LA PROMESSA FATTA IN
SILENZIO
Una promessa
fatta non davanti a un altare, né sotto un cielo stellato, ma in quella stanza
troppo bianca dove il tempo si era fermato insieme al respiro di nostra Madre.
Eravamo rimasti in tre, stretti come superstiti dopo un naufragio, e senza
bisogno di dirlo avevamo capito che da quel momento in poi il nostro destino
sarebbe stato uno solo.
Ritrovarla…
ma insieme.
Era stato il
nostro modo di sopravvivere.
Prima ancora
c’era stato nostro Padre, strappato via troppo presto, quando eravamo troppo
giovani per capire davvero cosa fosse la morte e troppo grandi per non sentirne
il vuoto.
Anche allora
eravamo rimasti in tre, tre piccoli bimbi seduti a tavola, tre voci a riempire
i silenzi, tre ombre che si allungavano nelle stesse direzioni.
Poi, dopo
qualche anno, ci tocca vivere anche la seconda perdita che ci aveva scavato
ancora più a fondo.
Con nostra
Madre se n’era andato il centro del mondo, il punto fermo, la casa anche quando
eravamo lontani. E noi, ancora una volta, avevamo resistito perché eravamo
insieme.
Noi tre…
sempre uniti.
Ci eravamo
detti, con ostinazione, con rabbia, con paura, che un giorno l’avremmo
riabbracciata. Ma non da soli. Non uno alla volta. Sarebbe stato un viaggio
comune, come tutto il resto.
Era una
promessa fragile, forse infantile, ma ci teneva in piedi… fino ad oggi.
Oggi invece
hai deciso di andartene prima… senza avvisare… senza aspettare… senza chiedere.
Come se la
promessa fosse solo un pensiero passeggero. Come se il dolore condiviso non fosse
stato il nostro patto più sacro.
Ci hai
voluto precedere egoisticamente, prepotentemente, con presunzione.
E ora
l’immagine che ci lacera è quella di, Voi due, insieme, tu e Lei, riuniti in un
abbraccio che avevamo immaginato per tutti e tre. Ti vediamo accanto a Lei,
immerso in quella pace che noi possiamo solo intuire, e questa visione non
consola… ferisce.
Perché non
doveva essere così… non era il momento.
Eravamo in
tre quando abbiamo imparato a vivere senza nostro Padre.
Eravamo in
tre anche quando abbiamo imparato a sopravvivere senza nostra Madre.
E ora siamo
rimasti in due, a fare i conti con un’assenza che pesa più di tutte le altre.
Ci hai
lasciati indietro.
E l’attesa,
che un tempo era una promessa condivisa, è diventata una solitudine.
Adesso non
aspettiamo più solo Lei… adesso aspettiamo anche te.
E il
pensiero che vi siate ritrovati senza di noi non è una consolazione, ma una
ferita lenta, malinconica, che ci accompagna ogni giorno, come un posto vuoto a
tavola che nessuno potrà mai riempire.
E la promessa?... quella fatta fra tre piccoli
fratelli lacerati dal dolore per la perdita Paterna e successivamente anche di
quella Materna?... di non separarci più per tutta la nostra vita?... persa
anche quella, come il peggiore di tutti i lutti, ora ci ritroviamo in due a
raccogliere i cocci di una vita fatta di bei ricordi di tre sfortunati
fratelli, oggi ancora una volta… orfani.
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