Matera Capitale

Il quotidiano

martedì 25 aprile 2017


La mia prima pubblicazione



  
Biografia






Copertina rigida: € 18,00 Bianco/Nero
90 pagine


Stampa in 3-5 giorni feriali


Biografia legata ad un nome non molto comune, che crea non poche situazioni scomode all'Autore per tutto il corso della sua Vita, sociale, professionale, privata, da indurlo a rendere noto al pubblico l'enorme fardello che porta sulle spalle un soggetto di nome "Eustachio", e soprattutto mette in guardia il prossimo dal pericoloso folklore di tramandare per devozione o per discendenza questo pessimo strumento di sofferenza, martirio, dilapidazione continua, e di cercare di far desistere dal divulgarlo ancora nei secoli, anche perche' il disagio puo' essere comprensibile solo da chi ha gia' vissuto una vita da "EUSTACHIO"

Il Contenuto


Il mio nome e’ Eustachio, tratta la biografia dell’Autore legata al proprio nome, alquanto insolito, oltre le mura Cittadine.
Descrive le varie vicissitudini di vita legate al disagio ed alla scarsa conoscenza delle origini di detto nome, da qui la decisione di divulgare, tramite il seguente manoscritto, le conoscenze, ricerche e notizie varie per rendere noto al genere umano, che purtroppo non sa’, di conoscere e apprendere la sua origine storica e scientifica di un nome che potrebbe ledere la psicosi di soggetti che se lo ritrovano cucito addosso inconsapevolmente.
Naturalmente l’autore da’ anche un tono divertente al manoscritto, legato ad episodi di vita propria con ironia, a tratti anche semiseria, suscitando curiosita’ e voglia di continuare a leggere per capire le varie situazioni, dall’asilo alle tante altre situazioni che si susseguono nel corso della sua vita.
Il manoscritto contiene anche, descrizione della Citta’ di Matera, delle sue origini, monumenti e folklore, ma anche dello sviluppo turistico dei giorni nostri, dei suoi Patroni, ma sempre legati a momenti biografici, perche’ l’autore ha voluto accentuare il suo disagio per un nome che in ogni occasione ha contribuito a creare difficolta’ e incomprensione verso il genere umano che purtroppo non possiede una cultura adeguata e di conseguenza lo costringe a frequenti momenti di spiegazioni e informazioni a riguardo.
Inoltre e’ ferma intenzione dell’autore la divulgazione della storia antica del nome di Eustachio, molto concisa ma comprensibile a tutti, l’uso anche scientifico di detto nome, ma soprattutto il peso e l’enorme responsabilita’ che i prossimi genitori si dovranno assumere decidendo di attribuire questo nome al proprio figlio, perche’ come l’autore spesso ripete, potrebbe ledere la psicosi del soggetto sottoposto a questo martirio quotidiano.


INCIPIT


IL MIO NOME E’ EUSTACHIO,
e’ la Biografia di un nome un po’ strano, non molto conosciuto nel mondo, ad esclusione della citta’ di Matera che lo festeggia come suo patrono ufficiale, il quale ha creato non poche difficolta’ all’autore, il quale racconta le varie vicissitudini di vita vissuta dalla nascita ai giorni nostri, oltre a voler divulgare la sua origine, il significato scientifico e storico, ma soprattutto la voglia di informazione globale che gli risparmi la solita domanda di chi si meraviglia al solo ascolto dello stesso nel momento di presentazione…MA CHE NOME E’…DA DOVE PROVIENE ?  


CITAZIONI



1. Matera – Capoluogo di provincia, nella regione Basilicata/Lucania confinante con Calabria, Puglia, Campania, recentemente proclamata Capitale Europea della Cultura 2019.

2. Citta’ dei SASSI, antichi rioni costruiti nella roccia, precedentemente considerati Patrimonio Mondiale dall’ Unesco.

3. Caverne risalenti alle Ere Paleolitico/Neolitiche, come da testimonianze presenti nel Museo Cittadino.

4. Bartolomeo Eustachi meglio conosciuto come Eustachio (San Severino Marche, 1500-1510 – Fossombrone, 27 agosto1574) è stato un anatomista italiano. Redige e completa tutti i suoi scritti sulla base di osservazioni ed esperimenti. Inaugura quell'anatomia sottile, proemio a quella microscopica. Teorizzò lo studio della tuba auditiva destra, ricordata tutt'oggi come laTromba di Eustachio. Individuò inoltre le valvole coronarie, precisò ulteriormente la struttura di alcune ossa craniche, inietta di acqua calda le arterie renali, cercò di determinare la struttura dei reni e dei denti. Descrisse per la prima volta le ghiandole surrenali e fu il primo scopritore della vena alba, ora dotto toracico. Indaga con acutezza e logica lungimiranza sui cadaveri per malattie varie.

