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I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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Nuova collaborazione dal 15 Gennaio 2022

mercoledì 25 marzo 2026

 

QUANDO ERO GIOVANE

Quando ero giovane, l’età era un numero. Adesso è un inventario.

Una volta mi alzavo dal letto con l’eleganza di una molla svizzera. Ora mi alzo come un file che si apre su un computer vecchio: prima le ginocchia fanno buffering, poi la schiena carica il sistema operativo, e infine il collo chiede se sono sicuro di voler continuare.

Ma la verità è che, con l’età, non diventano importanti le grandi cose.

Diventano fondamentali i dettagli.

Per esempio:

Una volta uscivo di casa e basta.

Adesso esco di casa e torno indietro tre volte:

– per gli occhiali,

– per il telefono,

– per capire se ho già preso gli occhiali.

Ho sviluppato una relazione intensa con le sedie. Non più per sedermi: per alzarmi. Le sedie sono diventate collaboratrici. Alcune sono affidabili, altre traditrici. Il divano basso, per esempio, è chiaramente contro di me.

Poi ci sono i rumori.

Una volta i rumori venivano dal mondo.

Adesso vengono da me.

Scricchiolii.

Scatti.

Un “tac” misterioso quando mi piego.

Non so cosa sia, ma so che non c’era nel 1994.

E le luci. Ah, le luci.

Da giovane creavo atmosfera con la penombra.

Ora accendo tutto, come un interrogatorio.

Perché leggere senza luce è diventato uno sport estremo.

Ma la cosa più sorprendente è che i dettagli non sono solo fisici.

Sono emotivi.

Una volta mi servivano viaggi, eventi, rivoluzioni interiori.

Adesso mi basta:

– una camicia calda appena stirata,

– il caffè bevuto senza fretta,

– trovare parcheggio senza dover fare manovre da documentario.

E c’è una malinconia leggera in tutto questo.

Non quella tragica, no.

Quella che ti fa sorridere mentre sospiri.

Come quando trovi una vecchia giacca e in tasca c’è ancora un biglietto del cinema. Non ricordi il film, ma ricordi la sensazione di quella sera.

E capisci che la vita, alla fine, non è fatta di grandi momenti.

È fatta di piccoli trionfi:

Alzarsi senza dire “ahia”.

Ricordarsi perché sei entrato in cucina.

E scoprire che gli occhiali… li avevi già in testa.

E in quel momento ridi.

Piano.

Per non farti male alla schiena.

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