Matera Capitale

Il quotidiano

martedì 9 aprile 2019

L'Ennesimo articolo pubblicato sul quotidiano Le Cronache Lucane



La Famiglia Persio... Storia infinita


L'Articolo


Ascanio Persio

I° Parte

Nacque a Matera il 9 marzo 1554 da Altobello, scultore, e da Beatrice Goffredo, ultimo di cinque fratelli: Antonio, Giovanni Battista, Giulio (da cui nacque il giureconsulto e poeta Orazio, 1579-1649), Domizio. Così come il fratello Antonio, si formò a Matera alla scuola tenuta dallo zio materno Leonardo e poi nel convento di S. Francesco, dove studiò logica e filosofia. Probabilmente seguì le orme di Antonio, che, dal 1560 a Napoli, divenne precettore di Lelio e Pietro Orsini, fratelli minori di Ferdinando Orsini, duca di Gravina e conte di Matera; poi si legò alla famiglia Caetani e fu amico di Aldo Manuzio: tutti personaggi con cui anche Ascanio strinse rapporti. Negli anni Settanta Persio fu a Roma, in familiarità con Marc-Antoine Muret e con il letterato sulmonese Ercole Ciofano, e a Venezia. Qui nel 1574 pubblicò, in una stampa sine notis, ma edita da Aldo Manuzio, La corona d’Arrigo III re di Francia, e di Polonia, componimento d’occasione per il passaggio sulla laguna del nuovo re di Francia Enrico III diretto a Parigi per salire sul trono di Francia, composto «in verso volgare Heroico Patritiano», cioè nel verso di tredici sillabe adottato da Francesco Patrizi nel poemetto mitologico Eridano (Ferrara 1557) per ovviare all’inadeguatezza dei metri italiani alla nobiltà dell’epica. Testimonianza dell’amicizia che lo legò ad Aldo Manuzio è la dedica a Persio del Lepidi comici veteris Philodoxios fabula ex antiquitate eruta ab Aldo Manuccio, che Manuzio pubblicò a Lucca nel 1588 con questo frontespizio, incorrendo però in un infortunio, poiché si tratta della commedia autobiografica Philodoxeos scritta da Leon Battista Alberti che si firmò con il nome di Lepido, ingannando a lungo i lettori. Persio studiò lettere greche e latine all’Università di Padova, ma frequentò anche i corsi di filosofia di Iacopo Zabarella. Il 26 settebre 1586 ottenne a Bologna la cattedra di lingua greca, libera per la morte di Pompilio Amaseo, per un biennio con lo stipendio di 800 lire. Negli anni successivi fu confermato senza interruzione, con progressivi aumenti di stipendio, l’ultima volta a vita nel 1609, con l’elevato stipendio di 2000 lire, quando però gli restava poco da vivere. Gli studi filosofici avevano intanto prodotto i Logicarum exercitationum libri duo priores critici (Venezia, F. Valgrisi, 1585) con dedica a Lelio Orsini suo ‘mecenate’, in cui postillò la critica scritta da Bernardino Petrella, professore di filosofia a Bologna, alla Logica di Zabarella, prendendo posizione a favore di quest’ultimo. Seguirono i Logicarum exercitationum liber tertius apologeticorum primus (Bologna, G. Rossi, 1586) e la Defensio criticorum et apologetici primi, quos edidit adversus Bernardini Petrellae logicam in Patavino Gymnasio primo loco profitentis logicas disputationes (Bologna, G. Rossi, 1587). Solo il 10 febbraio 1589 conseguì anche la laurea in filosofia, dopo la quale gli fu dato l’incarico di leggere Aristotele in greco. Sul versante degli studi greci Persio compilò un lessico del I libro dell’Iliade (ne diede notizia per lettera a Roberto Titi il 20 agosto 1597, in Lettere memorabili, 1693, p. 124), pubblicato a cura dell’allievo Grazio Lodi Garisendi con il titolo Indicis in Homeri poemata, quae extant omnia, Graecolatini, et Latinograeci, qui scholiorum fere vicem explere possis, ab Ascanio