“I HAVE A DREAM…” (IO
HO UN SOGNO) MARTIN LUTHER KING JR.
Lo dicevo
già da piccolo.
Non sapevo
bene quale fosse il sogno, ma, mi suonava importante.
“I have a
dream.”
Detto mentre
stavo mangiando un panino, mentre evitavo i compiti o fissando il vuoto pensando
“Ma se oggi
non faccio niente, si noterà?”
Non ero uno
di quei bambini prodigio, non costruivo robot, non suonavo Mozart, non parlavo
tre lingue.
Ma aveva un
dono raro… procrastinare con visione strategica.
Non
rimandavo a caso, rimandavo con metodo.
A 16 anni
volevo diventare ricco, ma senza stress, possibilmente senza svegliarsi presto.
A 20 anni
avevo già avuto, 4 idee rivoluzionarie, 2 “progetti seri” e 1 momento in cui ho
detto…
“Ragà,
secondo me ho capito tutto”, bene… non aveva capito niente, ma l’energia era
giusta.
Tra i 25 e i
30 entro nella famosa fase… “Ora faccio sul serio.”
Compro
un’agenda e scrivo obiettivi a caso, usando parole come… mindset (come
affrontare le sfide della vita), sinergia, ottimizzazione del tempo.
Poi il
giorno dopo invece, mi sveglio tardi, apro il frigo, e decido che la vera
ottimizzazione è rimandare a domani.
E mentre la
vita arriva inesorabilmente, non con effetti speciali, ma con email, riunioni
inutili con gente che dice “facciamo un call veloce” che dura 1 ora e 40,
(gergo per me incomprensibile)
Intanto
sviluppo nuove competenze, annuisco in modo professionale, dico “ci lavoriamo”
senza sapere su cosa, sembrare impegnato mentre penso alla cena.
Col tempo il
sogno cambia, non è più… “Voglio conquistare il mondo”, bensì… “Voglio non
impazzire.”
E piano
piano, imparo, sbaglio, mi rialzo e capisco cose tipo, la gente che sa cosa fa…
spesso non sa cosa fa,
il caos
organizzato paga, la sicurezza è metà competenza e metà faccia tosta.
E poi, un
giorno, succede, senza colpo ferire. senza slow motion.
Senza che me
ne rendessi conto, mi ritrovo… Dirigente di un’azienda che fattura 2 milioni di
euro a settimana, unica reazione… “WOW, ce l’ho fatta”, “Ma… quindi adesso devo
decidere io?”.
E così mi
resi conto di vivere il sogno tanto desiderato sin da piccolo, gestivo numeri
enormi, Prendevo decisioni serie, facevo riunioni dove si usano frasi tipo,
“Allineiamoci sugli obiettivi strategici”, ma dentro di me… c’era ancora quello
che alle 2:17 di notte guardava il soffitto e pensava… “Speriamo che domani non
mi chiedano cose troppo difficili.”
“I have a
dream”, dicevo, e alla fine si è realizzato, dimostrando che per realizzare una
cosa importante, non c’è bisogno di avere tutto chiaro in mente, non devi
essere perfetto, basta andare avanti abbastanza a lungo… e ogni tanto fare
finta di sapere cosa stai facendo… il
resto, col tempo, viene da sé!!!
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