduto e seguito il tutto con interesse, mettendo a disposizione i pochi mezzi, senza sprechi ne investimenti ma solo per dimostrare all’opinione pubblica che tutto è possibile anche con poco.
     Riconoscimento e gratitudine dovuto alla Dott.ssa Tiziana Pirretti, che dietro esplicito invito ha voluto contribuire attivamente al progetto, fornendo principali e fondamentali notizie sull’argomento, visionando e valutando il progetto in corso d’opera, offrendo disinteressatamente il suo contributo a chi con volontà e passione ha voluto offrire il proprio impegno ad una nobile causa “la salvaguardia della Cultura Storica locale”.
A Voi tutti i miei più sentiti ringraziamenti.


Enzo Scasciamacchia 

martedì 25 aprile 2017


La mia terza pubblicazione

Storia antica e monumenti di Ferrandina



Copertina rigida: € 25,00 Bianco/Nero
190 pagine

Stampa in 3-5 giorni feriali


Il manoscritto tratta, oltre alle caratteristiche geologiche, territoriali ed economiche, la storia antica della Città di Ferrandina, con i suoi personaggi illustri e monumenti artistici, acui si denota il valore culturale di una terra non molto conosciuta, ma ricca di una cultura storica legata a vari periodi, dal Brigantaggio, al fascismo, per finire a episodi di patriottismo vissuti da protagonisti locali, riconosciuti e premiati per il loro onore e valore, dimostrato con il loro sacrificio. La storia antica, ed il valore culturale di questa terra si nota dalla presenza di personaggi illustri nati, ma non vissuti sul posto, ma sempre legati alle proprie origini da citarla su testi, memorie ed opere da loro redatte, con l'orgoglio e la nostalgia di chi, suo malgrado, ha dovuto abbandonarla, per necessità o per esigenze di servizio, avvalorando sempre più il detto "Nessuno è Profeta in Patria" mai tanto reale e tanto efficace come in predetta terra.

Il Contenuto


     Il Libro contiene, oltre a vicende legate al nome “Eustachio”, questa volta relative al trasferimento in terra straniera, anche cenni storici e contemporanei legati ad essa.
     Curiosità e particolarità che appassionano il lettore, trasportandolo in meandri di notizie nascoste dietro ogni monumento o personaggio, inducendolo al completamento della lettura con interesse.
     Storia antica, recente e contemporanea, stimolano la conoscenza a chi non ha mai avuto la possibilità di attingere a vecchi documenti scritti e preservati per anni, tenuti nascosti all’opinione pubblica fino alla completa estinzione di antichi eredi, ma messi a disposizione della stessa da giovani discendenti, orgogliosi di scrivere, anche se solo in parte, un pezzo di storia di questa terra, povera ormai di qualsivoglia stimolazione.
     Premetto che il tutto gira intorno ad un nome che in detta terra non ha origini, ne trascorsi, ma ben si presta a facile occultamento, per la tranquillità di chi ha bisogno di tregua da fustigazioni, frustrazioni e martiri, causati dallo stesso.

RINGRAZIAMENTI


     Un particolare ringraziamento a chi, direttamente o indirettamente ha contribuito alla stipula di questo manoscritto con notizie e documenti ufficiali, arricchendolo con foto e testimonianze reali di origine storica e contemporanea.
     Grazie anche per aver fornito materiale utile alla cultura popolare che per troppo tempo ha dimostrato di non conoscere a fondo, limitandola a pochi intimi.
     E’ tempo di divulgazione, di informazione generale, magari anche didattica, per dare modo a nuove generazioni di prendere atto delle ricchezze storiche locali e allargare l’ottica di partecipazione agli eventi provinciali, regionali e magari anche nazionali.
     Personalmente convinto di attirare interesse e curiosità da parte di chi, appassionato di storie antiche e risorse culturali legate ad una terra che appare povera di contenuti artistici, è alla ricerca di notizie culturalmente utili ad alimentare la già definita origine dell’infinita e antichissima cultura europea.
     In fine ringrazio chi, in futuro, alimenterà e allargherà la visuale di dette notizie, per dare modo anche ad altre realtà di prendere atto di quello che per troppo tempo è stato oggetto di studio solo per pochi eletti, è a Loro un rimprovero per non aver esteso e divulgato a sufficienza tutto quello che secondo il mio modesto parere, è la più immensa ricchezza che una popolazione può possedere, oltre ad industrie, gas metano, e produzione olearia.
     Grazie per avermi dato l’opportunità di arricchimento culturale, sorico, artistico, della terra dove ho deciso di trascorrere il mio prossimo periodo di Vita.

DEDICA


      La dedica di questo manoscritto è riservata alla persona che per prima (in questa nuova terra) ha dimostrato subito nei miei confronti, vera amicizia, correttezza, sincerità, buon cuore, disponibilità, affabilità, fratellanza, onestà, altruismo, ospitalità e gentilezza.
     Assicurandomi, da subito, la buona e tranquilla permanenza e integrazione, attenuando la nostalgia della lontananza dalla mia Città di origine.
     A Lui il mio più grande riconoscimento e stima per la pazienza e la costanza con cui ogni giorno sopportava il mio disagio, confortandomi con discorsi convincenti e appaganti, sacrificando i suoi momenti per colmare i miei vuoti esistenziali.
     Voglio precisare che detta “persona” non è mai esistita, inventata esclusivamente dal mio subconscio, ottenendo comunque un buon risultato ai fini sociali, appagandomi nei momenti di maggior bisogno e rendendomi, il regolare decorso, più o meno vivibile.