Persio diligentissime constructi, specimen (videlicet in primum Iliados uterque index)(Bologna, Er. G. Rossi, 1597, precede una lettera di Aldo Manuzio, contenente l’elogio dell’opera). L’indice si compone di un elenco greco-latino e di uno latino-greco; l’opera è presentata come parte di un lavoro lessicografico completo sulle opere omeriche, al quale però non risulta che Persio si sia effettivamente applicato. Lo Specimen ebbe tuttavia risonanza negli studi omerici successivi. Il solo indice greco-latino fu ristampato, in versione ridotta senza glosse, in calce alle Commentationes in I lib. Iliad. Homeri del grecista tedesco Martin Kraus (Crusius) ([Heidelberg], G. Voegelin, 1612, cc. N2r-O6v, che dichiara la dipendenza da una edizione romana, molto probabilmente mai esistita) e, completo, nei Commentarii in Iliadem di Eustazio a cura di Alessandro Politi (I, Firenze 1730, pp. XLI-LXVII).
A conferma del radicamento nella vita culturale cittadina, fu conferita a Persio la cittadinanza bolognese. Compose in italiano, latino e greco la Historia della s. imagine della gloriosa Vergine, la quale si serba su ’l monte della Guardia presso Bologna, nella chiesa di S. Luca, da cui fu dipinta, pubblicata con ampio corredo di versi di autori non solo bolognesi, nei Componimenti poetici volgari, latini et greci di diversi, sopra la s. imagine della beata Vergine dipinta da san Luca la quale si serba nel monte della Guardia presso Bologna, con la sua historia in dette tre lingue scritta da Ascanio Persii (Bologna, V. Benacci, 1601). La Historia fu acclusa nella Vita b. mem. Nicolai Albergati Carthusiani, episcopi Bononiensis edita a Colonia nel 1618 dal certosino Georg Garnefeld, insieme con le biografie di Albergati (1373-1443) di Giacomo Zeno, Poggio Bracciolini e Carlo Sigonio e scritti di altri autori. Le relazioni intellettuali intrattenute da Persio con letterati italiani e stranieri si ricostruiscono per lo più sulla base delle testimonianze epistolari, a stampa e manoscritte. Nell’ottobre 1592 conobbe Tommaso Campanella, di passaggio a Bologna diretto a Padova. In stretti rapporti con il fratello di Persio, Antonio, Campanella era allora già sospetto al S. Uffizio; il nome di Persio emerse in un interrogatorio di Campanella durante il processo a cui fu sottoposto nel 1594 presso il tribunale dell’Inquisizione, ma solo come testimone di opinioni contrarie alla fede cattolica espresse da altri. Altri personaggi con i quali Persio fu in contatto sono Ulisse Aldrovandi, Giovan Vincenzo Pinelli, il latinista tedesco Valtin Havekenthal (Valens Acidalius), studente di filosofia e medicina a Bologna nel 1590-93, Bellisario Bulgarini, Antonio Quarenghi. Della sua abilità di verseggiatore in greco, riconosciutagli dai contemporanei, resta testimonianza nel ms. J.149 inf. della Biblioteca Ambrosiana di Milano e nel Vat. lat. 3435, cc. 63r, 64r (un epigramma a Ippolita Paleotti e una lettera, autografi). Collegamenti con ambienti liguri si ricavano dalla lettera di Pinelli a Manuzio del 26 ottobre 1584 (Inedita Manutiana, 1960, p. 538), nella quale si legge che Persio aveva avuto dal Comune di Genova l’incarico di volgarizzare la Historia Genuensis di Uberto Foglietta, allora in stampa, ma l’incarico gli era stato tolto per dissidi sopraggiunti. Un Discorso geografico intorno alla città di Savona, sulla discussa origine e ubicazione della città ligure, composto su richiesta di Giovanni Antonio Magini, risale al 1602.


Ascanio Persio

La Città

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