5. Deposito Martyrum la più antica lista dei martiri romani, formando, insieme alla Depositio Episcoporum, il cosiddetto Filocaliano calendario. Le due liste si trovano insieme ad altri documenti del cronografo di annuncio 354, scritto forse da Furio Dionisio Filocalo, il calligrafo di Papa Damaso I (d. 384). Per mezzo di questi depositiones fedeli di Roma sono stati informati per quanto riguarda il giorno e il luogo di culto liturgico. Entrambi gli elenchi sono stati probabilmente fissati dal 336 in quanto i nomi Depositio Martyrum nessuno dopo tale data, e la Depositio Episcoporum mantiene una disposizione ordinata delle feste da gennaio a dicembre, in cui il nome di papa Silvestro I (d.335) è l'ultimo registrato.

6. Martyrologium Hieronymianum (Martirologio geronimiano) costituisce il più antico catalogo di martiri cristiani dellaChiesa latina pervenuto: deve il suo nome al fatto di essere stato a torto attribuito a san Gerolamo. L'autore è un anonimo del V secolo, vissuto fra Milano e Aquileia: si servì come fonte principale un martirologio siriaco della seconda metà del IV secolo (forse il Martirologio di Nicomedia, redatto fra il 360 e il 411) ma fece anche uso del Calendario di Filocalo (354) e di un martirologio africano. Se ne hanno due recensioni: quella italica, a uso liturgico e di edificazione, e quella gallicana, nata alla fine del VI secolo, che ebbe grande diffusione e arricchimenti vari nelle diverse province della Francia.Il Martirologio geronimiano venne pubblicato dai bollandisti Hippolyte Delehaye ed Henri Quentin a Bruxelles in Acta Sanctorum nel 1931: pur dando origine a gravi problemi critici, resta un documento primario per la storia della Chiesa.

7. Pirro Scavizzi nacque a Gubbio, ma si trasferì all'età di 12 anni a Roma. Nell'ottobre del 1900 comincia a frequentare il seminario romano Almo collegio Capranica. Fu ordinato sacerdote il 7 luglio 1907 e fu assegnato prima quale vicario parrocchiale a San Vitale e nel 1919 quale parroco a Sant'Eustachio al Pantheon. Fece voto di non ottenere onori ecclesiastici. Don Pirro Scavizzi aderì all'Istituto Imperiali Borromeo Antonelli e si dedicò alle Missioni al Popolo, recandosi in parrocchie in Italia e all'estero, a predicare il vangelo. Fu confessore di Papa Giovanni XXIII. Nel 1960 predicò gli esercizi spirituali in Vaticano davanti a tutta la curia ed al papa in occasione dell'Avvento.

8. Antonio Borrelli (Autore di S.Eustachio Placido martire) su Santi Beati.

Dedica


Questo libro e’ dedicato ad una persona speciale, che ha trascorso una vita di sacrifici, stenti, preoccupazioni, ansie e patemi d’animo per i propri figli, soffrendo in silenzio e mai dimostrando la sua disperazione agli occhi degli stessi.
Una persona unica nel suo genere che rispondeva sempre alla cattiveria e alla malvagita’ con gentilezza e comprensione, mai un termine scurrile, mai un gesto di maleducazione, mai un pettegolezzo o una parola contro qualcuno, mai discorsi frivoli o blasfemi, sempre parole dolci e speranzose, sempre ottimista del domani, religiosa fino all’ inverosimile, credente fin dalle piu’ profonde radici della sua esistenza, colma di fede all’ ennesima potenza, praticante e predisposta al volontariato religioso, accomodante, piena di buoni propositi, e sempre pronta a consigli imparziali, disinteressati e soprattutto privi di malignita’ e furbizia. 
Dedico a lei tutto questo per ripagarla in qualche modo di essere stata sempre presente, di aver sostituito egregiamente anche la figura del Padre/Marito perso in eta’ troppo precoce, di aver fatto fronte a disagi affettivi, economici, educativi, di essersi sforzata fino all’esasperazione per farci crescere sani, forti, intelligenti ma soprattutto pazienti e ragionevolmente comprensivi nei confronti del prossimo.
La ringrazio anche di averci dato l’educazione/formazione del rispetto tra fratelli che ancora oggi coltiviamo, fieri dell’insegnamento ricevuto da chi, non avrebbe mai potuto immaginare l’evolversi delle situazioni con il passare degli anni, bensì solo prevedere in funzione di una fede padrona di corpo ed anima, e soprattutto gia’ sicura del potenziale trasferimento degli stessi valori a figli e nipoti futuri, prevedendo la sua scomparsa ancor prima che accadesse, ma certa di aver compiuto tutto quello che avrebbe voluto accadesse postuma.
Concludo col dire che la persona in causa non e’ una santa o una missionaria, ne’ tanto meno una figura celestiale, bensì la mia cara, dolce, insostituibile…MAMMA…o come la chiamavano tutti, DORINA,
all’anagrafe Addolorata Fragasso, nata, vissuta e scomparsa all’eta’ di 76 anni nella sua amata cittadina, Matera, ma fiera di aver lasciato nei nostri cuori l’amore e la bonta’ tra fratelli, figli e nipoti.
Grazie di tutto... MAMMA... faremo tesoro in ogni momento del tuo insegnamento.

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