La mia seconda pubblicazione


Matera Festa Patronale



Copertina rigida: € 22,00 Bianco/Nero
120 pagine

Stampa in 3-5 giorni feriali


Tradizioni, folklore, abitudini relative alla Festa Patronale di Maria SS della Bruna nella Città di Matera, capitale europea della cultura 2019, descritta da chi ha vissuto e assistito per anni all'evento che ultimamente ha varcato le soglie dell'oceano, diventando una delle rappresentazioni più antiche con la sua 627a edizione. Per la sua originale, suggestiva e storica abitudine, il popolo ha contribuito a divulgare un messaggio di Fede al Mondo, aiutato ultimamente anche da Mass media e Network che hanno voluto divulgare il tutto via etere. Un consiglio personale, non perdetevi l'evento, promette sensazionali emozioni che lasceranno dentro di Voi un ricordo indelebile, sia per Fede che per divertimento, e se non basta la lettura di questo libro, non vi resta altro che viverla direttamente...a Matera.



Contenuto


     Il manoscritto tratta uno di quei momenti che vorresti non finisse mai, quello che ti lascia un sapore dolciastro in bocca e ti dà la sensazione di insoddisfazione quando finisce, uguale al gusto di un dolcetto che ti allieta palato e gola quando lo mangi, ma troppo presto finisce, lasciandoti insoddisfazione psicologica ma appagamento fisiologico.
     Il momento descritto è legato alla Festa Patronale Della Città di Matera, che ormai nota in tutto il mondo, nasconde piccoli particolari che, agli occhi estranei di turisti e visitatori occasionali, non sembrano avere importanza, ma che ne hanno per i Cittadini con radici antiche, i quali puntualmente ne osservano tutto il folklore con la stessa devozione di chi ha insegnato loro la vera tradizione, quella tra le mura casalinghe di chi venera e tramanda valori religiosi e profani della stessa.

     Il tutto è mescolato al folklore e tradizione di un nome che associa la suddetta Festa Patronale al secondo Patrono della Città, Sant’ Eustachio, rappresentato nella stessa Festa da Cavalieri erranti e maestosi come l’ormai famoso Generale Placido (Eustachio) protagonista di gesta eroiche al servizio di Imperatori Romani, ma perito in martirio con tutta la sua famiglia ed infine eretto a Santo/Martire.   


Incipit

    
     Questo è uno di quei momenti in cui tutto assume una importanza fondamentale per gli appassionati, un momento quasi magico per chi lo conosce, incomprensibile per chi lo vive per la prima volta.
     La mia intenzione è quella di rendere noto al pubblico che ancora non conosce o ha solo  sentito parlare di una delle tante feste patronali che ogni Città, Paese o piccolo comune ha la possibilità di vivere ogni anno, e che vive passivamente solo per abitudine o per tradizione, bene, questa è una Festa Patronale del tutto particolare e vi accorgerete di questo continuando nella lettura di questo manoscritto che promette passione, curiosità e voglia di conoscenza del Sacro e del Profano, mescolati a momenti di gioia, paura, divertimento e terrore fino al completo compimento della stessa, in un boato di soddisfazione collettiva, ecco perché il presente manoscritto va letto sino in fondo per capire le reali intenzioni dell’Autore, che promette sensazioni di tutti i tipi con piccoli e curiosi aneddoti di tutto lo splendore che questa Festa dà ogni anno a centinaia di migliaia di spettatori raccolti in un’unica piazza.
     Naturalmente associando il tutto al proprio nome (Eustachio)
Che anche in questa occasione, come nella precedente edizione, assume la sua importanza.


      A tutti, buona lettura.  

Ringraziamenti


     I ringraziamenti più sentiti per tutti quelli che inconsapevolmente hanno contribuito alla mia crescita professionale e sociale, creandomi stimoli giusti a superare ostacoli insormontabili, ma soprattutto a forgiarmi di un carattere forte e testardo, ma anche calmo e ponderante, attento ai particolari e abbastanza autocritico.
     Grazie a loro, che con le personali affermazioni di stupore e curiosità, per l’inconsueto quanto sconosciuto “Nome” hanno sempre contribuito a sottolineare ed evidenziare il disagio, causando, inconsapevolmente e/o masochisticamente, senso di frustrazione e inferiorità, ma anche stimolo alla rivalsa, per dimostrare che un nome, anche se non tanto comune, non può e non deve essere motivo di vergogna ma di stimolo a dimostrare il proprio valore a prescindere.
     Grazie anche a chi per tradizione e/o discendenza ha deciso di darmi questo nome, inconsapevole del danno psicologico, e raccomando le prossime generazioni, di ponderare e non sottovalutare l’importanza dell’attribuzione, ad un’anima candida, del nome “EUSTACHIO”.

Dedica


     Dedico questo libro a chi ha avuto troppo poco tempo per stare con me e conoscermi a fondo anche da grande, sono sicuro che sarebbe stato orgoglioso di me e che avrebbe stimolato maggiormente la mia passione per la scrittura.
     A Lui il mio più risentito pensiero di non essere stato presente per tutti questi anni e per non essere stato protagonista di tutta la mia vita, durante i momenti  sia belli che brutti, a Lui che nel momento di più bisogno era solo nei miei pensieri e non davanti ai miei occhi, a lui che nel momento meno opportuno, quando ancora bambino ho visto volare via come un’aquila, ma senza nessuna preda, come un falco ma senza artigli, o forse come un angelo senza più ritorno, senza nessuna scusa o motivo, a lui che non mi ha permesso di ricevere nemmeno uno schiaffo come tutti, perché, sappi che a me sono mancati anche quelli, e soprattutto sappi che di me non ti sei mai liberato, ho sempre immaginato di averti accanto con i tuoi rimproveri ed i tuoi consigli, utili per accompagnarmi nelle mie vittorie e nelle sconfitte, come d'altronde ogni padre ha il dovere di fare, e sappi che per me non sei mai morto…caro il mio Papà.