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martedì 4 settembre 2018

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Speciale Ferrandina ancora protagonista

L'Articolo

Convento di San Domenico
Ferrandina

FONDO ANTICO
TESORO STORICO FERRANDINESE

III Parte

- Incunaboli -

Il Fondo antico è costituito da incunaboli, cinquecentine, seicentine, da testi antichi fino al 1865.
Per quanto riguarda il nucleo bibliografico in oggetto, trattasi di testi cronologicamente collocati tra il 1417 e il 1865:
Testo non identificato del 1417 
Operum Divi Aurelii 1551 
D.T. de Vio: Caietani Cardinalis 1560 
Manuale Confessariorum et poenitentium 1573 
J. Chrofcziejoiosky: De morbis puerorum 1583 
Fr. Joanne Germiniano: Summa de exemplis 1583 
C.I. Episcopi: Historiam Evangelicam 1586 
P.D. Cusitani: Conciones quadruplices 1589 Etc. 
Lo stato di conservazione dei libri purtroppo non è ottimale, infatti molte delle opere necessitano di restauro poiché sono completamente spaginate cosa che rende possibile anche la totale perdita del patrimonio bibliografico antico appartenente al Comune di Ferrandina. Al tempo della soppressione, oltre 70 biblioteche conventuali si trovavano in Basilicata nei conventi dei vari ordini. Di queste ben tre erano a Ferrandina nei tre conventi di religiosi. L’inventario della biblioteca del convento di S. Domenico giunto a noi, appare molto provvisorio e disarticolato però mostra notizie essenziali del fondo libraio che appare abbastanza significativo e meritevole di valorizzazione. L’inventario originario, secondo alcuni studiosi locali, descrive non solo i libri ma anche reperti, quadri e altri oggetti preziosi conservati anch’essi presso la Biblioteca comunale. Sembrerebbe che la Biblioteca fosse a sfondo scolastico e serviva per lo studentato interno al convento. Si riscontrano le normali e classiche divisioni della teologia che vanno dalla S.Scrittura alla Teologia Dommatica, morale, sacramentaria. E’ necessario individuare cosa è rimasto ai posteri perché il suddetto patrimonio non rappresenta solamente il patrimonio di un convento ma costituisce parte della storia del popolo ferrandinese. 

SIGNIFICATO DI INCUNABOLO

Con il termine incunabolo (o incunabulo) si definisce convenzionalmente un libro stampato con la tecnica a caratteri mobili e realizzato tra la metà del XV secolo e l'anno 1500 incluso. A volte è detto anche quattrocentina. Il termine deriva dal latino incunabulum (plurale incunabula), che significa "in culla". Il termine venne coniato da Bernhard von Mallinckrodt, allora decano della cattedrale di Münster, nel 1639 quando, in un suo testo celebrativo dell'invenzione della stampa, definì gli anni che vanno dal 1455 (anno in cui venne introdotta in Europa la stampa a caratteri mobili) al 1501 come prima typographiae incunabola. Il termine restò in uso nei secoli successivi e divenne un termine tecnico in tutte le lingue europee.


LA STORIA 

Nel secolo successivo le opere a stampa vengono dette cinquecentine, anche se, secondo alcuni studiosi, soprattutto di area anglosassone, la definizione di incunabolo può essere estesa anche a edizioni realizzate nei primi vent'anni del Cinquecento, in quanto fino a quel limite cronologico i libri presentano delle caratteristiche comuni con quelli stampati nel XV secolo. Generalmente gli incunaboli non presentano un frontespizio, ma solo una indicazione, spesso approssimativa, che riporta il nome dell'autore dell'opera e un titolo nell'incipit. Il primo frontespizio compare in Italia nel 1476. Le note tipografiche, cioè le indicazioni sulle responsabilità dello stampatore, quando presenti, sono riportate nel colophon. Questo perché i primi libri realizzati con i caratteri mobili tendevano a imitare l'aspetto dei libri manoscritti, dove spesso, viste le loro modalità di produzione, tali indicazioni erano del tutto superflue.Gli incunaboli sono quindi i primi libri moderni, cioè realizzati in serie con delle modalità proto-industriali, ma circa 10.000 dei 40.000 testi noti sono costituiti da fogli sciolti, in quanto la nuova tecnologia permetteva di realizzare anche bandi, proclami, lettere di indulgenza, modulistica, etc. Al mondo vi sono circa 450.000 incunaboli (di molti testi esistono svariate copie) e di questi circa 110.000 si trovano in Italia. Sono considerati prodotti molto preziosi e conservati in musei e biblioteche specialistiche.
L'incunabolo più antico è la Bibbia di Gutenberg, in latino, così chiamata perché stampata da Johannes Gutenberg tra il 1452 e il 1455.

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